Black Mamba è di festa con De Prosecchibus: s-consigli per gli acquisti

prosecco-reallyredwine.com

Oramai ci siamo, mancano pochi giorni al Natale e siete tutti pronti ad affrontare adeguatamente e con bollicine acconce queste festività. Qualcuno di voi mi ha chiesto suggerimenti in proposito ma io, che non riesco ad essere buona nemmeno a Natale, sparo il mio giudizio e dico: Prosecchino? No, grazie! Occhio amici che stavolta vado giù pesante.

Parliamo subito dei pochi pregi di un vino che è vero e proprio danaro contante, dal punto di vista commerciale, non v’è dubbio, vale più dei bond tedeschi ed è peraltro l’unico spumante italiano che ha mercato estero, soprattutto in Germania. Esaurisco in sintesi la mia indulgenza apostrofando alcune piccole aziende che si sforzano per dare continuità a un prodotto che difficilmente sarà mai eccellente. Penso a Nino Franco, a Bisol, a Bellenda, a Ruggeri e a pochi altri produttori che mi perdoneranno se non citati in questo rapido elenco. Non vado oltre, la Katana di Black Mamba non perdona, seguitemi e non aspettatevi i confetti.

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Il territorio su cui si estendono le D.O.C del Prosecco, comprende 9 province in 2 regioni, in barba alla tipicità che tante soddisfazioni ci ha dato, beffardamente raggirata, con una mossa astuta e geniale, producendo come risultato la qualità che lascio a voi il piacere di giudicare. A questo possiamo aggiungere una manifesta disinvoltura da parte di molti “attori”della filiera, con pratiche bizzarre che vanno dal confezionamento in lattina, con tanto di Paris Hilton costosa testimonial della brillante operazione di marketing, a vizi di forma, chiamiamoli così, sulle consegne. Ma siate flessibili, suvvia! Anche l’operoso nord est tiene famiglia, proprio come noi terroni. Non parliamo poi della banalizzazione del gusto su un profilo dolciastro-aromatico che nemmeno servito sottozero (scala Kelvin, mica Celsius, lo zero assoluto) riesce ad arginare la sensazione vischiosa sulla povera lingua esausta che vi prega di ingoiarvela per farla finita una volta per tutte. E il perlage? Che diamine il perlage è fondamentale! Se facciamo il botto per festeggiare significa che abbiamo bisogno di bollicine, associate per assioma all’allegria. Ebbene, l’effervescenza del Prosecco non è assimilabile all’allegria, è un’effervescenza immotivata. Le bolle del Prosecco non sono sufficienti ad argomentare la ragione di tale effervescenza, come accade invece con altri spumanti e con lo Champagne in genere. E’ come se al secondo sorso, emergesse una bolla di angoscia che giaceva lì, in silenzio e ti ricordasse che non c’è alcuna ragione di festeggiare, quindi cosa festeggi a fare? Il mio amico Umberto Contarello, fra i più grandi sceneggiatori italiani, appassionato di buon vino, nato e cresciuto a Padova, mi ha ricordato che nella tradizione veneta non si beve mai di sera, ma solo d’estate, di pomeriggio, in quel clima sospeso fra caldo e umido e l’assalto delle zanzare. Forse la chiave di lettura, ancorchè paradossale, la fornisce proprio il Contarello: il Prosecco è un vino da zanzare e francamente fatico ad associare all’idea di zanzara qualcosa che non attenga al disturbo, al fastidio.

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Cari amici, sarò benevola in chiusura (lo erano le Erinni, figuriamoci Black Mamba!) e vi esorto a dare un’occhiata agli scaffali delle enoteche, a prendere in considerazione alcuni spumanti di Franciacorta e non solo. Controllate i prezzi, perché con pochi euro in più, potete bere molto bene, senza scomodare necessariamente lo Champagne, che non è l’alternativa al Prosecco. La soluzione non è distante, è qui in Italia.



228 commenti su “Black Mamba è di festa con De Prosecchibus: s-consigli per gli acquisti

  1. Diabolica Black Mamba! In effetti non ti ho mai vista bere un prosecco. Comunque a parte tutto io penso invece che qualcosa di decente ci sia, anche fra quelli da te citati.

  2. Ma dai, non ti piace il Prosecco, strano. Ecco perchè ieri sera pasteggiavate a Salon, in un noto ristorante del centro storico. Così si dice…ovviamente mi girano perchè non mi avete invitato, voglio sperare fosse un incontro solo di lavoro! Sto chiaramente scherzando.

  3. No, il prosecco in lattina no! Non sarebbe meglio decidere se è un vino o una bevanda? Un vino da zanzare, come dice il Contarello. Forse è vero.

  4. Il prosecco non lo bevo quasi mai. se devo scegliere prendo una versione con il fondo, fermentato in bottiglia e non degorgiato. li trovo più espressivi.

  5. “prosecchino'”
    “fermo, par carità”

    Ecco, questo stringatissimo dialogo avveniva e avviene credo tutt’ora nelle osterie di pianura, tra un oste e un avventore casuale e non noto.
    Vi vorrei sottolineare la meraviglioisa ambiguità della parla “fermo”.
    Stai fermo, e lo voglio fermo.
    Esempio del parlare di bere e del non parlare di vino.

  6. spietata come al solito!
    la mia opinione sul Valdobbiadene (ora si chiama così) la è migliore della tua e al poker d’assi che hai indicato tu potrei aggiungere qualche piccolo di qualità: Sorelle Bronca, Follador, Trevisiol senza nemmeno mettere un link!
    però i difetti che hai evidenziato te sono (ancora?) troppo frequenti per una zona che aspira a diventare campione d’Italia in bollicine
    ciao pt

  7. ciao Cristiana
    ho letto tutto l’articolo, mi ero ripromesso di non rispondere ad un articolo fazioso e volutamente provocatore, non ce l’ho fatta. Questo è uno di quegli articoli che scrivete sotto il periodo natalizio senza conoscere nemmeno vagamente cosa sia in realtà il Prosecco.
    Ti invito a venire a visitare queste terre, la gente che le lavora, sarai mia ospite.
    Meglio il franciacorta, lo champagne? tutti indistintamente? anche lo champagne che viene prodotto in queste terre? http://www.facebook.com/photo.php?fbid=464819972169&set=t.1550448319
    i prezzi: mediamente un prosecco in enoteca tra gli 8 e i 12€ un franciacorta il doppio, uno champagne improponibile ai più.
    Certo, i furbi esistono anche nel mondo prosecco ma ce ne sono altrettanti che sguazzano in tutti gli altri mondi delle bolle e non.
    Spero veramente ti renda conto che c’è gente che lavora su colline ripidissime, totalmente a mano, che si spacca la schiena per coltivare la terra che probabilmente ha ricevuto dai genitori.
    Tutte persone che non si meritano un post del genere.
    Luca, un piccolo produttore di prosecco Asolo docg

  8. Uhmmmmm…

    Io sono ignorante di vino (nel senso che ignoro molto), però mi risulta che non esista solo Valdobbiadene, ma anche la zona di Asolo che produce prosecco.
    Possibile che in quella zona l’autrice non ne abbia trovato nemmeno uno bevibile?

    Il “prosecchino” mi fa orrore quasi quanto a voi, ma credo, sempre nella mia beata ignoranza, che non esistano solo questi “…ini”

    Roberto Giuliani di LaVINIum (da anni) consiglia alcuni produttori di entrambe le zone. Io stimo Roberto (sempre da anni), mi devo ricredere?
    Spero di no sarebbe una delusione e mi mancherebbe un riferimento.
    🙂

    Chiedo per sapere eh!!

  9. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: errai e mi scuso, la zona di Asolo è però molto poco diffusa a Roma quindi riusciamo a dimenticarla
    Luca, i pezzi di Black Mamba sono provocatori per definizione (altrimenti sarebbero firmati Cristiana Lauro) e così vanno intesi. il rispetto per chi lavora è fuori discusione
    nelle terre del Prosecco esistono molte – piccole – realtà di qualità (che non possiamo elencare tutte) ma è senza dubbio più facle bere vini poco interessanti, banali, cari anche se non costosi
    non ho mai assaggiato i tuoi Asolo e spero di colmare presto la lacuna ma ho bene in mente i prosecco che si possono bere in giro da queste parti: sono certo che non li vorresti mai inontrare nemmeno tu!

