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Ristoranti
22 Marzo 2026 Aggiornato il 22 Marzo 2026 alle ore 10:10

Attico sul Mare, la cucina delle Marche si fa contemporanea

Mirko Lucidi è lo chef che guida la cucina del ristorante Attico sul Mare a Grottammare e che può contare sull'Hortus. Spendete 74 euro
Attico sul Mare, la cucina delle Marche si fa contemporanea

L’orizzonte dell’Adriatico riempie le vetrate del secondo piano dello storico Palazzo Kursaal a Grottammare, gioiello architettonico in stile liberty incastonato nella Riviera delle Palme. Attico sul Mare ha da poco inaugurato il suo nuovo corso gastronomico, segnando un momento di profonda trasformazione per il ristorante guidato dalla famiglia Marconi.

Il passaggio rappresenta uno spartiacque decisivo tra la storia iniziata nel 2007 e un’evoluzione matura proiettata in questo 2026.

Simone e Sara Marconi del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

I fratelli Sara e Simone Marconi governano l’accoglienza con consueta grazia. Sara si dedica alla gestione accurata della cantina, ricercando etichette capaci di dialogare intimamente con il territorio e valorizzando le produzioni di famiglia. Simone detta i tempi di una sala che riflette un’eleganza rilassata. E si allontana dai fasti mondani del dancing alla moda che animava queste mura negli anni Cinquanta per abbracciare un’alta ristorazione contemporanea.

Il nuovo corso della cucina di Attico sul Mare e la visione di Hortus

A guidare questa complessa evoluzione, intrecciando l’identità territoriale con una visione spiccatamente moderna, troviamo il nuovo chef Mirko Lucidi. Classe 1992, prende il comando dei fuochi forte di esperienze in cucine stellate del Nord Italia. Come la Lanterna Verde a Villa di Chiavenna, Il Saraceno a Cavernago e La Vecchia Malcesine sul lago di Garda.

Il suo ritorno nelle Marche è mosso dal chiaro obiettivo di rileggere la memoria gastronomica sambenedettese per proiettarla in una dimensione futura priva di orpelli inutili. La proposta si muove lungo coordinate dove la pulizia gustativa e la linearità tecnica prendono il sopravvento sull’ostentazione. E permettono al mare di dettare il ritmo e alla terra di fornire una solida struttura portante su cui edificare ogni singolo piatto.

Questa intima connessione con l’elemento terrestre trova la sua massima espressione in Hortus. Cioè il nuovo ecosistema agricolo di Attico sul Mare che si estende rigoglioso tra le colline di Massignano e Cupra Marittima. Non un semplice appezzamento coltivabile, bensì un magnifico aranceto del Settecento inserito tra le bellezze del FAI e riconosciuto come bene monumentale dalla Soprintendenza delle Marche. Posizionato in un crocevia climatico unico lungo il 43esimo parallelo, limite geografico nord estremo per la coltivazione mediterranea degli agrumi, questo giardino storico custodisce cultivar preziose come l’Arancio Biondo del Piceno. L’antica eccellenza botanica locale sopravvissuta allo scorrere dei secoli diventa l’emblema di un modello di autosufficienza e sostenibilità pura. E rifornisce quotidianamente la brigata di cucina con ortaggi, erbe spontanee e agrumi di eccezionale caratura aromatica.

Il menu degustazione: i crudi e il mare

La prima serata dell’evento stampa, organizzato per svelare alla critica il Nuovo Menu 2026, ha preso il via direttamente ai tavoli della grande sala principale. I riflessi argentei del mare notturno hanno fatto da sfondo a un aperitivo di benvenuto intitolato programmaticamente “Dal mare e dall’orto”. Il calice d’apertura è una perfetta sintesi liquida dei due mondi che animano il progetto: un Gin Tonic addizionato con arancia ed estratto di alloro. La freschezza pungente delle botaniche provenienti dai terrazzamenti di Hortus prepara il palato in modo impeccabile.

olive del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

Ad accompagnare il drink, una sequenza serrata di snack dalle geometrie perfette. La sorprendente oliva fritta di brodetto alla sambenedettese si presenta come una sfera dorata e croccante. Esplode in bocca rilasciando un concentrato di sapidità capace di racchiudere l’essenza della povera zuppa di pesce dei pescatori marchigiani.

