Sigep 2026, 20 high light con la pizza che domina anche a Rimini

Il Sigep in questa edizione 2026 è cresciuto ancora. Non solo per numeri ma proprio per dimensioni con l’aggiunta di due padiglioni. Consacrati alla pizza che si affianca alla tradizionale esposizione di pasticceria, caffè e macchinari. Un passaggio che ha reso l’appuntamento fieristico un nuovo attrattore per il mondo della pizza oltremodo dinamico. Nuove aziende hanno fatto il loro ingresso nelle aree espositive e show cooking a tema pizza hanno preso il sopravvento nei calendari degli appuntamenti.

La pizza e i pizzaioli sono attori di consumata efficacia. E quindi sarà necessario aggiungere il Sigep ad altre manifestazioni nazionali e internazionali – come Cibus e Tuttofood – o locali – come Tuttopizza a Napoli.
Pizza, tanta pizza, ma anche altri prodotti che anticipano tendenze dei consumi, cavalcano le onde di gusti e soluzioni più o meno affermate, confermano la validità di prodotti che non tardiamo a definire iconici. Ed allora ecco gli high light di questa edizione che ha giocato di anticipo. Con una data anticipata rispetto ai cartelloni degli anni scorsi e la giornata inaugurale del venerdì. Anch’essa un’anticipazione.
La pizza al Sigep 2026

1. Vanvitiello, il food truck che fa pizza contemporanea
L’originalità della proposta in area pizza spetta a Ciccio Vitiello che ha inventato il Vanvitiello, crasi tra il suo cognome e quello dell’architetto Luigi Vanvitelli progettista della Reggia di Caserta. La pizzeria di Vitiello, Cambia-Menti, si trova appunto a Caserta nella frazione di San Leucio.

Il food truck è pensato per portare la pizza in eventi pubblici e privati ma fa a meno del forno a bocca aperta della tradizione napoletana. Ciccio Vitiello ha messo in “menù” impasti e pizze specifiche per la cottura in un forno a nastro.

Particolarmente riuscita la sua versione del pane, burro e alici qui proposta con un impasto che contiene il 5% di burro della Brazzale con cui collabora e il 10% della nuova NIC – New Idea Cream – della stessa azienda (presente al Sigep 2026). Una crema multifunzione che in questo caso aiuta la croccantezza del prodotto finale, mentre il burro aumenta la morbidezza del cuore della pizza. Come condimento, burro e le alici di Armatore.


Stesso impasto per una variante estemporanea: coppa di maiale con doppia consistenza di friarielli in crema e saltati. E l’aggiunta di maionese, aglio e olio per una variazione succulenta della tradizionale salsiccia e friarielli. Un boccone imperdibile che dovrebbe andare nel menu della pizzeria – insieme ad altre proposte di pizza da degustazione – alla riapertura dopo la pausa stagionale.
Tra le proposte dolci, il Padellino Dolce-Mente. Con un impasto che già nella sua struttura integra ingredienti come pera candita e caramello salato, o amarena e cioccolato fondente, e ancora cioccolato bianco e albicocca Pellecchiella del Vesuvio.
2. La pizza salsiccia di mare e friarielli e il forno che ti corregge

Ritorna in pista Giorgio Caruso con le sue pizzerie Lievità a Milano e convince con la versione di mare della salsiccia e friarielli. Allo stand di Moretti Forni tira fuori dal Neapolis, elettrico a bocca aperta, una pizza da antologia in cui tratta bene tonno e friarielli.
Gusto esplosivo, buona cura dell’impasto e – come recita il nuovo claim dell’azienda marchigiana – l’ingrediente ulteriore è la cottura assicurata dai forni. La casa produttrice di forni elettrici ha messo a punto anche un nuovo sistema di cottura a controllo ottico. Il forno è in grado di riconoscere la pèizza da cuocere e corregge eventuali errori del pizzaiolo. Non siamo ancora al forno automatico ma poco ci manca.
3. I latticini di Formula Uno anche a casa