  10. Vedete, al di la di eccezioni che confermano la regola, quando si parla di un vino lo si fa sempre tarandosi sulla media del prodotto e sulle politiche applicate alla tipologia… Da questo punto di vista è difficile non restare perplessi sull’allargamento indiscriminato della DOC prosecco e sulla media
    della qualità dei prodotti sul mercato… Poi sono certo che esitano dei singoli produttori interessanti e che lavorano seriamente… Ma un vecchio adagio ci insegna che “una rondine non fa primavera” 😀
    I prosecco di Asolo sono sicuramente molto interessanti e noi in centroitalia probabilmente li conosciamo ancorampoco, ma che percentuale sono dell’emisfero prosecco?
    Ciao A

  11. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: Luca, mi fa piacere leggere il tuo intervento, benchè mi costringa a precisare che il lavoro merita rispetto, quindi se non è chiaro, colgo l’occasione per definire questo aspetto che per me, e per tutti coloro che scrivono su Scattidigusto, è assioma. Aggiungo inoltre alla mia premessa, che gli articoli di Black Mamba sono volutamente provocatori, è la cifra della rubrica, con tutta la sua levità, piaccia o meno. Giacchè hai citato lo Champagne, ti suggerisco di leggere “W Dom Perignon”, un pezzo che ho scritto tempo fa e che chiarisce la mia posizione su tanti Champagne a mio avviso sopravvalutati. IO NON CE L’HO COL PROSECCO MA CON QUELLO CHE IL PROSECCO E’ DIVENTATO, per svariate ragioni che solo in parte tratto nel mio breve scritto. Mi viene l’orticaria quando penso al Prosecco in lattina, alla confusione fra vino e bevanda. A te, piccolo produttore, no? Secondo me non solo merita rispetto il lavoro di chi si spacca la schiena, ma meriti maggiore rispetto anche tu con la tua azienda. Col tuo legittimo intervento difendi un’ ampia zona che ha fatto una politica di marketing (Marketting!) che a me non piace, ancorchè valida. Ma qui diventa una questione di punti di vista e allora tutti possiamo avere ragione. Non vedo l’ora di venire a visitare la tua azienda, ti ringrazio per l’invito, ma prima di subito voglio assaggiare i tuoi vini, che mi procurerò, perchè non li conosco (sono scevra da qualsiasi pregiudizio, questo sia chiaro, credo nell’approccio laico al vino e non solo al vino)… Chi può dirlo, può essere che diventiamo amici. ;-). Ti ringrazio. Cristiana Lauro

  12. ha risposto a Cristiana Lauro: Grazie per la risposta Cristiana, ci tengo però a dire che voi(noi) blogger abbiamo un pesante fardello da portare sulla schiena, ci leggono in tanti e dobbiamo stare attenti a quello che scriviamo. Ovvio che in primis dobbiamo dire sempre quello che pensiamo però non dobbiamo generalizzare.
    E’ verissimo che nel mondo prosecco ci sono delle zone grigie(per non dire nere) lo sai per esempio che 4 o 5 grosse aziende produttrici imbottigliano quasi il 50% di tutto il prosecco? questo sta a dire che nel territorio sono sparse centinaia e centinaia di aziende che lavorano per la qualità.
    Sai cos’è stato sbagliato negli anni? non chiamare il prosecco con il nome della zona di produzione, si sarebbe limitata la produzione, le produzioni in lattina, il marketting come dici tu!
    per esempio in questo ultimo periodo siamo tra le mani degli speculatori http://www.belecasel.it/wp/2010/12/la-speculazione-del-prosecco/
    Per concludere vorrei farti capire con un esempio come mi sono sentito dopo aver letto il tuo articolo….. è come se io dicessi che tutte le donne sono delle zoccole basandomi solo ed esclusivamente su quello che vedo in tv.
    Con affetto
    Luca

  13. ha risposto a Cristiana Lauro:

    Che bello leggere risposte come queste. Brava Cristiana. Questo è lo Scatti di Gusto che mi piace.
    Mi sarebbe piaciuto leggere cose così anche nel post che a mio avviso è forse troppo sarcastico e pungente.
    Ma sono opinioni personali mie deviate dal fatto che credo quello che si comunica vada molto al di là di quello che può sembrare all’inizio.

    Luca non difende il prosecco sempre e comunque. Chiede informazione e rispetto e questa tua risposta è più in linea con la richiesta.

    Anche perchè non mi pare di aver letto che Luca difenda il prosecco in lattina, dove l’ha scritto?

    Mi sembra come quando sento dire i professori sono tutti ladri o gli statali sono tutti fannulloni.
    Be’, credo che sia lecito risentirsi a simili generalizzazioni quando non si rientra in quegli stili di vita.

    Se da questo post che inizialmente non mi è piaciuto nemmeno un po’ nascerà un approfondimento sul prosecco buono, che esiste ed è tanto, forse avrà raggiunto anche un altro scopo a cui tengo: far conoscere ottimi produttori di prosecco e finalmente anche quelli di Asolo.

  14. ha risposto a Daniela (SenzaPanna): continuo a dire che il fatto che esista un prosecco “buono” come dite voi… non esclude la possibilità di giudicare complessivamente un prodotto, se no non si potrebbe giudicare più niente. La nostra vita è fatta di “sliding doors”, di scelte, talvolta un poco trancianti ma decisive.
    Il fatto che il prosecco si produca su un territorio così esteso, che si imbottigli in lattina, che spesso non abbia una qualità così evidente, che venga talvolta commercializzato e proposto più come una bevanda che come un vino ecc. Certo non comunica una zona e un prodotto di eccellenza. L’articolo diceva solo quello, con un taglio affilato e spregiudicato che gli è specifico.
    Personalmente apprezzo molto il confronto diretto, il dire le cose chiare e tonde, senza salamelecchi e prendendosi tutti i rischi del caso.
    Una domanda specifica a Luca ora, mi puoi dire dove su Roma possiamo trovare i tuoi prodotti? E mi puoi dire altri produttori (fuori dalla cerchia dei soliti noti che ben conosciamo) che vale la pena assaggiare?
    Ciao A

  15. Cristiana ha ben spiegato il senso di un articolo della rubrica black mamba http://www.scattidigusto.it/tag/black-mamba/ e ha sottolineato il valore del rispetto del lavoro (e lei lavora in questo settore!)

    Detto questo, non demonizziamo le astrazioni perchè il messaggio finale per un consumatore “occasionale” (che rappresenta i grandi numeri) è quello di una bollicina facile e poco costosa che fa trendy anche al baretto con il fungo per riscaldare in questi pomeriggi di feste.

  16. resto basito come poche altre volte leggendo questo groviglio di invidie e di poca cultura della stessa cosa su cui ha scritto la persona in questione. Etichettare con tanta facilità un simbolo del made in Italy di qualita’ mi sembra francamente assurdo.
    e comunque anche un piatto di pasta in bianco all’olio può risultare in gran piatto, dipende dagli ingredienti che vengono usati….. Mi aspetto da lei una dovuta riflessione sull’articolo in questione e saluto cordialmente.

  17. Capisco lo spirito, un po’ meno l’esito. Intendo dire: spariamo sul prosecco e ci facciamo anche un sorriso, un po’ come sparlare del McD. E’ divertente e comunicativo, e raccoglie adesioni più di una nuova tariffa telefonica. Poi la chiusura mi pare un po’ “Perchè non mangiano Brioches” e non la condivido un granchè. Così come non condivido granchè la sentenza senza appello sull’impossibilità – ora et per semper – di raggiungere livelli di eccellenza nella denominazione. Mai dire mai, pare si dica.
    D’altra parte così come dannare pregiudizialmente un’intera denominazione mi pare un filo affrettato, dall’altra la difesa aprioristica di una categoria non mi pare la wayout più saggia.
    Lavorare sulle diversità per essere felici.

  18. ha risposto a alessandro bocchetti:
    questi di sicuro http://www.scattidigusto.it/2010/11/04/colfondo1-la-rete-evolve-il-prosecco/
    della nostra docg direi cirotto, biondo jeo, pat del colmel, case paolin dicono ma non ne ho le prove che anche la Bele casel faccia buoni prodotti :))
    di valdobbiadene ce ne sono veramente tanti, comincio da guja di mario buso, frozza, silvano follador, col del lupo di marco rosanda. potrei andare avanti per ore a scrivere nomi su nomi ma credo creerei solo confusione.
    I miei prodotti a Roma da Remigio per il momento

  19. è come se io dicessi che tutte le donne sono delle zoccole basandomi solo ed esclusivamente su quello che vedo in tv.

    interessante affermazione. Credo che Luca senza volere abbia centrato il punto. il problema è di modelli, ancora una volta, da genitore di una adolescente non posso fare a meno di preoccuparmi dei modelli… il velinismo imperante e una moda sempre più sbilanciata su una donna oggetto non vi nascondo che mi da da pensare e ha un suo peso sulla maniera di abbigliarsi e di concepire il ruolo femminile di molte ragazze (basta vedere il GF o i programmi della De Filippi per comprenderlo), ugualmente il messaggio che complessivamente manda il prosecco non può fare a meno di preoccupare l’appassionato di vino… Appunto quello che dice Black Mamba!

  20. un po’ di risposte agli ultimi commenti, mi piace questo affollamento!
    @ Luca: il tuo ultimo commento mette in evidenza anche maggiore di quanto abbia fatto Black Mamba alcuni degli squilibri della zona che nascono da lontano e che sono stati voluti e mantenuti da chi vive e lavora nel Prosecco, non da marziani verdi (qwerty si occupa solo di ristoranti…). ti ricordi i frizzantini della Marca Trevigiana? quei vini allegri che 20 anni fa si compravano a 1000 lire???
    @ Daniela: gli articoli di Black Mamba sono un po’ irruenti, le analisi e gli approfondimenti li svolgeremo in modo più organico e organizzato appena finiremo il primo corso ais 🙂
    @ Francesco: penso che evidenziare limiti e problemi reali, anche in modo frizzante, sia più utile che ripeterci sempre che va tutto bene anche quando – semplicemente – non è vero
    @ Alessandro: io penso che i nuovi disciplinari del Prosecco siano un notevole miglioramento rispetto al passato soprattutto perché ora Prosecco è una zona, ampia ma con confini e regole certe. il parallelo con lo Champagne non è., da questo punto di vista, peregrino
    ciao a tutti pt

  21. ha risposto a paolo trimani: vero, ripeto, le “porcherie” vengono ancora fatte e i “furbi” non moriranno mai. Volevo però far notare che non si può fare di tutto il prosecco un fascio. idem per tutti gli altri vini! compresa la carissima borgogna.
    credo che sparare a 0 su tutti i prosecchi sia sbagliato (direi la stessa cosa anche parlando di lambrusco, sangiovese,champagne,trebbiano,ecc ecc)
    Certo! dovremmo cercare di limitare queste cose e guardia di finanza, valoritalia e altri millemila(cit) enti preposti stanno facendo te lo posso assicurare.
    Una cosa posso dirla, la docg che sia asolo o conegliano-valdobbiadene è restrittiva e moooolto controllata.
    Luca