Il foie gras di merluzzo spinge al limite la naturale grassezza ittica bilanciandola con intelligenza attraverso la lama amara di una gelatina di Campari.

Un tacos croccante farcito con carciofi cotti alla brace chiude il prologo con la decisa sapidità di una ricotta salata di rara intensità.

Gli antipasti

ricciola del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

Il menu degustazione entra nel vivo. Abbassa i toni accesi degli snack per lasciare spazio all’eleganza visiva e palatale del carpaccio di ricciola alla pizzaiola (22 euro). Il piatto inaugura la sezione dei crudi giocando sui forti contrasti cromatici tra il candore delle carni e il rosso profondo della finissima polvere di pomodoro. Ricrea abilmente l’illusione gustativa della classica pizzaiola con l’uso calibrato di capperi dissalati e alici di San Benedetto del Tronto.

I calici iniziano a riempirsi seguendo una narrazione enologica di spessore. Il Sant’Isidoro della cantina Maria Pia Castelli, un Marche Rosato affinato in barrique, profondo e strutturato, accompagna le prime suggestioni iodate.

zucchine del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

Un intermezzo vegetale fulmineo quanto efficace arriva sotto forma di zucchina tonda alla scapece. L’acidità è arrotondata dallo chef di Attico sul Mare un generoso velo di pecorino grattugiato.

seppie del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

A stretto giro sono apparse le seppie alla brace (22 €), portata che abbraccia l’etica del quinto quarto di mare. I tentacoli, segnati dalle decise striature della griglia e resi morbidissimi dal calore vivo, sono contrastati dalla freschezza di una misticanza agli agrumi colta poche ore prima.

La pasta di Attico sul Mare

tortellini ai 3 pomodori del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

Il momento dedicato ai primi piatti ha regalato sensazioni di profondo comfort mentale a partire dai tortellini ai 3 pomodori (22 euro). La sfoglia all’uovo, tirata in maniera talmente fine da risultare quasi traslucida, cela un ripieno suadente e lattico di mozzarella di bufala leggermente affumicata.

L’arrivo trionfale dei cavatelli si è imposto sulla scena come vera e propria quintessenza marina, rilasciando un sapore iodato denso, lunghissimo e straordinariamente concentrato.

Pesce e carne

san pietro del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

Con l’approdo ai secondi piatti il ritmo della cena si è fatto inevitabilmente più riflessivo. Il magnifico filetto di pesce san pietro (30 euro) si caratterizza per una cottura dolcissima che mantiene le carni madreperlacee e succulente.

anatra del ristorante Attico sul Mare a Grottammare

Subito dopo fa il suo ingresso la potenza terrena di un sontuoso petto di anatra e arancia (30 €). L’opulenza lipidica della carne, gestita con classica maestria francese, emerge dallo specchio lucido e denso del fondo bruno. L’acidità tagliente di uno spinacino agli agrumi in accompagnamento lo sgrassa.

In abbinamento, Sara Marconi sfodera un fuoriclasse assoluto: Kurni dell’Oasi degli Angeli, monumento dell’enologia marchigiana, denso ed estrattivo, perfetto per sorreggere l’intensità della carne.

Il climax emotivo della cena è raggiunto uscendo coraggiosamente dagli schemi ingessati dell’alta cucina contemporanea. Il tuffo nella tradizione popolare più autentica si materializza nel sottobosco di bomboletti (22 euro). Queste piccole lumache di mare rappresentano da secoli l’anima verace e indomita della marineria di San Benedetto del Tronto. Vengono amorevolmente sgusciate a mano in cucina, una ad una, per essere presentate al tavolo pulite e immerse in un guazzetto viscerale. Così da poterle assaporare comodamente al cucchiaio senza l’ausilio di fastidiosi stuzzicadenti. Rievocano in modo istantaneo l’amore domestico dei nonni marchigiani che passavano ore a pulire i molluschi per imboccare i nipoti durante i pranzi della domenica.

