Da Joca a Napoli, ristorante e tapas bar, il passaggio decisivo avviene al morso. È lì che la cucina di Gianluca D’Agostino rivela il proprio lavoro sulla materia: nella consistenza che una cottura preserva o trasforma, nella progressione del sapore, nel tempo che un ingrediente continua a occupare il palato.
Siamo nella zona pedonale di Chiaia, a pochi passi dalla Riviera. Il ristorante, segnalato dalla Guida Michelin, è il progetto dello chef irpino che aveva conquistato la stella al Veritas.
Perché andare al ristorante Joca a Napoli

In un ambiente contemporaneo, D’Agostino propone una cucina che intreccia creatività e richiami campani. Accanto al menu principale trovano spazio le tapas: il formato ridotto diventa occasione per rileggere classici italiani e locali. Le due proposte possono incrociarsi, lasciando al commensale la libertà di costruire il proprio percorso.
Il filo del nostro pranzo è il rapporto tra cotture e consistenze. Una vera cinetica della trasformazione, di cui arriva al tavolo il risultato più importante: la materia esaltata, resa più espressiva dal lavoro della cucina.
La qualità più riconoscibile della cucina di D’Agostino è la capacità di rendere concreto il lavoro tecnico attraverso il piacere del boccone. Le combinazioni trovano una ragione nelle consistenze e nella durata del gusto.
La precisione del polpo, la lunga vibrazione della melanzana e la freschezza degli spaghetti burro e alici raccontano tre aspetti di questa sensibilità. È soprattutto la loro memoria fisica a restare: il punto in cui la materia, lavorata con consapevolezza, diventa emozione.
Quanto costa mangiare da Joca

La formula tapas di Joca consente un approccio più contenuto nella spesa: gli assaggi costano da 6 a 15 euro, con calici a partire da 8 euro. Crocchette, millefoglie di patata e scapece di sgombro, insieme a un calice Classic e al coperto, portano per esempio il conto a 33 euro.
Alla carta, gli antipasti vanno da 19 a 27 euro, i primi da 23 a 26, i secondi da 26 a 34 e i dolci da 10 a 12. Il coperto costa 3 euro, così come l’acqua. Un pasto con polpo, spaghetti burro e alici e meringata costa 61 euro, coperto incluso e bevande escluse.
Due i percorsi degustazione. Il Menu Joca, cinque portate a 75 euro, e il Menu Pazzo, sette portate a cura dello chef a 100 euro. Gli abbinamenti vini costano rispettivamente 55 e 70 euro.
Ma vediamo in dettaglio il pranzo.
L’apertura: giardiniera, alici e un pane da ricordare


Giardiniera con alici
La giardiniera con alici imposta subito il dialogo tra acidità, sapidità e consistenza vegetale. La prima sollecita la salivazione, le seconde danno profondità e prolungano lo stimolo. Un’apertura diretta, coerente con un percorso nel quale la componente marina tornerà spesso a orientare il gusto.
Il pane di Joca merita una menzione autonoma. Divino è l’aggettivo che meglio restituisce il nostro entusiasmo: uno dei piaceri più immediati del pranzo, al quale si torna volentieri anche tra una portata e l’altra.
Gamberi Viola: il crudo incontra l’amaro del Campari

Crudo di gamberi viola, pesca marinata al Campari, olive e ravanelli (26 €).
Nei gamberi viola crudi con pesca marinata al Campari, olive e ravanelli, la dolcezza del crostaceo trova un’affinità nella frutta. La marinatura introduce però una vena amaricante che rende l’incontro più articolato.
Le olive approfondiscono il versante sapido; il ravanello interviene con croccantezza e lieve pungenza. Il piatto di Joca lavora così su due livelli: il contrasto gustativo attraversa la dolcezza, mentre quello tattile alterna la cedevolezza del crudo alla resistenza del vegetale. Il gambero rimane il centro di una composizione che ne modifica la percezione a ogni combinazione del boccone.
Il polpo, uno dei migliori piatti del pranzo da Joca

Polpo con hummus di ceci, salicornia e polvere di peperone crusco (23 €).
Il polpo con hummus di ceci, salicornia e polvere di peperone crusco convince soprattutto per la precisione. La consistenza conserva identità al morso e trova nella cremosità dei ceci un accompagnamento ben centrato.
L’hummus dà continuità e rotondità, la salicornia introduce una salinità vegetale, il peperone crusco aggiunge un accento dolce e aromatico. Ogni componente contribuisce alla definizione del piatto, senza disperderne il gusto. Uno dei vertici del pranzo da Joca, nel quale il controllo della cottura si traduce in un piacere immediatamente riconoscibile.
Melanzana glassata: un morso lungo e vibrante