  22. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: leggi e enti sono necessari ma non bastano, dobbiamo tutti pensare che limiti e confini servono a valorizzare chi è dentro non solo a impedire di fare. sotto questo aspetto i francesi sono milleniluce avanti a noi e non lo dico perché sono esterofilo!
    ciao pt

  23. Perdonatemi, ma la discussione, solleva per me una faccenda che ha una certa importanza.
    Cerco di aiutarmi con un esempio a me vicino.
    Se in un blog di appassionati di cinema un articolo dicesse che la commedia italiana fa schifo perchè per esempio è fatta da stereotipi, altri appassionati direbbero che non è vero, citerebbero esempi, si accapiglierebbero, ma le regole della conversazione sarebbero salvaguardate dal fatto che si è tutti appassionati, sii parla da appassionati, si parla “su” “attorno” ad una cosa. Chiamola la psotazione dell’appassionato.
    Il problema sorgerebbe, come di fatto è sorto qui, se in quel blog di appassionati si affacciasse per esempio Virzì, che “realizza” commedie e dicesse, ma di che parlate? le mie commedie non sono stereotipate (come è vero) e la discussione si farebbe faticosa non di fronte all’opinione di Virzì, ma di fronte al fatto che lui non parla dalla postazione dell’appassionatao ma non parla “su” un film, ma para dalla postazione di chi li fa e non solo: in quel cazo Virzì metterebbe questo fare al centro della discussione. (cosa che nella realtà non farebbe) Il fare, farebbe sentire gli appassionati come degli stupidi velleitari, li metterebbe in soggezione, e la discussione svanirebbe con mille scuse.
    Questo è il vero problema e anche l’occasione, per me, di fare una domanda semplice.
    Qui, si può parlare con la sconsideratezza dell’appassionato?Diciamola meglio: possiamo usare tutti la postazione dell’appassionato anche se nella vita facciamo altro(chi produce, chi critica, chi vende, chi esporta?)

    Non è una domanda peregrina, perchè, per me, è importante sapere dove mi trovo, per capire che lingua condivido con i miei interlocutori.
    Lo dico al simpaticissmo e compatriota produttore di Prosecco, con la sincerità aperta delle nostre osterie dove si ride e ci si accapiglia.
    Mettere in campo la fatica e il lavoro di chi produce il vino, in una discussione che usa la lingua dell’appassionato è usare un’arma impropria, perchè entra in campo, involontariamente, “una argometazione morale” che inevitabilmente mette gli interlocutori con le spalle al muro. .Come se Virzì dicesse ma che ne sapete voi di che culo mi faccio per fare una bella commedia? E’ vero, ma non c’entra nulla, con tutto il rispetto. Non si sta parlando della fatica di fare un film, ma si sta parlando se le commedie sono stereotipate o no.
    Il problema è dunque, che Virzì, come tutti gli altri, dovrebbe adeguarsi alla postazione degli appassionati e confutare, litigare, nel merito dell’idea, dire come è stato detto dal simpaticiss imo produttore che ci sono ottimi Posecchi, ma senza chiamare in causa il fatto che c’è la fatica dietro il Prosecco. Perchè, letteralmente, si sta parlando d’altro. Perchè, sia detto per inciso, la fatica è significativa come un albero in un bosco.

    in altre parole c’è un modo e un luogo, e questo blog potrebbe avere l’ambizione di esserlo, dove provare a parlare di bere vino (sottolineo bere vino) condividendo una lingua grosso modo comune? Diciamo una lingua che possa far comunicare insieme il bevitore, il maniaco appassionato, il critico, l’enologo, il produttore, l’esportatore e via dicendo?
    Una lingua del bere vino, credo, ci serva.
    O, più modestamente, parlerei volentieri una leggera lingua del bere vino

  24. ha risposto a Carlo Giovagnoli: benvenuto Carlo, non siamo (ancora…) molti ma la porta di SdV è aperta a tutti quelli che vogliono entrare!
    @ Umberto: “la postazione dell’appassionato” è una bella definizione per il nostro punto di vista, il tuo paragone col cinema remde èerfettamemte l’idea e penso possiamo usarlo come modello
    quale che sia il ruolo che ognuno degli intervenuti svolge, “la postazione dell’appassionato” riesce a comprenderci tutti in assoluta parità almeno in partenza
    ciao pt

  25. ha risposto a Stefano Caffarri: Gentile Stefano, ti darò del “tu”, benchè non ti conosca personalmente e spero che questo non ti disturbi. Mi piace il tono del tuo legittimo dissenso. Sei intervenuto con garbo nonostante i dubbi che sollevi e che rispetto, hai almeno inteso lo spirito che ricambi con un sorriso.
    Scusa, è che nonostante sia Black Mamba, mi piace la grazia.

  26. Ben vengano i produttori di Prosecco come quelli che molti amici stanno difendendo in questa animata discussione, anzi, assaggiamoli, anzi invitatemi!!! Ciò non toglie che Black Mamba, abbia ragione sul senso complessivo di quello che ha scritto. Inoltre mi pare siate tutti un po’ permalosi, io avevo colto un tono un po’ più cazzeggione, sarà che leggo e conosco Black Mamba, quindi ho capito dall’inizio che era una mattacchiona agitatrice con un suo spirito incline alla leggerezza. Fra l’altro è una brava e nota degustatrice, se volesse scrivere cose tecniche precise lo farebbe con facilità, è una professionista. Però forse ci annoierebbe, invece io la trovo divertente. Eppure qualche prosecco a me piace e lo bevo, alla faccia di Black Mamba!

  27. A me sembrate tutti strani. Lei ha voluto agitare e fare chiasso, voi avete imboccato con tutte le scarpe. Poi chissenefrega se un piccolo produttore di Prosecco o altri con lui si sforzano di fare un prodotto buono e magari ci riescono pure, resta il fatto che la maggior parte del Prosecco in giro per il mondo essendo di qualità scadente purtroppo li oscura con una larga diffusione e un marketing di bassa lega. Se si pubblicizza il vino in lattina non ci si può meravigliare se poi l’immagine del vino si abbassa, a scapito anche dei piccoli produttori che lavorano bene. Il problema è vostro, sta a voi cercare di risolverlo.

  28. Io penso che da qualsiasi punto di vista si voglia trattare la questione, ci sia molto di cui parlare e certamente altrettanto da dimostrare. Mi piace molto questa sequenza di interventi, anche perchè nessuno ha avuto il cattivo gusto di trascendere. Non è in dubbio, la buona fede di tutti voi, ma devo difendere la mia. Su suggerimento di Vincenzo Pagano e con la mia consueta attitudine al dialogo, nonchè alla conoscenza poichè ho un’innegabile spinta cognitiva, organizzerò al più presto una degustazione coperta di Prosecchi che voi stessi suggerirete. Ben venga il vino di Luca, che come ho già detto non conosco, ma anche molti altri. Insomma, se a me ed ad altri qui intervenuti il Prosecco non piace perchè non ci aiutate a cogliere qualche differenza? Ad apprezzare qualche voce fuori dal coro, l’eccezione? Io ho sempre voglia di imparare. Guardate che può uscire una serata divertente, aperta al pubblico, magari al Trimani Wine Bar, nonchè un pezzo molto interessante per questo web magazine. Mettiamoci in gioco, qual è il problema? Poi magari alla fine Black Mamba ubriaca marcia si mette pure a sciabolare qualche magnum con la sua Katana appena lucidata :-)))

  29. …Non capisco il senso di fare dei post dove non interessa discutere e ragionare, ma solo pugnare… “Di la” ne potete vedere un esempio (il link l’ho già messo) a me interessa ragionare su un territorio, e il tono tranciante di Black Mamba mi aiuta a farlo smuovendo le acque. Pugnare mi piace invece poco, sarà che assomiglia a pugnette 😀
    Ciao A

  30. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Ah! ah!!!! Erano anni che non sentivo usare questo termine tipicamente emiliano. Comunque alessandro ne converrai, fare un post come quello che abbiamo letto di là è da contorsionisti, da acrobati ma del circo a Battipaglia, non le cirque du soleil. La banalità come critica della banalità. L’ordinario contro se stesso. Bah! Erano a corto di argomenti e non hanno resistito alla tentazione di usare un termine volgare come “zoccole” per titolo in un blog dove non so se hai visto il post che segue con giovani virgulti mezzi nudi. Peggio del Drive in. almeno il Drive in, talvolta una risata la scuciva.

  31. ha risposto a Daniela (senzapanna) Delogu: Ottimo! Cerchiamo di essere operativi per mettere in piedi la degustazione entro la metà di Febbraio. Pagano e Trimani sono pregati di dare la loro disponibilità…I produttori sono i benvenuti, ma la degustazione sarà aperta a chiunque voglia intervenire e rigorosamente coperta. Verrà una cosa carina e sono certa utile per conoscere bene le voci fuori dal coro…ovviamente siccome non guarisco dal virus di Black Mamba, sappiate che a vostra insaputa infilerò in degustazione qualche intruso….in lattina…;-)))

  32. ha risposto a Cristiana Lauro: Mah, cristiana lo conosci poco, zoccola per loro non è poi tanto volgare 😉 Cmq continuano e mi hanno appena somministrato l’ennesima lezioncina impiegatizia (con rispetto per gli impiegati ovviamente, ma si parla mediamente 😀 )
    Ciao A

  33. ha risposto a Cristiana Lauro: piuttosto, all’ultima degustazione di Prosecco a cui ho partecipato, rigorosamente riservata ai rifermentati in bottiglia (universalmente conosciuti ormai come Prosecco Colfòndo) ho trovato uno dei limiti proprio nella degustazione coperta.
    Vero, escono le differenze senza preconcetti, ma dal punto di vista didattico non ho compreso perchè.
    Meditate, gente, che è anche più interessante della barbosa zolfa dei “noi” e “loro”.