Latteria Sorrentina della famiglia Amodio alla fine ha ceduto alle richieste. Dei consumatori finali che chiedevano in occasione di eventi aperti al pubblico perché mai non si potesse comprare il loro fiordilatte. E così al Sigep 2026 – prima volta che ci sono – eccoli in doppia veste riassunta “dall’iconico” mastello. Fiordilatte di Napoli da latte della Campania, Fiordilatte dei Monti destinazione pizza soprattutto, Provola affumicata nelle due versioni Napoli e Monti. E poi la bustina del desiderio con il Fiordilatte Taglio a Mestiere. Che serve per condire la pizza fatta a casa, ma anche da inserire in piatti come le lasagne (che ora arriva Carnevale) e – nomen omen – gnocchi alla sorrentina che è la meta di mare più conosciuta al mondo dai tempi del Viaggio in Italia di Goethe.
Non è l’unico prodotto per i consumatori finali. C’è anche la Ricotta Ricca che è bassa di grassi ma è resa più piaciona dalla panna.
E poi le Filacce di Fiordilatte che non è la panna con dentro un po’ di “mozzarella”, ma un equilibrio tra panna e fiordilatte con la panna che lo accompagna e non diventa uno stagno in cui affoga il latticino. Fiordipanna è il nome dello stesso prodotto per pizzerie e ristoranti.
Allo stand rispettate anche le peculiarità territoriali con i pizzaioli di Pesaro che hanno sfornato l’immancabile pizza alla Rossini. Sì, la margherita con l’uovo e la maionese che conta più detrattori che estimatori. Una bella prova di forza per il fiordilatte napoletano.
4. Il Campionato senza Frontiere

17 categorie, 3 premi speciali. Al Sigep 2026 non poteva mancare un Campionato del Mondo di Pizza che qui è rubricato come Pizza senza Frontiere. I numeri dicono di un team composto di oltre 100 giudici tra forni e tavoli di assaggio che hanno valutato più di 600 concorrenti provenienti da oltre 45 nazioni. Il Campionato è organizzato da Enrico Famà.
I podi di tutte le categorie 2026
PIZZA CLASSICA
- Andrea De Stefano – 907 punti
- Shady Nassif – 904 punti
- Siler Chapman – 895 punti
IN TEGLIA
- Alessandro Scarpelli – 924 punti
- Lars Smith – 919 punti
- Pino Russo – 904 punti
PIZZA NAPOLETANA TRADIZIONALE
- Luigi Cappuccio – 881 punti
- Damian Marmol – 864 punti
- Karol Klycinski – 850 punti
PIZZA NAPOLETANA CONTEMPORANEA
- Antonio Pio Campanella – 972 punti
- Vincenzo Esposito – 904 punti
- Ionut Florinel Mocanita – 899 punti
SENZA GLUTINE
- Nicola Sardella – 945 punti
- Giuseppe Battiloro – 923 punti
- Michela Carbone – 905 punti
PIZZA IN PALA
- Alessandro Scarpelli – 947 punti
- Domenico Sancamillo – 930 punti
- Chun-Hsiang Yu – 894 punti
TONDA AL MATTERELLO
- Gregorio Parietti – 939 punti
- Claudio Panciocco – 879 punti
- Pino Russo – 841 punti
A 4 MANI
- Daniel Staniak & Piotr Cebula – 933 punti
- Francesco Giuliani & Luca Di Benedetto – 912 punti
- Farkas Péli & Jozsef Laczkó – 895 punti
PIZZA E BIRRA
- Dario Nardin – 1164 punti
- Alfonso Ruggiero – 1119 punti
- Giovanni Labbate – 1116 punti
PIZZA E COCKTAIL
- Przemek Cypara – 1097 punti
- Wally Munteanu – 1088 punti
- Marcello Schisano – 1051 punti
FRITTA
- Domenico Fiumara – 937 punti
- Marcello Schisano – 908 punti
- Vova Kuzymkiv – 856 punti
PIZZA PIÙ LARGA
- Giorgio Nazir – 126,25 cm
- Daniele Pasini – 123,6 cm
- Saverio Labate – 122,75 cm
- Massimo Montoli – 122,75 cm
PIZZA AL DESSERT
- Sean Dempsey – 950 punti
- Domenico Fiumara – 894 punti
- Mauro Evangelisti – 892 punti
MISTERY BOX
- Juri Lotti – 882 punti
- Stefano Colombo – 858 punti
- Giovanni Recchia – 825 punti
PIZZA E VINO
- Michela Carbone – 1145 punti
- Plamen Michev – 1128 punti
- Antonio Giovanni Splendore – 1080 punti
PIZZAIOLO PIÙ VELOCE
- Massimo Montoli – 0’36”
- Saverio Labate – 0’43”
- Ezequiel Ortigoza – 0’47”
PIZZA FREESTYLE
- Giorgio Nazir
- Siler Champman
- Ezequiel Ortigoza
Premi speciali
PIZZA IN ROSA. Michela Carbone, miglior pizzaiola donna
PIZZAIOLO EMERGENTE. Farkas Péli, miglior pizzaiolo tra tutti gli under 30 in gara
RE DELLE PIZZE ROMANE. Pino Russo, miglior pizzaiolo tra coloro che si sono sfidati in tutte le categorie di pizze romane
5. Il crostino, la pizza bianca romana

