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Vino
3 Gennaio 2026 Aggiornato il 3 Gennaio 2026 alle ore 11:17

Feudi del Pisciotto in Sicilia: vini, ristorante, wine relais, vinoterapia

Feudi del Pisciotto è hotel premiato con la Chiave Michelin, cantina che produce 14 etichette ed accoglie il ristorante Il Palmento
Feudi del Pisciotto in Sicilia: vini, ristorante, wine relais, vinoterapia

Feudi del Pisciotto è una cantina con una visione culturale precisa in cui la cucina del ristorante Il Palmento diventa una naturale estensione del racconto del vino, del territorio e della memoria.

Feudi del Pisciotto si trova a Niscemi, nella Val di Noto. Siamo in un’area rurale compresa tra Caltagirone e Piazza Armerina, ai margini della Riserva Naturale Sughereta di Niscemi e a pochi chilometri dal mare. La tenuta si estende per circa 190 ettari, di cui 49 con vigneti che arrivano fino ai 300 metri sul livello del mare. Un microclima favorevole, mitigato dalle brezze marine, che consente maturazioni lente e profili aromatici definiti.

La tenuta è di Paolo Panerai, giornalista e fondatore del Gruppo Class che tra gli altri ha in portafoglio il Gambero Rosso. Panerai è produttore di vino in Toscana dagli anni Settanta con Domini Castellare di Castellina nel Chianti. Cui si sono aggiunte Rocca di Frassinello in Maremma Toscana, Feudi del Pisciotto a Niscemi e Gurra di Mare a Porto Palo di Menfi. Un percorso costruito anche grazie al contributo di Giacomo Tachis, figura centrale dell’enologia italiana. L’enologo Alessandro Cellai segue tutte le aziende del gruppo dal 1996.

Cos’è Feudi del Pisciotto

la vendemmia di Feudi del Pisciotto

Il cuore di Feudi del Pisciotto è un Baglio del Settecento, restaurato con rispetto filologico – adottando i principi del restauro brandiano. Conserva l’antico Palmento, termine di origine latina che identifica i luoghi storici della vinificazione. Qui la tradizione incontra una cantina moderna, collegata al Palmento. E capace di vinificare fino a 10.000 ettolitri con tecnologie avanzate ma senza rinunciare ai principi della lavorazione per gravità. Il percorso delle uve ricalca quello antico: dalla pigiatura ai diversi livelli, il mosto scende naturalmente senza stress meccanici, in continuità con le pratiche greco-romane.

Questo luogo è anche un sito della memoria. Nel 1943 il Baglio fu occupato dalle truppe americane e divenne teatro di un violento scontro con le forze tedesche. Novantacinque soldati americani contro circa settecento tedeschi, due giorni di combattimenti e un epilogo drammatico che segnò la storia del luogo. Un riconoscimento arrivato anche nel 2025, quando Feudi del Pisciotto è stato valorizzato come luogo legato alla memoria della Seconda Guerra Mondiale.

la camera del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia

All’interno del Baglio ha sede il Wine Relais Feudi del Pisciotto, premiato con la Chiave Michelin per l’ospitalità. Dispone di 15 camere e suite, ricavate nell’ala più antica del Palmento e del Baglio. Ma sono già in programma lavori che porteranno la struttura a 30 camere entro il 2026.

la sala colazioni del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia
La sala colazioni.
la colazione del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia

L’hotel è operativo dal 2015 e propone soggiorni minimi di due notti, con pacchetti che integrano cucina, vino e benessere. 265 euro è il prezzo a notte per una camera standard. La Spa propone i benefici di 4 trattamenti inclusa la vinoterapia – viso, corpo, massaggio totale e “bagno di vino” in una botte.

Il Palmento, ristorante di Feudi del Pisciotto

Il Palmento, sala del ristorante del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia
Foto di Cosimo Maffione.

Il ristorante Il Palmento di Feudi del Pisciotto è ricavato negli spazi originari dell’antico Palmento. Il pavimento in cristallo affaccia sulla barricaia sottostante, trasformando la sala in un luogo di connessione visiva e simbolica con la cantina. Il ristorante conta circa 90 coperti ed è segnalato dalla guida del Gambero Rosso con Due Forchette. La cucina è affidata allo chef Luca Assisi, con una proposta che lavora sulla tradizione siciliana filtrata da tecnica e misura, pensata in dialogo diretto con i vini della tenuta.

Due i menu degustazione: Terra Mia (65 euro, bevande escluse) con 3 portate di carne e il dolce. E Mediterraneo da Scoprire (70 euro) con piatti di pesce. Oltre alla carta che propone 5 antipasti, 5 primi e 5 secondi.