  34. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Scusa ma stiamo ancora parlando di qualcuno che per ampliare lo zoccolo dell’audience nel post precedente usa la bottiglia come arma impropria per svestire il partner da sogno? Diventeranno ciechi, si diceva un tempo a furia del loro sport preferito!

    E tra parentesi il prosecco non è citato per arrivare alla conquista di chicchessia…. Che messaggio sfigato eh

  35. ha risposto a Stefano Caffarri: Caf e che cavolo mi cadi sul fighettismo: si dice us e them. E ti dò ragione, meglio giocare a carte scoperte se non ci fosse la malafede del basso prezzolatismo (che pure esiste, eh).

    Cmq la giornata io la splitterei in 2. Degustazione tecnica da Trimani e vediamo chi azzecca la lattina temeraria.

    E la sera cena a base di prosecco con Teo che ci fa anche il risotto.

    Vediamo che ne esce.

  36. Il Prosecco, decente, sgarba.
    Sgarba. da sgarbare, in uso nelle regioni venete, op cit. La betia, sin. sgrassare, lavare, sciacquare, risciaquare, sgorgare.
    Fig dicesi liquido che sgarba , liquido che libera occlusioni.

  37. ha risposto a Stefano Caffarri: Però non mi è chiaro Stefano, se puoi spiegati meglio. Non sei l’unico contrario alla degustazione coperta, ne parliamo da anni anche fra di noi. Vorrei capire. Grazie, a presto!

  38. Se vogliamo dirla tutta allora il produttore non dovrebbe dare voti, presente sì ma astenersi dalle valutazioni, riconoscerebbe di certo il suo vino. Io comunque vorrei partecipare, sul prosecco la penso come voi e come voi sono disposto a rivedere le mie posizioni.

  39. PERDONATE L’ARROGANZA DELLA SCRITTURA MAIUSCOLA MA DEVO SMENTIRE QUANTO SCRITTO ALTROVE DAL SIG. TOMACELLI CHE CI SEGUE CON ATTENZIONE: NON HO MAI PENSATO, DETTO O SCRITTO CHE IL PROSECCO FA SCHIFO. SIA CHIARO E UNA VOLTA PER TUTTE, NON POSSO TOLLERARE CHE PER DIFESA PERSONALE, IN MANCANZA DI ARGOMENTI E ARGUZIA PER COSTRUIRNE DI DIVERTENTI, SI USI IL MIO NOME PER TITOLARE AFFERMAZIONI INVENTATE. L’ONESTà INTELLETTUALE PRIMA DI TUTTO, ALTRIMENTI IL GIOCO NON MI PIACE.

  40. ha risposto a Cristiana Lauro: se la degustazione ha un fine didattico, e se partecipano degustatori che hanno poco familiarità con la tipologia, si corre il rischio di avere sì una visione laica, ma priva di punti di riferimento, ed alla fine trovarsi a dire questo mi piace e quello non mi piace. E stavo parlando di una degustazione senza voti nè classifiche, orientata alla comprensione. Non è sufficiente sapere che un Valdo ti piace di più di un Asolo, ma il perchè: terreno, uve, lavorazione, lieviti. E questo puoi archiviarlo in una mappa solo se qualcuno ti spiega *prima” com’è fatto, altrimenti ti va insieme tutto il quado informativo. Almeno a noi dopolavoristi…

  41. ha risposto a Stefano Caffarri: io personalmente pratico sia degustazioni coperte che scoperte… credo che entrambe abbiano i loro punti di forza e debolezze. ha ragione Stefano a dire che il semplice “questo mi piace più dell’altro”, spesso non sia sufficiente. ma è altrettanto certo che la degustazione cieca sia ancora vincente quando si tratta di dare punteggi ai vini e di valutarli.
    La soluzione? La mia modesta proposta è la seguente: dopo natale degustazione da Trimani di prosecco, industriali e artigianali, buoni o meno. un primo Fly coperto, un secondo (ovviamente con i medesimi vini) scoperto… Ne vedremo delle belle…
    Ovviamente oltre a Luca (come coselezionatore e uditotre) Stefano è convocato e irrinunciabile…
    Ciao A

  42. debbo dire che siete meglio della TV sotto le feste, sto qui a sgranocchiare pop corn e ancora non ho capito se è meglio US o THEM
    però una cosa so che “di qua” e “di la” mi fa sganasciare…

  43. cieca o non cieca? l’assaggio è serve a conoscere i vini e ci sono modi diversi per approcciare l’argomento, concordo con Alessandro che per valutare sia necessario assaggiare alla cieca (tutti siamo influenzati dai nomi, positivamente o negativamente) mentre per comprendere i caratteri di una zona o di una tipologia bisogna sapere cosa si assaggia
    l’idea di una doppia sessione cieca/scoperta risolve il dilemma e ci assicura sorprese!
    cruciale sarà la selezione dei campioni, però i colfondo dovranno essere in un flight distinto
    Vincenzo tu devi studiare il menu (e quindi il locale) da abbinare ai Prosecco per la “cena sociale”
    ciao pt

  44. ha risposto a Carlo Giovagnoli: la distinzione us/them è veramente affascinante, basta avere 15 anni!
    da piccolo pensavo che nel cyberspazio ci fossero – oltre a bit e byte – anche neuroni e spirito, invece bisogna stare attenti a dove si mette il mouse altrimenti ti ritrovi peggio che a portaaporta!
    ciao pt

  45. ha risposto a Carlo Giovagnoli: meglio di porta a porta è fin troppo facile! vedere dall’esterno il mondo del vino è un privilegio che non ho, bazzico l’ambiente da troppo tempo… mi fido però del tuo giudizio e va anche bene così, il divertimento è un plus che offriamo ai lettori di SdV 🙂

  46. posto “di qua” una risposta a Luca di Bele Casel che ho dato “di la”, mi sembra interessante per questa discussione:

    Luca mi pare che nella bella discussione “di la” la questione sia stata superata e da tempo. Mi sembravi anche tu dell’idea di superarla con i fatti… O mi sono sbagliato?
    Black Mamba non ha MAI detto “il prosecco fa schifo”, anzi all’inizio si dice anche che fanno eccezione alcuni produttori…
    Ma davvero pensiamo che si faccia bene ad un territorio compromesso nei grandi numeri a fare mille distinguo ulteriori? Pensi che con la confusione di un mondo che intende il prosecco con lattine e veline, faccia il bene ai piccoli produttori che lavorano bene e che ci sono, ma sono come numeri veramente marginali.
    Boh, se vogliamo seriamente parlare del problema facciamolo ma senza retoriche e passi indietro… La polemica per la polemica ha smesso di interessarmi in terza elementare, da allora sono cresciuto parecchio (e non solo di peso ) e di tornare a giocare nel cortile mi interessa poco

    ciao A

  47. ha risposto a Alessandro Bocchetti: a questo punto io rispondo con questo.
    Alessandro….
    […] Non parliamo poi della banalizzazione del gusto su un profilo dolciastro-aromatico che nemmeno servito sottozero (scala Kelvin, mica Celsius, lo zero assoluto) riesce ad arginare la sensazione vischiosa sulla povera lingua esausta che vi prega di ingoiarvela per farla finita una volta per tutte[…]

    […]Ebbene, l’effervescenza del Prosecco non è assimilabile all’allegria, è un’effervescenza immotivata. Le bolle del Prosecco non sono sufficienti ad argomentare la ragione di tale effervescenza, come accade invece con altri spumanti e con lo Champagne in genere. E’ come se al secondo sorso, emergesse una bolla di angoscia che giaceva lì, in silenzio e ti ricordasse che non c’è alcuna ragione di festeggiare, quindi cosa festeggi a fare?[…]

    […] Forse la chiave di lettura, ancorchè paradossale, la fornisce proprio il Contarello: il Prosecco è un vino da zanzare e francamente fatico ad associare all’idea di zanzara qualcosa che non attenga al disturbo, al fastidio.[…]

    di cosa stiamo parlando?
    Mi chiedo a cosa servano queste fasi, a far polemica fine a se stessa, a cercare commenti e visite al vostro già visitatissimo blog? Ripeto per l’ennesima e ultima volta, nel mondo del vino (e quindi anche del prosecco) ci sono dei furfanti che badano solo ed esclusivamente al denaro e alla quantità, ma ce ne sono altrettante (anzi molti di più) che lavorano per fare dei vini emozionanti, personali e di qualità.
    Mi sarebbe piaciuto leggere, abbiamo assaggiato il vino X che a nostro parere fa schifo e l’Y che è risultato ottimo, in maniera professionale e corretta, spero che la degustazione che state organizzando abbia un seguito di questo tipo.
    Sono qui per intavolare una discussione costruttiva, voi però aiutatemi evitando polemica sterile
    Luca

