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Vino
4 Aprile 2026 Aggiornato il 4 Aprile 2026 alle ore 18:13

ViniVeri 2026, 10 vini da assaggiare a Cerea

Dal 10 al 12 aprile torna con la XXI edizione ViniVeri 2026 a Cerea e noi vi consigliamo 10 vini e dove trovarli tra gli stand
ViniVeri 2026, 10 vini da assaggiare a Cerea

Se il Vinitaly si avvicina, ancora di più si avvicina ViniVeri 2026, l’appuntamento dedicato agli amanti dei vini naturali, che storicamente precede il più noto festival del vino. Quest’anno ViniVeri, che si terrà dal 10 al 12 aprile, festeggia ben 21 anni di vita, insieme a 100 produttori che man mano sono entrati a far parte di questa famiglia di vignaioli coraggiosi. Vini naturali, rispettosi del territorio, che sono diventati ormai un movimento chiaro e soprattutto unito. Produttori da tutta Italia ma anche dai principali terroir d’Europa come Francia, Spagna, Slovenia e Austria.

Oggi abbiamo scelto per voi 10 vini di questa edizione di ViniVeri 2026 e, per non farvi perdere troppo tempo, vi diciamo anche a quale banchetto potete trovarli.

La bollicina che apre la strada di ViniVeri 2026

Il Contestatore

1IL PENDIO – IL CONTESTATORE

Tavolo 72

Nome per niente casuale. “Contestatore” quello che dice fa. Uno Chardonnay Metodo Classico portato all’estremo, senza dosaggio. Lunga sosta sui lieviti, anche oltre cinque anni, per un vino ricco di tensione. Nel bicchiere è affilato. Agrume amaro, crosta di pane, una nota quasi erbacea. Il sorso è diretto, salino, tirato.  Un vino preciso, insomma. Perfetto a ViniVeri 2026.

Perché assaggiarlo: perché se non piace a tutti, tu sei quello giust* per lei

Il vino che mette subito le cose in chiaro

ViniVeri Cerea 2026 Vitovska

2 – PAOLO VODOPIVEC – VITOVSKA

Tavolo 58

La Vitovska di Vodopivec è lavorata con lunghe macerazioni sulle bucce, anche oltre sei mesi, e affinamento tra anfora e legno, nessuna correzione in corso d’opera. Nel bicchiere è profonda, materica. Colore dorato con riflessi ambrati, struttura piena ma sempre attraversata da una vena sapida che la tiene in tensione. Non è un bianco facile, sembra austero, ma poi si allarga lentamente.

Perché assaggiarlo: perché se ti piace questo sei nel posto giusto. A ViniVeri 2026.

Il macerato e impetuoso

ViniVeri Cerea 2026 Ribolla

3 – SLAVCEK – RIBOLLA

Tavolo 61

La Ribolla di Slavcek è un vino bianco macerato fresco, dissetante e intenso. Una macerazione breve, appena due giorni, poi due anni in legno. Il risultato è un equilibrio quasi perfetto. Ricco ed avvolgente, entra in bocca impetuoso mostrando tutto il suo vigore, ma mantenendo una grande eleganza e finezza. Dal finale lungo e compiuto.

Perché assaggiarlo: perché che tu sia solo o in compagnia, lui avrà sempre qualcosa da dire.

Il vino che sa di campagna

Campo Colonnello

4 – RAÌNA – CAMPO COLONNELLO

Tavolo 3

Trebbiano Spoletino lavorato con fermentazioni spontanee, macerazione sulle bucce per circa una settimana, poi affinamento in acciaio e bottiglia senza interventi invasivi. Note di erbe, grano, scorza matura, con una componente carnosa. In bocca entra pieno, sapido, leggermente amaricante sul finale.

Perché assaggiarlo: perché non è un vino da primo appuntamento, e nemmeno tu!

