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Vino
14 Aprile 2026

Montalbera Ruchè, premiato anche con la carne di Bifrò a Torino

Ruchè di Montalbera in evidenza alla cena di carne da Bifrò a Torino, occasione per assaggiare anche lo spumante 140+1
Montalbera Ruchè, premiato anche con la carne di Bifrò a Torino

Era il 1980 quando Enrico Riccardo Morando, l’imprenditore originario di Castiglione Tinella, prese una decisione che avrebbe cambiato le sorti di un intero vitigno, il Ruchè. Una varietà autoctona capace di diventare un’eccellenza. Oggi suo nipote Franco esporta il Ruchè in tutto il mondo. Tradotta in numeri, la Famiglia Morando, nella tenuta di Montalbera, produce circa il 60% dell’intera denominazione.

L’Azienda Agricola Montalbera nasce all’inizio del ventesimo secolo in un territorio compreso fra i comuni di Grana, Castagnole Monferrato e Montemagno. Montalbera è a cavallo tra le due grandi zone vinicole del Piemonte: il Monferrato e le Langhe. I vigneti hanno età variabile dai 7 ai 30 anni. Il tipo di coltivazione è il guyot basso e ogni operazione colturale è eseguita a mano. Oltre al Ruchè DOCG, le altre varietà impiantate sono Barbera d’Asti, Grignolino d’ Asti, Monferrato nebbiolo e Viognier. Proprietà di Montalbera è anche una tenuta di Castiglione Tinella impiantata a Moscato d’ Asti, Viognier e Langhe Doc Chardonnay.

Il Ruchè

Le origini del Ruchè affondano nel passato. Tra le ipotesi più accreditate, quella che collega agli antichi vitigni dell’Alta Savoia, anche se c’è l’ipotesi della derivazione dal termine piemontese roche, riferito alle zone collinari arroccate del Monferrato. Come detto, erano gli anni Ottanta, la DOC sarebbe arrivata nel 1987, la DOCG nel 2010.

Ancor prima di Vinitaly, Franco Morando, ha raccontato la sua passione per il Ruchè da Bifrò, bisteccheria di Torino. Per Morando non è solo un vino, ma un universo magico fatto di territorio, di sapere antico, passione, famiglia e amore.

Il Ruchè di Castagnole Monferrato  Docg Riserva Il Fondatore 2023 di Montalbera è stato premiato con il punteggio di 92/100 dalla guida StarWines The Book 2027 di Vinitaly. L’etichetta storica aziendale è dedicata al cavaliere Enrico Riccardo Morando, il nonno di Franco Morando, ed è la prima delle riserve di Montalbera. Il Ruchè è allevato a guyot basso con 7-8 gemme sul capo a frutto. L’invecchiamento è di 24 mesi di cui minimo 12 mesi in botte grande di rovere. Il colore è rosso rubino tendente al granato. Il profumo è intenso, persistente con tendenziali ricordi aromatici e sentori tipici di frutti di bosco, che evolvono in spezie orientali e pepe nero. Nonostante il caldo dell’annata, che ha richiesto una vendemmia notturna, questo Ruchè di Montalbera è elegante.

I princìpi di Montalbera trovano espressione anche nella Riserva Franco Morando. Un Ruchè DOCG invecchiato 18 mesi in barrique e tonneaux di rovere francese, austriaco e slavoniano seguito da un affinamento in bottiglia per un totale minimo di 24 mesi. In bocca si presenta lungo, di trama setosa, in ottimo rapporto d’equilibrio acido tannico. Solo 2700 le bottiglie prodotte.

La cena da Bifrò a Torino con i vini di Montalbera

Lo chef titolare di Bifrò, Roberto Pintadu, ha abbinato “la poesia allo stato liquido” della Riserva del Fondatore al secreto di maiale iberico e al diaframma di Angus Usa. Mentre Il Riserva Franco Morando è andato a nozze con la bistecca di vacca extra marezzata dal sapore selvatico cotta sulla griglia a carbone. Il bouquet di cioccolato, cuoio conciato e mirtillo è in perfetta armonia con la carne.

Il nuovo spumante

lo spumante 140 + 1 di Montalbera

Il 140 mesi +1 (il +1 è il giorno dedicato alla degustazione per il blend finale) invece è lo Spumante Metodo Classico Pas Dosè di Montalbera che vuole sparigliare le carte. 100% Pinot Nero e solo 3000 bottiglie prodotte. Bouquet fine, persistente e con sentori di nocciole tostate e crosta di pane. La fermentazione alcolica avviene in piccole botti di rovere, realizzate con legni selezionati e stagionati per almeno 3 anni. L’affinamento continua a contatto con i lieviti per più di 140 mesi. La bollicina, che ha accompagnato l’antipasto, sarà messa in commercio dopo Vinitaly.

A fine cena si è brindato con il San Carlo Moscato d’ Asti DOCG, vino dolce, dal sapore intenso e tipico dei Moscati, con note di salvia e fiori d’arancio. San Carlo, a Castiglione Tinella, è la frazione dove nacque il capostipite di famiglia, che ha fatto grande il Ruchè.

Bifrò. Via Giuseppe Mazzini, 23, 10123 Torino TO. Telefono: 346 698 6115

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