Addio a Arnaldo Caprai, famoso per il vino Sagrantino di Montefalco

Nel pomeriggio di domenica 4 gennaio, all’età di 92 anni, è spirato Arnaldo Caprai, imprenditore umbro cui si deve la rinascita del vino nella regione grazie al Sagrantino di Montefalco.
Dal tessile al vino, dal merletto al Sagrantino, Arnaldo Caprai ha costruito in 70 anni un ponte unico tra tradizione artigianale e innovazione.
Classe 1933, Caprai inizia la sua avventura imprenditoriale all’età di 22 anni come venditore di corredi e biancheria per la casa nell’Italia Centrale. Un lavoro svolto con passione che lo porta a mettersi in proprio e produrre biancheria per la casa. Nel 1964 apre il suo primo maglificio artigianale e nel 1968, crea la società Maglital, conosciuta con il marchio Cruciani. Negli stessi anni emerge la passione dell’imprenditore per i manufatti in merletto. Inizia così a costituire la Collezione Museale che oggi conta oltre 25.000 reperti, considerata “la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo”. Nel 2007 inaugura il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”.
Arnaldo Caprai e il vino Sagrantino

Ma la fama mondiale di Arnaldo Caprai è legata al vino e al Sagrantino di Montefalco. Quando questo vitigno autoctono umbro era quasi dimenticato e confinato a una dimensione locale, Caprai nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco. Di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio.
«Nostro padre compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora la differenza di notorietà di questo territorio», raccontano i figli.
L’azienda diventa leader nella produzione di questo vitigno autoctono, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e il suo vino nel mondo. Oggi l’azienda produce circa un milione di bottiglie all’anno che hanno portato il Sagrantino sulle tavole più prestigiose.
Il 2 giugno 2003 Arnaldo Caprai viene nominato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura.
Un riconoscimento che suggella una carriera dedicata non solo al successo economico, ma alla responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future.
«Nostro padre è stato un ottimista e un generoso – raccontano i figli – e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia».
La commemorazione funebre è stata fissata per mercoledì 7 gennaio 2026 alle ore 10.00 presso la Chiesa di San Feliciano di Foligno (PG).