  48. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: @ luca…
    “Penso a Nino Franco, a Bisol, a Bellenda, a Ruggeri e a pochi altri produttori che mi perdoneranno se non citati in questo rapido elenco” questa era la premessa, che la qualità anche dove è schiacciata…

    non faccio polemica, perchè sono d’accordo con te che sia sterile. Ma il pezzo parlava proprio di quelli che tu chiami “furfanti” che hanno spostato il percepito di un territorio. Possiamo anche far finta che non sia così ma lo è e lo sappiamo tutti… Il fatto che ci siano produttori che lavorano bene non cambia la questione, esattamente come il fatto che ci siano allevatori che fanno pollame straordinario non mi impedisce di preoccuparmi seriamente dello stato dell’allevamento avicolo nel nostro paese…
    Sai perchè non hai letto ho assaggiato questo prodotto… perchè non è il format di quella rubrica… Stai certo che dopo gli assaggi che stiamo pensando e in cui (se vorrai) ti coinvolgeremo per le scelte leggerai i pareri di SdV sui singoli prodotti.
    Cmq a mio modesto parere la questione è di percepito, l’immagine del prosecco è legata a uno stereotipo pop e di marketting, tu mi hai risposto che è una pubblicità privata… verissimo ma smettre di riprenderla sempre e cmq nella iconografia di un territorio, non sarebbe male… no?
    ciao A
    Ciao A

  49. …Quello che mi dispiace è che la questione principale, di ragionamento su un territorio e la sua immagine, il suo percepito venga completamente sorvolata. perchè (sempre per me) è veramente quello il problema di un territorio schiacciato dall’industria in cui le singole eccellenze faticano a spiccare, soffocate da un percepito assai differente. Luca mi chiedevi cosa fare? Intanto iniziare a non usare il medesimo messaggio di donne discinte con bicchieri fra i piedi potrebbe essere un possibilità 😉
    ciao A

  50. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel:
    “Ebbene, l’effervescenza del Prosecco non è assimilabile all’allegria, è un’effervescenza immotivata. Le bolle del Prosecco non sono sufficienti ad argomentare la ragione di tale effervescenza, come accade invece con altri spumanti e con lo Champagne in genere. E’ come se al secondo sorso, emergesse una bolla di angoscia che giaceva lì, in silenzio e ti ricordasse che non c’è alcuna ragione di festeggiare”
    Carlo Luca, io non appartengo per nulla al mondo del vino.
    Capisco a malapena cosa vuol dire acidità, ma spesso mi sbaglio.
    Ma bevo il vino e mi capita di fare due parole in leggerezza su quello che bevo.
    Mi piace, mi piaceva, questo blog, perchè c’era un parlare leggero, non drammatizzato. Divertito.
    non ti sembra che in un blog festoso, libero, non paludato, in un blog dove in altri intereventi si è rivendicata la necessità di trovare un modo di parlare non solo tecnico e analitico, dove anche le degustazioni sono illustrate con una certa disinvoltura proprio per aprire le porte a gente come me a leggere e dire la proppria , ripeto, non ti sembra, te lo chiedo sinceramente, a te, che vieni dalla terra di Zanzotto e Parise, che si possa, ogni tanto, anche parlando di vino, esporre punti di vista personalissimi e che come tali,per definizione, sono nello stesso tempo assoluti e totalmente parziali?
    Se un’immagine retorica deve diventare una discussione seriosa, sinceramente, forse, uno che beve e chiacchiera come me, qui, non ha posto.
    I veneti sono lavoratori, si sa, ma sono anche lievi, hanno alle loro spalle non solo la fatica di canali e vigne, ma anche l’ironia delle Baruffe Chiozzotte, l’ironia di Meneghello, i lazzi delle osterie. Non ti sembra che dobbiamo contribuire tutti a salvaguardare questo luogo di chiacchiere sospese tra importante e divertito? Non ti sembra che sia prezioso questa libertà?

  51. ha risposto a umberto: Umberto, è vero, io onestamente mi metto nei panni di chi non capisce molto di questo vino e legge queste parole…. c’è modo e modo di scherzare.
    C’è una linea sottile tra quella che si vuol far passare per battuta e quella che poi corrisponde alla realtà ,lo disse anche una gran giornalista, “ci vuole poco ad un giornalista a rovinare un nome, un’azienda… se quello che viene riportato non corrisponde totalmente alla verità. (M.Gabanelli)

  52. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: ha risposto a umberto: ha risposto a Alessandro Bocchetti: ha risposto a Vincenzo Pagano:

    ecc…

    Mi pareva che si stessero facendo discorsi costruttivi, come mai questo passo indietro?

    Io sono rimasta all’organizzazione di qualcosa di più interessante della polemica.

    Luca, cancella le parole che non ti sono piaciute, vieni a Roma e sono sicura che con Cristiana vi chiarirete faccia a faccia. Non la conosco di persona, ma se è come me l’immagino troverete di sicuro un punto di accordo. In fondo avete la stessa opinione di chi non sta facendo un bel servizio al mondo del prosecco.
    Se continuiamo a rileggere il passato non se ne esce, prima di vederci passiamo oltre dando un bel colpo di spugna.
    Ci sarà modo di chiarire tutto a tempo debito a Roma.

    🙂

    Per la cena propongo un posto a caso: L’Incannucciata!!
    :-9

  53. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: Caro Luca io capisco la sua fustrazione il sua sentimento è condivisibile. Tuttavia non deve confondere le apparenze e fare di tuta l’erba un fascio. Non facci anche lei l’errore di attribuire ai gionalisti colpe che non hanno. Il gionalista scrive, racconta e prende posizioni non rivela verità. Se volessimo racontare le cose come stanno potremmo farlo, seriamente, e a quel punto, forse, non beremmo più. Perchè se emergessero tutti e sottolineo tutti gli scheletri nell’armadio sarebbe un triste bere. Io condivido la posizione di Black Mamba, non solo perchè mia amica e persona che stimo ma anche e, sopratutto, perchè conosco lo spirito con cui “punzecchia” l’opinione. Lo scopo è quello di stimolare il confronato e contando gli interventi, soppesando i toni mi sembra di poter concludere che l’intento sia stato raggiunto. Nessuno qui intende sminuire il suo impegno e il sacrificio quotidiano che la porta a operare le scelte che deve fare. I suoi contributi sono veri e preziosi cerchi di non inacidirsi perchè sarebbe un peccato….
    Con Stima,
    Jovica

  54. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel:
    ecco, ti ringrazio, questo è il vero punto, il vero problema.
    Allora, se questo è un blog che può rovinare aziende, se le parole devono essere pensate con questa preoccupazione, questo è un luogo molto serio, molto delicato, e non avevo assolutamente capito questa gravità.
    Aggiungo che non è possibile, dalla nascita dell’uomo, coniugare le discussione libera delle idee con gli interessi materiali.
    E’ un matrimonio impossibile.
    O, di interesse.
    Se parlare di Prosecco, in un blog, vuol dire incidere nelle sorti di aziende e contadini, questo è un blog sotto scacco dal peso del fare.
    E chi scriverà mai più una cosa in modo sconsiderato, pensando a eventuali tragedie economiche?
    io no di certo.

  55. Scusate, amici, ma non è questa la mission del blog?
    (dal primo editoriale)
    “Tanti anni fa venni invitato con un caro amico grande gastronomo (Vincenzo Tassielli) ad un cenacolo di degustatori blasonati. Appena entrati ci chieseri “anche voi degustate?”, il mio amico tranciò una delle sue risposte famose “cumpà, noi per lo più se beve”. Ecco questa frase sarà la nostra bussola, il vino è qualcosa da bere, da godere. Attraverso questo semplice atto di libare passa l’impadronirsi di un territorio, del sole, delle rocce, della terra, di antiche tecniche di cantina, di modernissime scelte agronomiche, di una visione del mondo e della storia. Insomma passa la narrazione del vino: ma tutte queste cose sono secondarie, vengono dopo e come conseguenza di un approccio facile e godurioso.

  56. ha risposto a umberto: Se continuo a sottoscrivere ogni singola parola di quell’editoriLe di pochi mesi fa ?sembra un secolo!). Lo spirito serio e nemico di ogni seriosità del fare… Permettono una chiosa ma si può ancora usare questa parola, dopo Berlusconi?
    Caro Umberto il problema è confondere serio e serioso, prendersi sul serio e fare sul serio;-)
    Intanto aspetto ancora risposte alle mie questioni sul percepito
    Ciao A

  57. ha risposto a Alessandro Bocchetti:
    io, molto modestamente, per mancanza di titoli, ti posso dire che quando, una vita fa, si beveva Riggeri all’osteria all’anfora, a Padova, si diceva
    “si fa bere” che tradotto oggi sarebbe beverino, che per un Prosecco, fu una conquista storica. (si nuotava in oceani di bolle zuccherine che sosrgavano da valdobbiadine come fosse una regione termale…). Il percepito, dici.
    Io la penso così: il percepito non è mai vittima inerte di un equivoco.
    Per questo, io che rimango appeso al mio territorio ormai solo dell’anima, dico che Prosecco, come la tragedia biblica del Cartizze (ed ecco alzarsi un produttore di Cartizze ed ecco l’obbligo di un’altra degustazione per non fare di tutta un’erba un fascio) sostengo anche se avessi bevuto una bottiglia sublime , che il Prosecco è l’immagine precisa di come la mia terra abbia giocato il campionato del vorrei ma non posso. Di come l’anima, l’ontologia del Prosecco sia stata veicolata in quel modo che citi, perchè è il Prosecco che contiene in sè l’ambiguità della mia terra. E, lo stesso Luca lo sa benissimo, così è percepito perchè così è, dalle mie parti: un vino dal tratto ambiguo.Con un piede ormai anchilosato nella sua semplicità e un piede affondato nel suo voler essere altro. E, Alessandro, ti aggiungerò anche che non è un caso che sia proprio il Prosecco a sollevare una polemica, per nulla pretestuosa. Perchè è un vino che ci racconta alla perfezione quanto “il territorio” sia anche luogo dell’orrore, oltre che dell’intatto sublime. Prosecco e Cartizze, perchè andrebbero valutati sociologicamente insieme, sono vini che per un certo periodo hanno detto qualcosa, hanno raccontato, come dici tu. Prosecco e Cartizze, nella loro accezione percepita e dunque reale, hanno raccontato di Zanzotto che appassiva e di Renzo Rosso che fioriva.