Massimiliano Saieva è uno degli istruttori della pizza più conosciuto e riconosciuto. Allo stand Italforni – che ha accompagnato anche gli Oscar della Pizza – ha proposto due “lingue” iper leggere e scrocchiarelle come vuole la tradizione romana.

C’è la pizza con doppio pomodoro, appena sporcata di passata e con aggiunta di pomodorini e succo della polpa, chiusa in finale dall’immancabile burrata ingrediente feticcio di ogni pizzeria che voglia dirsi in trend.

Eccezionale il “crostino”, la semplice pizza bianca con il guanciale tra due strati di fiordilatte. Esaltazione della classica pizza romana che si è un po’ persa tra mode e social. Merita la riscoperta.
6. I forni elettrici sono il futuro (che è già qui)

Se per le auto la transizione ecologica è un percorso difficile, con i forni elettrici siamo messi molto meglio. Non parliamo di quelli a camera, diffusi da tempo immemore, ma di quelli a bocca aperta. Che un lustro fa sembravano un sacrilegio e un attentato alla sacralità della pizza napoletana.
Ma bastava dare un’occhiata, oltre che da Moretti e da Italforni, allo stand OEM per vedere all’opera diversi pizzaioli tra cui Cristian Zaghini, vate della biga.

E se doveste pensare che il forno elettrico sia una faccenda delle aziende del nord, vi sbagliate. Manna Forni è un’azienda che è poco più a nord ma di Napoli. E nel suo stand tutti gli occhi erano per l’elettrico con fattezze tradizionali.

Poi c’è la nuova fabbrica Parthenope Forni che ha in catalogo 3 forni. Due a legna o a gas differenti per finitura della cupola che si chiamano Surriento e Napoli. Mentre – quasi a prendere le distanze – quello elettrico si chiama Milano. Anche in questo caso, l’elettrico attirava l’attenzione degli operatori.
7. L’Associazione che dice sì al forno elettrico per la pizza napoletana