Mare profumo di mare… e vino

ViniVeri 2026 Cerea Altura Ansonaco

5 – ALTURA – ANSONACO

Tavolo 84

È un vino bianco macerato, profondamente legato alla terra da cui proviene. Isolano e mediterraneo, è un vino che si rivela poco a poco, senza però nascondersi, anzi mostrando tutta la sua ricchezza e opulenza sostenute da freschezza e sapidità infinite.

Perché assaggiarlo: perché non è propriamente un vino da compagnia, e del resto chi la vuole?

Il vino d’alta quota di ViniVeri 2026

Boffalora Valtellina

6 – BOFFALORA – RUNCO DE ONEGO SOFRZATO DI VALTELLINA DOCG

Tavolo 71

Nebbiolo di montagna portato all’estremo. Uve appassite, concentrazione naturale, poi fermentazione in acciaio e affinamento tra legno e bottiglia.  Il risultato è un rosso di grande struttura. Caldo, profondo, con note di frutta matura, spezie e una trama tannica che resta sempre presente. Nonostante i 15 gradi, non è mai pesante, l’alcol è integrato, la beva resta sorprendentemente dinamica.  

Perché assaggiarlo: Perché tra mare e montagna bisogna mantenere un certo equilibro.

Il signor rosso Piemontese

ViniVeri Cerea 2026 Barbaresco Roccalini

7 – CASCINA ROCCALINI – BARBARESCO

Tavolo 90

Un vino rosso di carattere e spessore, nel portafoglio dei vini Triple A. Complesso, fine e consistente, si muove inizialmente tra piccoli frutti di bosco come more e ribes e fiori secchi come la violetta, per poi lasciare il passo ai primi sentori di cuoio, sottobosco e liquirizia. Un sorso compiuto, dove tannino e acidità tipici del Barbaresco giovane già appaiono integrati nel sorso, lasciando al tempo stesso presagire un grande futuro.

Perché assaggiarlo: perché prima o poi dovrete iniziare a mettere qualche vino in cantina o no?

Il vino che richiede saggezza

Sirah Bujo

8 – SAN BARTOLOMEO – SIRAH BUJO

Tavolo 12

Syrah in purezza, lavorato naturalmente. Nel bicchiere è profondo, con note di frutti rossi maturi, spezie dolci e quel tocco netto di pepe nero che lo rende riconoscibile. La struttura è importante e piacevole. Tannini morbidi, avvolgenti, e una bevuta che resta sorprendentemente scorrevole.  

Perché assaggiarlo: Perché è un vino controllato, un po’ come tutti noi.

L’emiliano divertente a ViniVeri 2026

Lambrusco Scaramusc

9 – ANGOL D’AMIG – SCARAMUSC LAMBRUSCO DELL’EMILIA

Tavolo 50

Un Lambrusco fatto con uve di Grasparossa, Sorbara e Salamino, raccolte a mano. Macerazione di circa cinque giorni e rifermentazione spontanea in bottiglia con mosto. Nel bicchiere è diretto e vivo. Frutta matura, bolla leggera, un sorso asciutto e scorrevole che non appesantisce mai.  

Perché assaggiarlo: perché la bolla che nasce in bottiglia va sempre accolta con rispetto.

Il vino dolce ma non troppo

Viniveri Cerea 2026 Passito

10 – FERRANDES – PASSITO DI PANTELLERIA

Tavolo 22

Zibibbo coltivato ad alberello, su suoli vulcanici, raccolto a mano e lasciato appassire al sole per giorni sui graticci. Nel bicchiere è ambrato, intenso, pieno di fichi secchi, albicocca, miele e agrumi canditi, ma sempre attraversato da una vena marina che lo tiene vivo. Logicamente la dolcezza c’è, ma è bilanciata da freschezza e sapidità, con un finale lungo, quasi salino.  

Perché assaggiarlo: perché se proprio dovete chiudere con un passito deve essere questo.

Se dieci non vi bastano seguite ViniVeri sui social per tenervi aggiornati, e se ne volete di più basta chiedere. Buon tour e cin!

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