  58. Mi dispiace molto contraddirla, ma non si può fare di tutta un’ erba un fascio. Esistono ottimi prosecchi come ottimi champagne, cosi’ come esistono delle spremute di limone tra i prosecchi ed anche tra gli champagne. Si ricordi che non è il nome da solo che fa grande una tipologia ed innalza la qualità.
    Resta il fatto che il prosecco ” va via come il pane ” ed insieme all’amarone e pochissimi altri, è una delle poche tipologie che non ha sentito crisi.

  59. ha risposto a umberto: Umbi, ci si può sempre fidare di te…hai centrato chirurgicamente quella che secondo me è La questione… Il problema è che per molti è ancora troppo difficile capire che attraverso il vino si narra una storia, la nostra storia… È quello che lo rende tanto interessante. Ma purtroppo viviamo in un mondo di specialisti. 😉
    Ciao A

  60. ha risposto a umberto: Come sempre Umberto hai centrato esattamente il punto. E dici bene, uno che beve e chiacchiera come te rischia di non trovare posto qui. Io davvero con i pezzi di Black Mamba cerco di essere sospesa fra l’importante e il divertito, ma mi sembra di essere incompresa. E sì che sono già entrata più volte per chiarire questa posizione. Non vorrei farmi cogliere dalla sindrome di calimero, ma credo sul serio che tu e pochi altri abbiate realmente capito lo spirito.

  61. ha risposto a daniela (senzapanna): Sono d’accordo con te Daniela, Luca forse non ha chiaro che è proprio un produttore come lui che dovrebbe preoccuparsi più di me dell’immagine del Prosecco e questo prescinde dalle vendite che grazie a Dio vanno a gonfie vele. Forse non riesco a spiegarmi, comunque io la degustazione la vorrei organizzare e con piacere vorrei che Luca fosse presente. L’incannucciata sarebbe un’ottima idea. ;-)))

  62. ha risposto a roberto gatti:
    Caro Roberto, ti dò una notizia ferale. Preparati, siediti, respira a fondo.
    Per discutere, sottolineo discutere,sopratutto in luoghi come questo, è sempre necessario generealizzare. E’ obbligatorio, in una certa misura, farlo.
    Perchè altrimenti non si discute, ma si parla per non irritare nessuno e così facendo, non si parla, si è solo rispettosi.
    Dall’arte all’emergia atomica., quando si discute, si generalizza, perchè generalizzare vuol dire, anche se ti sembrerà paradossale, andare al centro del problema e capire come la pensa l’altro.

  63. ha risposto a roberto gatti: Ma che senso ha, mi scusi? L’altra sera ho seguito un interessante programma televisivo, ciò non toglie che se dovessi esprimere un mio parere sulla televisione in generale direi che è immondizia!

  64. Io trovo anche sbilanciato il fatto che un produttore di Prosecco intervenga ferito per dire che lui si spacca la schiena e fa un vino buono. Grazie! Anche per me io sono un bell’uomo, ma mi basta fare due passi in strada per ammettere che forse qualcuno, soprattutto di sesso femminile, ahimè, non è dello stesso avviso. Poi scusate, ma se Black Mamba avesse conosciuto, citato e graziato vini del produttore intervenuto più volte, si sarebbe incazzato ugualmente? Sono scettico sinceramente, non credo nella buona fede. Parliamoci chiaro, qui stamo a rosicà. E andiamo!

  65. ha risposto a umberto: Senza dubbio, lei è veramente un genio, lucido intelligente e chiaro. Propongo di togliere la rubrica Black Mamba alla Lauro per affidarla a lei! Lo so, sono una serpe!
    ;-)))

  66. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: Allora ho ragione, stamo a rosicà!…Per intenderci, rosicare in romanesco equivale ad essere permalosi. Ma dai Luca, falla finita, ti hanno invitato a far provare i tuoi vini, ma perchè non accetti l’invito e la smetti di prenderti troppo sul serio?

  67. ha risposto a Cristiana Lauro:

    Grazie Cristiana, anche se io in teoria non avrei detto esattamente questo.
    Luca si preoccupa molto dell’immagine del prosecco, credimi, oserei dire anche troppo.
    🙂
    Ma va bene così, quindi siccome secondo me chi si pre-occupa fa due fatiche preferisco passare all’azione e consiglio Luca di fare la stessa cosa.

    Secondo me:
    Incannucciata perfetta per la cena, data da decidere, direi gennaio.

    Procediamo con i miei magnifici sondaggi??

    http://doodle.com/zpctndv23wwvhxcf

  68. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: Non c’è da chiedere scusa. C’è da venire alla giornata del Prosecco perché qui non si degusta, per lo più si beve 🙂

    E si mangia (invece di giornata del Prosecco, se escludiamo la Lauro, dovremmo parlare di Prochiatto).

    Quindi Daniela ti telefonerà fino a convincimento 🙂

    Incannucciata allora. Dinoooooooooo c’è da dimagrire con il Prosecco :-))) Un piatto è il risotto, mi raccomando!

  69. Cara Cristiana, mi rendo conto da quello che lei scrive che forse qualcosa abbiamo sbagliato nel nostro modo di comunicare. Parlo da produttrice, piccola dovrei dire microbo, nella zona del Conegliano Valdobbiadene DOCG, ovvero la zona che comprende l’alta collina trevigiana, da Valdobbiadene a ovest, proseguendo per Conegliano fino a Vittorio Veneto.
    Seguirò quanto da lei espresso per poter dire la mia: il Prosecco DOCG è uno dei vini più conosciuti all’estero, sì questo è vero e non solo nella Germania da lei citata, dove tra l’altro esistono i più ecclatanti casi di plagio, ma anche negli Stati Uniti e in Giappone. Il perché va trovato sicuramente nel rapporto qualità prezzo che nel tempo non ha subito grosse variazioni se non in un crescendo di specificità del prodotto.
    Proprio i nomi da lei citati hanno contribuito a una crescita del territorio e quindi della qualità favorendo la nascita di numerose piccole aziende agricole e portando al riconoscimento della DOCG. Mi chiedo come mai lei non parli mai di DOCG.
    il confezionamento in lattina da lei citato è opera di un’azienda tedesca e si è rivelato un vero e proprio fallimento commerciale se non lo sapesse.
    La banalizzazione del gusto di cui lei parla ha un che di generico che come tutte le generalizzazioni lascia il tempo che trova a meno che lei non citi produttore, prodotto e occasione di degustazione. Prosecco DOCG esiste nelle versioni Brut, Extra dry e Dry, dalla più asciutta alla più dolce in parole povere.
    Non ho compreso il discorso relativo al perlage: quando parla di bolla a cosa si riferisce? alla carbonica? cos’è che non le piace nel Prosecco (forse DOC o DOCG? Spumante o frizzante?) che lei ha assaggiato? si riferisce al Metodo Charmat o Metodo Classico? sa esistono anche degli esempi egregi di colleghi che producono Prosecco Metodo Classico che mi piacerebbe farle assaggiare.
    Non ho mai visto nessuno depresso da un bicchiere di Prosecco DOCG… però mi rendo conto che possa capitare se magari la compagnia non è delle migliori…
    Il suo amico Umberto forse potrà parlare delle usanze padovane, peraltro discutibili, ma francamente qui si beve anche di sera e senza zanzare, e questo grazie al fatto di essere a ridosso delle Prealpi, quelle che precedono le Dolomiti, che anche in una calda giornata estiva ci assicurano un piacevole brezza serale e un tasso di umidità probabilmente sconosciuto ad altre zone. Riguardo al fastidio vale il discorso della depressione e degli attacchi d’ansia che di solito colpiscono chi è privo di argomentazioni.
    In merito al finale buonista sono d’accordo con lei quando esorta gli italiani a scegliere bollicine italiane, esistendone oggi una grandissima varietà visto che da Bolzano alla Sicilia ormai tutti hanno una bolla in cantina. Dissento ovviamente quando lei lo fa come alternativa al Prosecco, d’altronde sa anch’io tengo famiglia come lei a quanto leggo.
    Per concludere mi pare che sia caduta nell’errore oggi comune a molti di leggere nel successo del Prosecco qualcosa di negativo e frenante per il resto della produzione vitivinicola italiana. Mi sembra di sentire i discorsi di certi albergatori che privi di argomentazioni e idee invece di chiedersi il perché dei loro insuccessi, facendo piuttosto un’analisi della loro offerta, preferiscono incolpare il vicino agriturismo o bed and breakfast che sia.
    Io piuttosto mi chiederei: perché oggi altri spumanti rincorrono gusti morbidi e dolciastri che non sono loro propri per la zona, per la terra da cui provengono? Mi ricordo di Franciacorta asciutti e piacevolissimi di tanti anni fa che oggi invece sono sovradosati, perdendo in questo modo di personalità e allontanandosi inevitabilmente dal loro terroir. Anche in questo ambito però esistono eccellenze che sono rimaste fedeli al loro essere in origine. Chi è senza peccato…
    Il Prosecco DOCG in tanti anni ha mantenuto una sua caratteristica e riconoscibilità precisa che lo lega strettamente al territorio collinare di provenienza e all’interno del quale a sua volta si sono distinte zone per diversità di terreni. Non pretendo che le piaccia il Prosecco ma denigrare un prodotto solo per gusto (o disgusto) personale mi sembra francamente troppo. Certamente esistono esempi negativi ma è normale che chi sta in cima spesso sia copiato e a volte con risultati discutibili!
    Se vorrà sarò felice di accompagnarla in una visita del territorio e in una degustazione che non riguarda solo la mia piccola produzione ma anche la produzione di tanti altri bravi colleghi che io stimo e senza il lavoro dei quali (di comunicazione e marketing italiano e estero e produzione di qualità) oggi il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG non avrebbe il successo che ha. Si accorgerà di come esistano molte realtà, piccole e grandi che siano, che nonostante questo successo continuano a studiare, a sperimentare, alla ricerca di un prodotto che possa dare ancora qualcosa in più in termini di qualità e personalità.
    Vogliamo smettere il deleterio costume italiano di darci la zappa sui piedi? ha mai sentito i francesi parlar male dei loro vini? eppure le ciofeche esistono anche lì come altrove.
    L’aspetto a casa mia quando vuole, siamo polentoni ma il senso dell’ospitalità è piuttosto marcato da queste parti, mi creda.