E continuiamo con la querelle forno elettrico sì, forno elettrico no. Intendendo per la pizza napoletana classica o addirittura STG. L’AVPN – Associazione Verace Pizza Napoletana – è difensore della pizza napoletana tradizionale. E ha anche un regolamento per la pizza STG – Specialità Tradizionale Garantita che ora ha la riserva di nome “Napoletana” – che chiama disciplinare anche se quello depositato dal competente Ministero non può essere modificato unilateralmente o da un soggetto privato. Ma quello che interessa è l’approvazione del forno elettrico – il Diamante di MP Forni – che campeggiava nello stand al Sigep 2026.
E il corposo calendario di appuntamenti e talk che hanno visto la presenza di numerosi pizzaioli in veste di relatori tra cui Franco Pepe, Renato Bosco, Corrado Scaglione, Salvatore De Rinaldi, Marco Manzi, Guglielmo Vuolo, Salvatore Santucci. Tra gli argomenti discussi, le nuove frontiere della pizza napoletana incentrato sull’India, Paese ospite del Sigep.
8. Il forno elettrico anche per la pizza romana

Non vorremmo tediare, ma il forno elettrico si costruisce ad ogni latitudine d’Italia. Zeno è il forno elettrico a bocca aperta – presentato al Sigep 2026 nella nuova colorazione white stone – di Alfa Forni che ha i suoi stabilimenti ad Anagni (FR). In fiera è stata presentata la nuova partnership con l’Associazione Pizza Romana che promuove, difende e sviluppa la Pizza Romana in Teglia, in Pala, al Piatto con il Matterello e la Pinsa Romana.
Al banco e al forno, Giuseppe De Rosa e Alessandro D’Ascenzi.
9. La pinsa nuovo trend della pizza?

Vista da Milano, all’invasione delle pizze e pizzerie napoletane si è sostituita l’invasione della pizza e delle pizzerie romane. Cioè la pizza scrocchiarella, sottile contrapposta alla morbida e più spessa napoletana. Prima che qualcuno alzi il dito, no, la pinsa non è una pizza e nemmeno una scrocchiarella romana o una sottile. Nel gioco del “a volte ritornano” o “ritorno al futuro”, lo scacchiere della pizza si fa sempre più articolato. Così a Napoli appaiono focacce e pizza al taglio alla romana, ritornano le ruote di carro, si affonda la canotto e si hanno dubbi sulla contemporanea che sembra un affronto alla popolare tradizionale.
La verità – forse – è che si cercano “novità” per differenziarsi dai concorrenti. E quindi per rapidità e facilità si ripesca dal passato sperando nell’effetto virale dei social.
A livello di servizi di ristorazione, invece, ciò che manca è il personale e molte aziende produttrici si stanno industriando per mettere l’avviso in etichetta “non serve personale specializzato”. Come ha fatto Pinsami che propone la pinsa (con mix di farine di frumento, riso e soia), frozen, farcita e pronta da infornare. I formati disponibili vanno dalle ovali frozen con shelf life di 6 o 12 mesi (margherita, cacio e pepe, carbonara, diavola) alle basi da farcire ovale, mini, tonda e XL. In questo caso, oltre che frozen ci sono anche le fresche in ATM e shelf life di 60 giorni. O Ambient che si possono conservare a temperatura ambiente in luogo fresco e asciutto per un massimo di 90 giorni.
10. Le panetterie si trasformano

Pizze, focacce e dolci rappresentano il 60% dei ricavi delle panetterie. Mentre il pane – pur rappresentando a volume il 62,5% della produzione – si ferma al 40%, in lieve calo rispetto al 44% del 2023. Ma compensato dall’aumento delle vendite delle pizze (+3,3% rispetto a due anni fa). Il dato è emerso nell’incontro al Sigep 2026 ‘Il consumatore è cambiato. E il panettiere?’ attraverso una preview della ricerca Cerved.
La Grande Distribuzione Alimentare si è rafforzata, con un fatturato in crescita del +2,8% nel 2025 rispetto all’anno precedente arrivando a 130 miliardi di euro mentre la ristorazione, pur crescendo (+3,0%), ha risentito di una maggiore pressione sui prezzi sfiorando i 100 miliardi. Nei consumi di pane, il segmento artigianale ha registrato un calo contenuto (-1,9% tra 2023 e 2025). Sul fronte della rete produttiva, il numero di panetterie in Italia è sceso a 18.201 unità nel 2025 (-1,6%), segnale di un mercato in trasformazione più che in contrazione. E il 7% delle panetterie conta più di 2 unità locali, con Lombardia e Toscana in testa nell’organizzazione a catena.
Nel dibattito, Alberto Molinari, presidente di AIBI, e Palmino Poli, presidente di ASSITOL, hanno richiamato l’esigenza di accompagnare questi cambiamenti con innovazione organizzativa e tecnologica, salvaguardando identità e valore della filiera. Maria Maltese, curatrice della ricerca, ha sottolineato come tecnologia, nuovi format e competenze stiano ridisegnando il ruolo del panettiere. Sempre più orientato a sostenibilità, diversificazione e relazione con il consumatore.
11. Datemi Napala anti stress per la pizza

