Eccoci a Marina del Cantone, la spiaggia di Nerano in Penisola Sorrentina, dai Caputo e al ristorante stella Michelin Taverna del Capitano. Le evoluzioni non sono mancate anche grazie alle nuove generazioni che continuano la tradizione di famiglia iniziata nel 1967 dal nonno e mantenuta da Alfonso e Mariella Caputo. Oltre alla Taverna del Capitano, segnate in rubrica che c’è il nuovo indirizzo del ristorante Casa Caputo. Di cui vi ho parlato grazie ad alcune ricette preparate per un evento a Tivoli.
Ma ora guardiamo al ristorante stellato, a quella Taverna del Capitano che è tra le mete preferite degli appassionati di buon cibo a queste latitudini. Siamo nella baia resa famosa gastronomicamente parlando dagli spaghetti alla Nerano di cui Alfonso Caputo è indiscusso protagonista.

Gli indirizzi si sono dunque sdoppiati grazie a una importante e impegnativa ristrutturazione. L’elemento più forte sono la scala e l’ascensore ispirati ad una nassa capace di catturare i commensali per portarli nei rinnovati ambienti della struttura. E farli godere del buono e del bello di questo luogo. Il panorama vi dice che siete nel posto giusto per un magnifico pranzo o una cena.
Alla Taverna del Capitano, storico ristorante, ha preso forma una nuova fase del racconto gastronomico.
La nuova stagione della Taverna del Capitano

Matteo Caputo, classe 2000, presenta “Imparo a nuotare”. Un percorso che segna l’inizio di una visione personale costruita in dialogo costante con il mare e con la storia del luogo. Accanto a lui, c’è Alfonso Caputo — padre, maestro e figura centrale della cucina italiana contemporanea. Matteo ha ereditato non solo tecnica e rigore, ma soprattutto lo sguardo capace di leggere la materia prima, prima ancora di interpretarla. Un passaggio naturale in cui l’esperienza si rinnova, trovando nuove forme espressive.
In sala dirige l’orchestra Federica Di Mauro, giovanissima figlia di Mariella Caputo e di Claudio che facilitano le performance della ragazza. Ma posso assicurarvi che Federica è molto brava .
Entrambi figli d’arte hanno compiuto esperienze lavorative per forgiare le loro capacità in ristoranti importanti come da Perbellini e dai Cerea.
“Imparo a nuotare” è allo stesso tempo una dichiarazione e un metodo. Il pescato locale è sempre quello fresco della mattina di Agostino, uno degli ultimi pescatori di Marina del Cantone. Il patrimonio vegetale e aromatico della Penisola Sorrentina fornisce materia prima lavorata per ridurre al minimo gli sprechi. Si nuota dunque nel mare che ispira e tra le colline verdi pronti a costruire nuove traiettorie.
Come si mangia

La cena alla Taverna del Capitano ha inizio e si parte subito alla grande con La Mazzancolla – Tuffati con me. Una mazzancolla cruda e cotta con pomodoro, fragola e mandorle in una bella interpretazione che non rovina la materia prima che da queste parti resta sovrana.

Il Calamaro – Prime bracciate è un calamaro del Golfo di Napoli con mozzarella di bufala campana e melissa. Piatto di ottima tecnica e bella presentazione. La riproduzione in stile giapponese della cialda con impresso il calamaro all’interno rende il piatto e il gioco divertente oltre che saporito.

La ricciola – A galla è servita con piselli alla brace, menta e bottarga. Continuiamo a nuotare in questo splendido mare di gusto a Nerano accompagnati dal crunch dei piselli alla brace.

Ancora mare molto buono con Gli scuncigli – Seguo la costa. I murici di mare, alla Taverna del Capitano accompagnati dalle erbe mediterranee e dal pane allo yogurt, sono spesso bistrattati. Io li amo e in questo caso sono abilmente nobilitati

Arriva la pasta e non possiamo che veleggiare sulle pendici di Gragnano con I tubetti – Controcorrente conditi con fagioli cannellini, polpo e finocchio marino. Grande sapore ed eleganza.

Il menu degustazione giunge al secondo con Il nasello – La direzione che è quella del Mediterraneo insaporita da mandarino, burro e alici. Ancora una volta l’esaltazione di una grande materia prima.

Per rimanere sulla terraferma, a ecco l’Agnello – Ritorno a riva, carne di Laticauda con rabarbaro e riduzione di mirto selvatico. Cottura esemplare e bella presentazione.
La pasta alla Nerano come pre dessert

Prima del dolce un piatto iconico in versione predessert: Gli spaghetti alla Nerano – Il faro. Come da tradizione della Taverna del Capitano, ottima realizzazione e grande pulizia nel piatto. Una Nerano come piace a me senza che perigliosa navigazione nel condimento

La cena si chiude con la rivisitazione di un grande classico della pasticceria campana. Cioè Ricotta e pere – Oltre l’orizzonte qui rivisitata molto bene con karkadè e capperi.
Quanto costa il ristorante Taverna del Capitano a Nerano

Alla Taverna del capitano è possibile scegliere 2 menu degustazione. Imparo a nuotare, di cui avete letto fin qui costa 180 euro. Ed è la scelta più creativa del giovane chef Matteo Caputo.
Il menu Li Galli, invece, costa 200 euro.
Potete anche scegliere i piatti alla carta che prevede due opzioni. Due portate più il dolce a 120 euro e 4 portate più il dolce a 150 euro.
Teverna del Capitano. P.za delle Sirene, 10, 80061 Nerano NA. Telefono: 081 808 1028. Instagram









Nessun commento