Melanzana glassata, pomodorini confit, ricotta stagionata e pinoli (19 €).
La melanzana glassata con pomodorini confit, ricotta stagionata e pinoli è la portata sulla quale viene naturale soffermarsi. Ha un morso lungo, vibrante, una consistenza che sostiene il sapore e ne dilata la permanenza.
La glassatura accompagna questa persistenza. I pomodorini confit estendono la componente dolce e acida, mentre la ricotta stagionata imprime una spinta sapida più incisiva. I pinoli interrompono la trama morbida e aggiungono la propria rotondità oleosa.
Qui il lavoro dello chef di Joca sul vegetale acquista particolare evidenza: la cottura dà profondità, il condimento articola il gusto, la consistenza tiene insieme entrambi. È uno dei ricordi più nitidi del pranzo.
I primi: fettuccine burro e finferli e spaghetti burro e alici

Fettuccine burro e finferli (25 €).
Il burro lega i due primi, assumendo funzioni diverse.
Nelle fettuccine burro e finferli accompagna il profilo aromatico dei funghi e favorisce la coesione del condimento. Il piatto si sviluppa su un registro avvolgente e boschivo, nel rapporto tra la consistenza della pasta e quella dei finferli. Una composizione raccolta intorno a pochi elementi, che affida alla loro relazione la propria espressività.

Spaghetti, scarola, colatura di alici, bergamotto e alici in salamoia (23 €).
Gli spaghetti burro e alici imprimono invece un cambio di passo al pranzo da Joca. Freschissimi, si distinguono per il movimento che riescono a sviluppare a partire da una base ricca.
Alici e colatura costruiscono la profondità sapida; il burro la distribuisce nel boccone. La scarola introduce un amaro vegetale, mentre il bergamotto apre una traiettoria agrumata che agisce anche sul piano olfattivo. La freschezza nasce da questa articolazione: la rotondità viene continuamente ravvivata, invitando a un nuovo assaggio.
Piccione arrosto, tra profondità e pungenza

Piccione arrosto, mirtilli, carote e rafano (34 €).
Con il piccione arrosto, mirtilli, carote e rafano, il pranzo assume toni più profondi. Il carattere della carne incontra due espressioni della dolcezza: quella vegetale della carota e quella fruttata del mirtillo, attraversata dall’acidità.
Il rafano interviene con una pungenza volatile, capace di modificare la persistenza del boccone anche per via retronasale. La costruzione mette in relazione intensità, rotondità e tensione, dando agli accompagnamenti una funzione precisa rispetto al piccione.
I dessert di Joca: meringata al limone e sciù al caffè

Meringata: crostata meringata al limone, basilico e gin (12 €).
La crostata meringata al limone, basilico e gin riapre il palato attraverso il rapporto tra dolcezza e acidità. Alla variazione di consistenze tra base, farcitura e meringa si aggiunge il lavoro aromatico: il basilico e il gin prolungano il limone verso un registro erbaceo e botanico, riprendendo il tema della freschezza incontrato nel percorso salato.

Sciù al Caffè: sciù craquelin al caffè pralinato di semi di zucca, lamponi e grue di cacao (12 €).
Lo sciù craquelin al caffè, con pralinato di semi di zucca, lamponi e grue di cacao, porta il finale verso sensazioni più tostate. Il craquelin scandisce il primo morso; il pralinato aggiunge rotondità, mentre la grue introduce una nota amara e una discontinuità croccante.
Il lampone attraversa questa trama con la propria acidità, ravvivando la componente dolce e grassa. Un dessert che chiude il percorso mantenendo vivo il dialogo tra consistenze e contrappunti aromatici.
Joca Ristorante e Tapas Bar. Vico Sospiri, 10B/10C, 80121 Napoli NA. Telefono: 081 335 6376. Instagram
Joca a Napoli, com’è il ristorante che centra tapas, piatti e prezzi

6 giugno 2024 – di Guido Ferraro
Gianluca D’Agostino, chef irpino che portò la stella Michelin al ristorante Veritas di Napoli, ritorna in azione con un suo locale. Si chiama Joca ed è sempre a Napoli.
Progetto condiviso con la moglie Maria Grazia de Matteis e un paio di soci.
Il nuovo ristorante si trova nella zona trendy della città partenopea, quella dei “baretti” e della movida di Chiaia.
Gianluca D’Agostino ha centrato il format. Sia per design e arredi che per l’offerta gastronomica più easy al bancone. Una chiave di lettura internazionale. Cui non manca la possibilità di accomodarsi ai tavoli. In entrambi i casi è possibile scegliere sia il menu tapas che quello del ristorante. E, volendo, anche mixare proprio come abbiamo fatto noi per provare entrambi i menu.
Come si mangia al nuovo Joca a Napoli

Iniziamo con delle ottime tapas. La Ricciola marinata con misticanza, yogurt ai capperi e pomodorini è un invito elegante. Giusta acidità, piatto piacevole ed equilibrato.