Il Sigep è anche il salone per le attrezzature e cosa c’è di più primordiale in una pizzeria della pala per infornare e sfornare? Nulla. Lo strumento che è un po’ come la lancia per i cavalieri di Re Artù è uno di quegli oggetti immodificabili nel tempo. Un po’ come i tergicristalli per un’auto che sono sempre una spazzola di gomma e un braccio che va su e giù. Ci volle un’inchiesta di Report di 12 anni fa per convincere i fornai (che sono gli addetti al forno) che forse era migliore una pala bucherellata per far cadere la farina in eccesso. Dal legno siamo passati anche ai metalli più leggeri,
E ora Napala – che vi potrebbe sembrare azienda romana ma è napoletana – ha pensato che il materiale della pala poltesse essere anche antiaderente. Ed ecco la nuova pala che ha accompagnato le esibizioni di Davide Civitiello, Simone Fortunato e Francesco di Ceglie. Un’idea di quelle semplici che migliorano la vita. Ora i pizzaioli potranno avere meno paura di vedere una pizza attaccata. Idea che si è allargata anche al bancone su cui lavorare la pizza. Antiaderente anche il bancone e un po’ più di tranquillità per chi ci lavora soprattutto di sabato sera quando i numeri sono elevati.
La pasticceria

12. Iginio Massari da Caffarel che compie 200 anni
Nel 2026 Caffarel celebra 200 anni di storia e ha festeggiato anche al Sigep. Protagonista allo stand la gamma Bitter Caffarel, da sempre punto di riferimento per i professionisti e prodotto chiave per interpretazioni contemporanee della pasticceria.
Tra i momenti clou, la dimostrazione dal vivo di Iginio Massari con la realizzazione della Torta Nocciolina. Una creazione pensata per celebrare il legame di Caffarel con le proprie origini e con la nocciola. Il dolce è stato preparato con Bitter Bianca e Pasta Nocciole Caffarel.
13. I 10 finalisti della Coppa del Mondo del Panettone dal Sigep 2026

La finale della Coppa del Mondo del Panettone è prevista a Milano il 7, 8 e 10 novembre 2026. L’ultimo atto della competizione italiana è andato in scena al Sigep 2026 con due categorie.
Nella categoria ‘Panettone tradizionale’ si sono classificati:

- Riccardo Manduca Solodamanduca, Aprilia (LT)
- Roberto Moreschi Roberto Pastry & Bakery, Chiavenna(SO)
- Fiorenze Ascolese La boutique dei lievitati, San Valentino Torio (SA)
- Luigi Vetrella Visioni Lievitati per Eccellenza, Macerata Campania (CE)
- Matteo Papanice Cresci di Papanice, Castellana Grotte (BA)
Per la categoria ‘Panettone al cioccolato’ i finalisti sono:

- Armando Pascarella Pasticceria Armando Pascarella, San Felice a Cancello (CE)
- Pompilio Giardino, Panificio Pompilio, Adriano Irpino (AV)
- Luigi Avallone Pasticceria f.lli Avallone, Quarto (NA)
- Andrea Ceracchi Maciste pasticceria, Cori (LT)
- Alessandro Slama Da Slama, Ischia (NA).
Durante la gara tutti i pasticcieri dovevano realizzare la migliori ricetta originale del panettone artigianale milanese. Quindi, con farina di frumento, zucchero, burro, tuorli, sale, pasta di arancia, scorza di arancia, scorza di limone, miele, vaniglia, malto – estratto di malto- farina di malto, uva sultanina, cubetti di arancia canditi e cubetti di cedro canditi. La selezione italiana rappresenta una tappa chiave di un percorso internazionale che coinvolge pasticceri da Europa, Americhe e Asia, e che culminerà a Milano con la sesta edizione della finale mondiale della Coppa del Mondo del Panettone.
A guardare i classificati per la finale, il panettone non è più solo appannaggio delle pasticcerie del Nord, ma questo già lo sapevamo.
14. Il gelato, ma con l’aceto balsamico

All’interno del programma di Sigep Giovani 2026, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena ha organizzato due masterclass rivolte a studenti e futuri operatori del settore. Il percorso ha raccontato storia, valori e possibilità di utilizzo dell’Aceto Balsamico di Modena IGP in abbinamenti innovativi. Alex Erioldi della Gelateria Al Polo Gelato Pensato di Parma, ha realizzato due gusti originali per il gelato presentato nelle masterclass. Insalata invernale con una miscela di radicchio rosso, olio d’oliva, Aceto Balsamico di Modena, crumble di noci e Parmigiano Reggiano con una finitura di Aceto Balsamico di Modena IGP Riserva. E Burre Noisette con sale grigio francese e vaniglia di Tahiti, valorizzato dall’Aceto Balsamico di Modena IGP Invecchiato.
15. Il gelato che celebra l’India guest country del Sigep 2026

MEC 3 guarda ai trend globali del gelato artigianale per le sue proposte che anticipano mode e gusti. Da segnalare l’evoluzione del fenomeno Dubai Chocolate con Dubai Caramel Chocolate e le nuove frontiere del gelato funzionale e wellness come l’Açaí Bowl. Ancora, l’ingresso nel mondo del gelato alcolico con collaborazioni iconiche: il primo gelato alla birra realizzato con Guinness e il gelato al Cointreau.
Accanto ai trend globali, trovano spazio anche le ispirazioni culturali della linea Oriental Tales che si arricchisce con il Kulfi. Un gusto ispirato alla tradizione indiana, proprio in questa edizione 2026 di SIGEP che celebra l’India come Guest Country e rafforza il dialogo tra il gelato artigianale italiano ed un mercato in forte crescita come quello del Paese dei mille volti.
Il percorso è completato dalle licenze dedicate al mondo kids – come Pokémon e Paw Patrol – con una delle più ampie offerte vegane certificate del settore. E con la celebrazione del 25° anniversario di Cookies The Original.
16. Mastro Borsci e Borscino al Sigep 2026