  70. ma voi non vivete? Ho finito i pop corn, sono uscito per i regali di natale (oh, la settimana prossima è natale…) e vi ritrovo ancora tutti qui a discutere, siete oltre i cento commenti. Roba da Pazzi, almeno sull’altro blog ogni tanto si riposano!

  71. ha risposto a Cinzia Canzian: Cinzia, qui siamo più terroni ma la pregheremo di imbarcarsi alla volta di Roma per la Giornata del Prosecco che stiamo organizzando. Ovviamente con un (bel) po’ del suo prezioso liquido 🙂

    Risotto e poi polenta visto che è stata richiamata. Va bene con il Prosecco?

  72. ha risposto a Cinzia Canzian: Gentile Cinzia, la ringrazio per il suo lungo e dettagliato intervento. Purtroppo quello che lei chiede esula dallo spirito della rubrica che non si chiamerebbe Black Mamba ma in un’altra maniera. Mi spiace non poterla accontentare ma è proprio nello spirito che non avete centrato. Black Mamba taglia con l’accetta, non lima. Spero di poter inserire i suoi vini nella nostra degustazione, sono certa che ne uscirà un pezzo molto interessante. Cordialmente. Cristiana Lauro

  73. Mi piacerebbe leggere del Gragnano a questo punto! Non è che la signora Black Mamba Lauro si può affacciare al sud. Avete parlato di Prosecco e di Sangiovese. Vogliamo la spada al mezzogiorno!

    Complimenti al signor Umberto. Scrive benissimo!!!

  74. ha risposto a roberto gatti:
    Eh no, questa non te la faccio passare. Questa è blasfema.
    Allora io ti manderò gli incassi giornalieri di tutte le commedie natalizie degli ultimi quindici anni, per rimanere nel mio campo.
    E a quel punto sarà chiaro di cosa stiamo parlando, finalmente.
    Sarà, l’avvento, caro Roberto. Perchè il tuo è il lapsus decisivo.
    I numeri, dici. Tira, dici.
    Per la proprietà transitiva il Prosecco sta ai bevitori come i Natali nel mondo stanno ai bevitori.
    E questo, al netto che ci si fa un culo così a fare anche i cinepattoni.
    Ma cinepattoni restano.
    O Aristotele era mona?

  75. Ho una pessima notizia da darvi, cari redattori del fantastico blog.
    Inoltro come appena ricevuto.

    “Carissimo Umberto, ti ricordi di me, sono Francesco Roverato, eravamo in terza D al Tito Livio. Sicuramente, dalla tua bella vita romana, non saprai che cosa faccio. Ho una piccolissima azienda alla base del Monte Rua, dove andavamo il sabato a baciare le ragazze, che produce Cartizze docg e rapidamente al dunque. Un mio collega, che frequenta la rete, mentre io per principio evito di farlo, mi ha riassunto la disussione nel blog Scatti di vino e mi ha riferito che tu hai citato il Cartizze in modo generico e sinceramente fastidioso.
    Poichè mi ha riferito che a seguito di una disussione altrettanto generica sul Prosecco, è in programma una degustazione appunto di Prosecco, ti chiedo, a nome di tutti i piccoli produttori di Cartizze che in silenzio senza clamore contribuiscono a esportare un’immagine positiva del paese(tiricordo che il Cartizze fa furori sui mercati euroasiatici) di organizzare una degustazione di Cartizze affinchè non si creino luoghi comuni di bassa lega.
    Mi spiace che la nostra vecchia amicizia padana, sebbene non rinsaldata nel tempo, non ti abbia messo al riparo da questo pensiero così banale riguardo al nostro Cartizze. In attesa di riscontri, invia i miei saluti dolceamari ai redattori di Scatti di vino. Tuo, spero ancora amico, Francesco.”

    E ora che si fa?

  76. ha risposto a umberto: Umbè (permettimi l’affettuosita), faremo anche la Giornata del Cartizze (smezzarla con il Prosecco potrebbe creare confusioni!). Ovviamente dovrai scrivere una cosa sul Cartizze molto più dettagliata. Mica te la puoi cavare con le zanzare per il Prosecco e con la tragedia biblica per il Cartizze!!!

  77. ha risposto a Cinzia Canzian: Cinzia buonasera e benvenuta su SdV, fa molto piacere conoscere aziende di qualità in una zona molto famosa e mi associo all’invito di Vincenzo per la giornata del Prosecco.

    però una cosa la vorrei dire: le due docg di Conegliano-Valdobbiadene e Asolo sono nate con la vendemmia 2009, le bottiglie hanno debuttato all’ultimo Vinitaly quindi è ancora presto per considerarle adulte anche se hanno tutte le potenzialità per crescere bene,
    approfitto della citazione della lattina per riscordare una trasmissione radio del Gastronauta in cui si lamentò questo colpo davvero pesante alla qualità della zona però nessun produttore aggredì Davide Paolini (e per fortuna i nuovi disciplinari escludono ogni contenitore che non sia di vetro)

    per dire che descrivere anche i limiti di un vino (con nome e cognome o più in generale) non va confuso col parlar male; ma avete mai assaggiato un Prosecco a un banchetto di nozze? è quasi sempre (ma non c’è un sondaggio???) di pessima qualità! e le bottiglie arrivano dalla provincia di Treviso (e ora anche dalle altre 8)
    di chi è la colpa? di chi dice “non mi piace/non p buono” o di chi lo mette in commercio e di chi lo compra (in ordine decrescente)???
    spero di conoscerti presto, a Roma o in occasione della prossima visita in zona di produzione
    ciao pt

  78. ha risposto a umberto: Aristotele mona è la cosa più divertente di tutta questa pagina! Umberto sei un genio e W la proprietà transitiva 🙂

    @ Black Mamba: dai, un giretto al sud si potrebbe anche fare…
    mi sono venute un paio di idee per l’anno nuovo ma te le scriverò a parte per non rovinare la sorpresa! ciao pt

  79. la colpa? ma quanto lo volete pagare un Prosecco DOCG? 2 euro? ma quante volte ristoratori, baristi spacciano per Prosecco una cosa che non lo è e la vendono anche a 5 euro al calice? non basta forse questo per capire quanta schifezza viene versata nei calici? e a sostenere economicamente questa gentaglia sono proprio quegli enotecari, non parlo di te caro Paolo, quei baristi, quei ristoratori che invece di assaggiare discutono solo di prezzo. non sono miei clienti anche se tengo famiglia.

  80. ho sempre apprezzato lo spirito di chi lima e non liscia, mi piace di più quando questo viene accompagnato da argomentazioni serie di cui francamente non trovo traccia nel suo articolo. l’intento comunque è riuscito. Ci sono diversi modi di comunicare, le cose urlate da che mondo è mondo sono sempre le più deboli.

  81. Black mamba che? Il mamba uccide, tu solletichi la mia voglia di polemica. L’unica cosa da fare?Aprire una bottiglia e scordare l’esistenza dell’inutile qual tu sei!
    Solo per completare il post precedente.
    Umberto Cosmo,
    Bellenda (tanto per chiarire chi sono)

  82. Il mio intervento 133 lungo e articolato non aveva nulla di insultante o scorretto. Ho scritto di ignoranza, che, in italiano, significa non conoscenza. Se questo è insultare, vada a lavorare con il potere.

  83. ha risposto a Umberto Cosmo: Assolutamente, siamo contro i regimi. Può essere cortese da mandare la sua mail a info[at]scattidigusto.it

    E’ così cortese da ricostruire tutto in un solo commento così elimino queste battute smozzicate a favore della comprensione di tutti?