Il dolce

La transizione verso il mondo dei dolci è stata affidata all’insalatina di arancia, finocchi e olive nere. Una quenelle candida di sorbetto al finocchio, morbidamente adagiata su un lucido e vibrante brodetto di arancia, il tutto impreziosito da una sapida guarnizione di olive nere. La preparazione sfrutta al massimo le note acide, balsamiche e amaro-salmastre degli ingredienti per azzerare ogni residuo di grassezza accumulato sul palato. Il sipario è calato con la nuvola.

Il dessert promette un’assoluta leggerezza tattile mantenendo la parola data grazie a un pan brioche impalpabile, arricchito dall’amarezza austera del cioccolato fondente. Una vibrante marmellata di arance amare colte direttamente dai rami secolari dell’aranceto settecentesco completa l’opera.

Hortus e la forza della tradizione per il pranzo

La luce del mattino seguente ha svelato le geometrie ancora in divenire del progetto agricolo. Una rapida visita al cantiere di Hortus ha permesso di toccare con mano l’opera di restauro intrapresa dalla famiglia Marconi. I muri di contenimento, la complessa regimentazione delle acque e la cura per ogni singola pianta di agrumi restituiscono la dimensione fisica di una visione destinata a trasformare un bene storico in un motore produttivo vivo. Una successiva e rigenerante passeggiata tra i vicoli del borgo storico di Grottammare, con le sue viste a strapiombo sul blu, ha riaperto l’appetito.

Il rientro tra le mura di Attico sul Mare, alle 13 in punto, ha scandito il ritmo del pranzo conclusivo. Il pasto è stato concepito come un momento dedicato alla celebrazione della più pura e rassicurante tradizione marinara locale, spogliata di ogni sovrastruttura.

I classici nel piatto

L’apertura è stata affidata a un grande classico divenuto iconico per la struttura: l’insalata di mare. La sua presentazione in sala acquisisce i connotati di un rituale ipnotico. Il pescato freschissimo del giorno, tagliato con precisione chirurgica, viene adagiato nell’apposito cestello e cotto al vapore direttamente al tavolo sotto gli occhi del cliente. La tecnica restituisce un capolavoro di essenzialità marinara. La carnosità dei molluschi, il rosa acceso dei crostacei e la texture tenace del pesce esplodono in bocca in maniera incontaminata, nuda e purissima.

Il viaggio diurno nei sapori della costa è proseguito servendo dei corroboranti tubetti con brodetto alla sambenedettese. Il formato di pasta secca, corto e ruvido, è scelto per la naturale vocazione a raccogliere e trattenere al proprio interno la spinta iodata del sugo. Simone Marconi, roteando tra i tavoli, regala agli ospiti un prezioso aneddoto storico legato a questa ricetta. Spiega l’antica storia d’amore tra l’aceto e il peperone verde, due elementi diventati pilastri del brodetto alla sambenedettese per una necessità puramente pragmatica. La loro combinazione garantiva la perfetta conservazione e disinfezione del pesce povero a bordo delle paranze durante i lunghi giorni in mare. L’intuizione marinara di un tempo si traduce oggi in un boccone ricco, profondo, in cui l’acidità e la dolcezza del peperone creano dipendenza.

Quanto costa il ristorante Attico sul Mare a Grottammare

3 i menu degustazione a disposizione. Hortus da 4 portate a 65 euro. Ormai Classici con 5 portate a 80 euro. Il menu degustazione a Mano Libera di 7 portate a 90 euro.

Scegliendo i piatti alla carta, il prezzo medio per un pasto con tre piatti – antipasto, primo e secondo, è di 74 euro.

Previsto il Business Lunch a 38 euro.

Attico sul Mare. Piazza Kursaal, 6, 63066 Grottammare AP. Telefono: 0735 736394. Instagram

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