Mastro Borsci sono creme utilizzabili sia direttamente sia in integrazione con preparazioni classiche come crema pasticcera, chantilly o panna. Consentono di trasferire il profilo aromatico dei liquori d’origine di Gruppa Caffo 1915. Le proposte si ispirano ai profumi e ai sapori di Elisir S. Marzano Borsci, Vecchio Amaro del Capo, Clementino della Piana e Caffè Borsci. Quindi estratti addensati da infuso idroalcolico con base latte formulati per garantire precisione di dosaggio, stabilità e resa costante nelle diverse lavorazioni. Utilizzabili tal quali oppure in miscela con creme di base, panna o chantilly, trovano applicazione in un’ampia gamma di preparazioni. Farciture post-forno di lievitati, ganache, pralineria, macarons, waffle, cremini e lavorazioni a temperature negative per gelati, semifreddi e dessert al piatto.
Accanto alla linea Mastro Borsci Il Borscino che vuole unire dessert, caffè e fine pasto con il gusto dell’Elisir Borsci S. Marzano. Si tratta di una ricetta semplice e immediata. Elisir Borsci S. Marzano viene versato nel suo speciale bicchierino e completato con una crema al caffè da granitore, avendo cura di ruotare il bicchiere per creare la variegatura. Un prodotto facile da preparare, immediato da servire e ancora più semplice da gustare. L’azienda consiglia di assaporarlo partendo dalla crema al caffè, per poi mescolare con il cucchiaino fino a sprigionare l’intensità aromatica del liquore. Oppure di lasciare il Borsci sul fondo e berlo alla fine.
17. Fabbri presenta il gelato street food al Sigep 2026
A partire dal Sigep 2026 Fabbri 1905 reinterpreta in chiave Made in Italy il trend dell’açaì con l’Açaí Bowl. Il trend delle Açai Bowl nasce in Brasile, ma è diventato ormai fenomeno in tutto il mondo. Il successo di questo trend deriva proprio dalla bacca ricca di antiossidanti, fibre e vitamine, solitamente servita con frutta fresca, secca e topping.
Amarena Fabbri ha realizzato un concept “chiavi in mano” ad alta marginalità composto da ingredienti (sorbetto a base Açaí, topping, Amarena Fabbri), bowl brandizzate, materiale di comunicazione e ricettazioni bilanciate.
Il concept fa parte della strategia denominata Fabbri Gelato System. Cioè un modello di business con una soluzione composta da macchina, ingredienti e ricette per realizzare un gelato al momento, con poche e semplici mosse. Presentato lo scorso anno proprio alla fiera di Rimini, nel 2026 cresce e si espande in dimensione e tipologia di offerta, con nuove macchine.
La proposta presentata al Sigep 2026 prevede una gamma di macchine di varie dimensioni e caratteristiche da posizionare in locali e alberghi, ma anche e soprattutto food-trailer completamente allestiti e brandizzati. Due le versioni proposte.
- Gelateria: equipaggiata con due macchine per gelato, oltre ai prodotti Retail Fabbri. Questa versione consente di proporre un’offerta completa di gelato artigianale e bevande calde e fredde.
- Beverage: equipaggiata con una macchina per gelato, una macchina per caffè e una bar station, sempre accompagnata da prodotti Fabbri. Questa configurazione permette di preparare bevande calde e fredde, bevande a base di caffè, cocktail e cocktail gelato.
I punti vendita itineranti possono così essere attrezzati per la preparazione dei gelati anche senza l’apporto di personale specializzato. Ricorrendo ai prodotti Simplé arricchiti da tre nuovi gusti. Pistacchio; Fiordilatte, che può essere lavorato sia a caldo che a freddo; Vaniglia senza nota agrumata.
18. Palermo capitale del gelato artigianale al Sigep 2026

Al Sigep 2026 è stata presentata la 18a edizione di Sherbeth, Festival Internazionale del Gelato Artigianale e il Concorso Internazionale intitolato a Francesco Procopio Cutò vinto l’anno scorso da Sylvia Chao, gelatiera taiwanese. L’appuntamento è a Palermo dal 13 al 16 novembre 2026. Niente assaggi, ma per gli appassionati di gelato è una data da segnare in calendario.
19. Il cioccolatino al caffè di Costadoro al Sigep 2026

Expresso è un cioccolatino ripieno di caffè, pensato da Costadoro per raccontare l’essenza del marchio e la sua visione contemporanea del caffè. Al centro una miscela 100% Arabica racchiusa in un guscio di cioccolato fondente.
20. Le sfere di cioccolato per Milano Cortina 2026

Cioccolato bianco aromatizzato allo zafferano, omaggio a uno dei simboli gastronomici di Milano, per le sfere di Nicola Giotti (Giovinazzo – Bari) realizzate con la tecnica di aerografia indiretta speculare lucida. Le sfere olimpioniche, esposte allo stand APEI durante il Sigep, sono state consegnate quale omaggio artistico al comitato di Milano Cortina 2026.