Il prezzo medio di un pasto con 3 portate è di 65 euro.

Cosa abbiamo provato alla cena stampa

benvenuto al ristorante il Palmento del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia

La cena si apre con il benvenuto che introduce il legame con il territorio: un tris di amuse bouche con tartare di dentice, panella con gambero e maionese al prezzemolo e tacos con tonno, cipolla caramellata e maionese al basilico.

Il pane è accompagnato dall’olio prodotto nelle tenute. In abbinamento, Davolarosa Brut Rosé, spumante da Nero d’Avola dal colore decisamente pink, ottenuto con una sosta sui lieviti più lunga rispetto a uno Charmat classico, che restituisce maggiore profondità e una trama più cremosa.

carpaccio di ricciola al ristorante il Palmento del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia

L’antipasto è il carpaccio di ricciola agli agrumi, melograno e misticanza, abbinato aI Colori di Sicilia Catarratto. Vinificato e affinato in acciaio e pensato per una beva giovane e diretta. Al naso emergono profumi non convenzionali per il vitigno con pompelmo, note agrumat e, una sensazione quasi riduttiva che richiama cherosene e grafite. In bocca, la freschezza e la tensione acida dialogano con il melograno del piatto.

Le etichette della linea I Colori di Sicilia di Feudi del Pisciotto riportano le mattonelle di Giacomo Alessi, ceramista di Caltagirone che usa colori pastello e tonalità diverse rispetto a quelle tipiche. La Testa di moro nelle sale del ristorante è una creazione dello stesso artista.

I piatti

mezze maniche in zuppa di pesce al ristorante il Palmento del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia

Segue un piatto di mezze maniche in zuppa di pesce, con cozze e calamaretti, accompagnato dal Tirsat di Gurra di Mare. Un vino prodotto da un vigneto di circa un ettaro e mezzo che scende verso il mare, con suoli che passano dalle argille alle sabbie. Il blend è composto da Chardonnay (circa 55%) e Viognier (45%). Non fa legno, ma affina per 6–8 mesi sui lieviti, acquisendo rotondità e una struttura che sostiene la componente sapida e marina del piatto.

la triglia al ristorante il Palmento del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia

Il piatto principale è la triglia alla mediterranea con soffice di patata e cipolla caramellata, abbinata allo Chardonnay Putti del Serpotta. Un vino che interpreta lo Chardonnay con un uso molto misurato del legno per non sovrastare la varietà e il luogo di origine.

L’etichetta, come tutta la linea Putti del Serpotta, richiama le sculture barocche palermitane di Giacomo Serpotta. Angioletti e putti che giocano, simbolo di una cultura artistica che Feudi del Pisciotto rivendica come parte integrante della propria identità.

Prima del dessert, un sorbetto introduce la parte finale della cena.

il cannolo siciliano al ristorante il Palmento del Wine Relais Feudi del Pisciotto in Sicilia

Che si chiude con un cannolo di ricotta in abbinamento al Passito Tachis (58 euro, 0,75 litri, in cantina). Un vino nato da un’intuizione di Giacomo Tachis, che suggerì a Panerai di piantare Traminer Aromatico per realizzare un passito capace di lasciare il segno. Un vino intenso, stratificato, che accompagna il dolce senza sovrastarlo.

Il cannolo è stato preparato dai commensali con l’ausilio dello chef, infatti una delle attività che il Wine relais sta per lanciare è la possibilità di partecipare a una masterclass con Luca Assisi e imparare così a preparare i tipici cannoli siciliani con ricotta di Niscemi, gocce di cioccolato e pistacchio (qui la ricetta dei cannoli di Piana degli Albanesi da fare a casa).

Le etichette Feudi del Pisciotto

La produzione di Feudi del Pisciotto si attesta tra le 300.000 e le 350.000 bottiglie annue, su circa 14 etichette. Accanto alle linee più fresche, come I Colori di Sicilia, convivono vini più strutturati e progetti sperimentali come InnoNDA – acronimo di strategie enologiche per la produzione sostenibile ed innovativa del Nero D’Avola –, il vitigno viene in questo caso vinificato in anfora, in collaborazione con l’Università di Catania. Il vino simbolo resta il Nero d’Avola con etichetta Versace, erede della storica serie di bottiglie firmate da grandi stilisti italiani – Gianbattista Valli, Donatella Versace, Alberta Ferretti, Gianfranco Ferré, Brioni, Blumarine, Carolina Marengo che danno i nomi anche alle camere del Wine Resort. Oggi le etichette di questa linea sono sostituite da dettagli dei puttini bianchi dall’universo iconografico del palermitano Giacomo Serpotta.

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