La Scapece di sgombro propone lo sgombro marinato alla scapece con puntarelle e cipolla agrodolce. Altro assaggio divertente di tipica filosofia napoletana: utilizzare elementi poveri ma molto saporiti. Ottima realizzazione.

Le Crocchette pollo e piselli sono gustosi crocchè senza patate e notevolmente saporiti. Altra bella intuizione dello chef del Joca di Napoli.

Il Cannellone cicoli, ricotta, asparagi è chiaramente godurioso.
Dopo le tapas saltiamo sul menu ristorante per una nuova sequenza.

Ecco il Carciofo arrosto con mandorle, olive nere e tartufo bianchetto. Buona la struttura del piatto. Abbinamento gradevole e che smorza un po’ il carciofo rendendolo più abbinabile al vino.

Animella di vitello con puntarelle, colatura di alici, maionese di lupini, baccello, bottarga. Un piatto del menu che mi fa impazzire ma sono di parte causa mio amore sconfinato per le animelle.
Ancora menu ristorante fino al termine con un delizioso abbinamento: Ostrica, bieta, per’ e muss, salsa di scalogno, blu di bufala. Gianluca D’Agostino è proprio in forma.
I tre primi piatti del ristorante Joca di Napoli sono da leccarsi i baffi

Si parte con le tagliatelle all’uovo, gamberi rossi, asparagi ed erba cedrina. La pasta fatta in casa è materia forte dello chef e anche l’abbinamento regge alla grande.

La Pasta (corallini) e piselli con seppia, lupini e limone è un altro grande piatto di stagione. Esplosione di sapori e cottura della pasta perfetta. Il resto lo fanno seppia e limone in equilibrio incredibile.

I tagliolini all’uovo, burro, caviale, limone, agretti e coriandolo sono una piacevole escalation di sapori. Lo chef dimostra grande maturità rinnovando la sua cucina. Wow.
I secondi

La Palettella è una tagliata ricavata dal cappello del prete – la spalla del bovino – con topinambur e colatura di alici. In apparenza il più confortevole dei piatti ma il dosaggio attento anche della colatura lo rende assai gustoso.

Dulcis in fundo, Yogurt, fragole e capperi cioè un gelato di yogurt, composta di fragole, capperi disidratati. Buona anche la chiusura dolce.

Il ristorante Joca a Napoli di Gianluca D’Agostino piacerà a tutte le fasce di età ed è accessibile a diverse tasche. Perché con la formula tapas si può bere un buon bicchiere e mangiare qualcosa di interessante. Piacerà anche alla Guida Michelin?
Menu e prezzi del ristorante Joca a Napoli nel 2024

Due i menu degustazione.
Joca a 75 € per il 5 portate (Melanzana, Calamaro primavera, Pasta e Piselli, Ricciola, Yogurt, fragole e capperi).
100 € per il Menu Pazzo per un azzardo entusiasmante in 7 portate. Che vi consiglio.
Qualche prezzo delle Tapas

- Lattuga arrosto, arachidi, senape (8 €)
- Millefoglie con patata, maionese alle erbe, peperone crusco (7 €)
- Crocchette (6 €)
- Il Salume (11 €)
- Cannellone (13 €)
- Focaccia con tartare di manzo, colatura di alici, nocciola e tartufo (15 €)
- Ricciola (14 €)
- Scapece di sgombro (11 €)
- Anatra (14 €)
- Ostrica (4 €)
- “Zingara” con pane homemade, manzo, salsa cesar, cetriolo, pomodoro, lattuga (14 €)
- Seppia e lingua (14 €)
- Caviale Siberiano 10g (35 €)
- Caprese + Gelato Alla Vaniglia (8 €)
Prezzi di alcuni del ristorante Joca a Napoli

- Animella (29 €)
- Ostrica (25 €)
- Mazzancolle “pizza e minestra”, brodo di prosciutto e limone (21 €)
- Linguina e scorfano (25 €)
- Pasta e Piselli (23 €)
- Ricciola (25 €)
- Piccione arrosto, fragole, carote e rafano (33 €)
- Meringata (11 €)









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