    Grazie mille

  84. ha risposto a Cinzia Canzian: Gentile Cinzia, guardi che si sbaglia, io non ho urlato. Peraltro siamo vicini al Natale e non sa quanto mi piacerebbe essere ecumenica, ma la rubrica Black Mamba, nasce per esprimere la mia personale opinione e la mia personale opinione è che il Prosecco non mi piace. Posso dire che non mi piace? Oppure no, mi dica lei. Ribadisco e spero sia l’ultima volta, ma se non fosse sufficiente lo rifarò nei prossimi giorni, che, non avendo assaggiato l’intera produzione( e sì che bevo parecchio, ma anche qualcuno di voi alza il gomito, a giudicare dagli interventi che sto leggendo) non ho assolutamente alcuna chiusura nei confronti di vini nuovi che possano farmi cambiare opinione. Vi stiamo invitando a una giornata di degustazione di Prosecco a Roma e voi, invece di considerare questa ipotesi come un’opportunità, vi agitate nervosi argomentando con la richiesta di dati tecnici che non sarebbero in linea con la mia rubrica. La invito peraltro, visto che è una nostra lettrice, a seguire altri spazi dove certamente troverà gli approfondimenti che cerca, a firma della nostra redazione, della quale io faccio parte, ma in veste diversa, in qualità di degustatrice. Presto, faremo certamente un servizio sul Prosecco, ci faccia sapere se vuole partecipare, sarà la benvenuta. Chiarisco che noi i vini li compriamo, non ce li facciamo ragalare dai produttori, ancora ce lo possiamo permettere. Cordiali saluti. Cristiana Lauro

  85. ha risposto a umberto: Umberto, circa la degustazione di Cartizze direi che prendiamo tempo…;-))) siamo pieni per ora. D’altra parte il tuo compagno di scuola non lo vedi da anni, anno più anno meno…

  86. Certamente lei può esprimere la sua opinione come io esprimo la mia però secondo alcune regole che accomunano i siti o blog che siano di un certo valore. Se si scrive una recensione negativa si fanno nomi e cognomi. Lei non ha mai accennato al fatto di non aver assaggiato tutto e magari alla possibilità remota che esista anche qualcosa di buono, si è limitata a fare di un’erba un fascio. Perché non racconta ai lettori quale Prosecco, e di quale produttore, ha realmente bevuto? non facendolo mi permetta di pensare che il suo articolo sia semplicemente uno dei tanti articoletti di bassa leva scritti per suscitare ilarità e creare scompiglio. Se su Tripadvisor esce una recensione negativa chi la scrive deve essere in grado di dare tutti i dati in proposito, dal nome dell’albergo o ristorante, al giorno in cui vi ha soggiornato o pranzato o cenato. Diversamente diventa passibile di citazione. Come già le avevo scritto nel mio primo intervento le rinnovo il mio invito a visitare la nostra zona. Potrà acquisire maggiori informazioni che le permetteranno di consigliare i suoi lettori in maniera più approfondita. Non sono abituata a tirarmi indietro nei contraddittori e soprattutto dimostro il mio valore con i fatti per cui sarò ben felice di farvi assaggiare i nostri prodotti, così come, ne sono certa, altri miei colleghi.

  87. ha risposto a Cinzia Canzian: E allora vada su tripadvisor sicuramente un esempio di serietà, dove da albergatore le posso dire che ci sono giudizi molto più trancianti di questi…
    Trovo veramente inquietante il taglio delle ultime risposte. In dieci anni di degustazioni professionali per le principali pubblicazioni (anche se gli articoli di Black Mamba non vogliono dichiaratamente essere questo), non ho mai assistito a reazioni tanto inconsulte.
    E ora vado a lavorare, perché sia chiaro: lo facciamo tutti e non c’è nulla di eroico è la condizione naturale dal peccato originale in poi 🙂
    Ciao A

  88. ha risposto a Cinzia Canzian: Guardi Cinzia che qui abbiamo tutti nome e cognome. Questo articolo è firmato con nome e cognome come tutti gli altri di questo sito. Abbiamo anche specificato che faremo una sessione di degustazione con una giornata dedicata al Prosecco alla quale spero vorrà partecipare di persona per sincerarsi della metodologia adottata.

    Ricordo ancora una volta che il marchio e la cifra di Black Mamba è il tagliare con l’accetta e non il limare con lo strumento per le unghie. Per quello c’è la rubrica dedicata agli assaggi con tanto di tabelle di confronto dei punteggi assegnati dalle guide del settore.

    Ne avete esempi a questi due indirizzi

    http://www.scattidigusto.it/2010/12/07/pecorino-d-abruzzo-cataldi-madonna-vince-e-convince/

    http://www.scattidigusto.it/2010/11/04/black-mamba-novello-berne-1-evitarne-100/

  89. ha risposto a Cristiana Lauro: Riprendiamo le fila stamane, tanto per chiudere questa sterile polemica. D’accordo, ieri sera me la sono presa forse più del dovuto. Ma vi assicuro che mi sono sentito offeso prima come produttore, poi come parte del gruppo di produttori che cerca di fare un buon lavoro per promuovere la nostra CONEGLIANO VALDOBBIADENE.
    Veder mescolare con tanta disinvoltura DOC e DOCG, produttori seri e meno seri, non è a mio avviso fare buon giornalismo o comunicazione. Scriveredi sensazione vischiosa, assenza di perlage senza operare i necessari distinguo, ci mette tutti in una posizione da banditi dell’alimentare.
    Riesumare poi la Paris Hilton della lattina è operazione scorretta, in quanto tale produzione, grazie al cielo, non è più permessa da un paio d’anni,e per la verità mai è stata ammessa in Italia, visto che la produzione veniva effettuata in Austria.
    Perché piuttosto non cominciamo a scrivere, con nomi e cognomi, di quanto di male si fa al vino italiano da parte di alcuni imbottigliatori senza scrupoli? Guardi che questo succede al prosecco come ad altri vini. Oggi più al prosecco perchè si porta una dote di vendibilità e quindi di valore aggiunto superiore ad altri vini.
    Se desidera qualche informazione di prima mano sono a disposizione, come ha capito non sono uno che nasconde la mano, mifirmo con nome e cognome, con tutti i problemi che questo potrebbe comportarmi e mi comporta a volte.
    Io posso comprendere che a una persona non piaccia una tipologia di vino, anch’io ho i miei favoriti, ma non per questo è bello denigrare l’intera categoria mescolando cani e porci.
    Effettivamente ci sono delle cose che si spacciano per prosecco, magari lo sono anche (sulla carta). Basterebbe che la filiera non li comprasse. Ma se alcuni clienti chiedono dei prezzi che sono istigazioni a delinquere, qulache delinquente si fa avanti. Leggo in un post di Paolo Trimani (ciao Paolo!) che è difficile trovare un buon prosecco a un matrimonio. Ma finché ci sono ristoratori e catering senza scrupoli che affermano che i loro consumatori “non capiscono niente e bevono lo stesso”, qualcuno senza scrupoli lo trovano. E badi che non stiamo parlando di differenze abissali di prezzo in valore assoluto dato che ti chiedono di fare una schifezza a due euro quando con uno o due euro in più troverebbero cose più che buone.
    Mi piacerebbe poter parlare con tutti voi, assieme ad amici produttori con i quali affronto quasi quotidianamente questi argomenti. Non siamo tutti banditi, per fortuna.

  90. Ce l’hhanno fatta, con la precisione asburgica che ha fatto detestare la sua Austria a Bernhard, ce l’hanno fatta.
    Una post precisino qui, una chiosa lì, un venga ad assaggiare il mio nettare qui, sette non facciamo di tutta l’erba un fascio, bisogna ammetterlo: sono riusciti, i solerti onesti miei compatrioti, a rovesciare camionate di noia, invece che camionate di sentori.. come li chiamate voi dell’ambiente.
    Cara sig Cinzia, ma come glielo devo dire, con le lacrime agli occhi, con un filo di voce che va a morire, come glielo devo dire che qui non si lavora? Qui nessuno vuole lavorare! Qui cerchiamo di dimenticarci della fatica del nostro lavoro? Anche coloro i quali lavorano nel vino QUI, non lavorano. E lei deve cercare di difendere con la stessa perizia chirurgica con la quale difende la sua azienda, anche il diritto a non annoiarsi. Che le assicuro, è un diritto di eguale importanza, nelle società liberali che aspirano alla felicità, come sta proprio scritto nella costitutzione americana, paese che lei certamente ammirerà.

  91. ha risposto a roberto gatti: Caro Roberto, se le dicessero, anzi se scrivessero che tutti i giornalisti sono solo dei pennivendoli e i degustatori tutti pagati, come la prenderebbe? Ammetto di non essere stato molto elegante, tutt’altro, so ammettere i miei sbagli: non sono mai stato un “comunicatore”. Però mi sono sentito offeso e ho risposto, forse male. Lei risponderebbe meglio se qualcuno la offendesse mettendola in un fascio, tutto qui. Mi prendo il cartellino rosso e la squalifica per due turni di blog. Cordialità e auguri

  92. ha risposto a umberto: Grazie per Zanzotto che amo molto. Un modo elegante per darmi del becero veneto? Lo accolgo con leggerezza e umorismo. Tutti noi abbiamo molte facce e molte anime e a volte il ruggente spirto guerrier emerge e agisce senza nulla risparmiare. Poi si cheta. Chissà fino a quando! Buona giornata.

  93. Ringrazio Umberto Cosmo per aver prestato attenzione a scattidigusto e aver ripreso il filo del ragionamento. Prendiamo come impegno la promessa fatta a telefono della sua partecipazione alla Giornata del Prosecco a Roma. 🙂

  94. ha risposto a roberto gatti:
    Caro Roberto, il mio amico produttore di Cartizze, ha utilizzato, magari in modo poco elegante, quello che in giurisprudenza accade quando una sentenza “fa” giusrisprudenza.
    La catena causale che ha portato alla degustazione del Prosecco, in seguito alla cortese protesta di un produttore, a mio modesto avviso, guasta irrimediabilmente la libera espressione delle idee, confondendola con una forzosa prassi della confutazione.
    Questo legittima in futuro qualsiasi produttore che non si sente valorizzato a chiedere la sua possibilità.
    Questo corto circuito tra disucussione delle idee e circuito commerciale, a mio modestissimo avviso, è un errore formale molto grave. Perchè, per forza di cose, inibirà la prosa, ingessandola in quella dei mattinali delle questure, con un decadimento, come sempre accade in queso paese dannato, del libero e disordinato ragionare di amori e odi, di passioni e delusioni.
    Con il risultato, a mio avviso tristissimo, che il fare vino, invece che portare qui pensiero su ciò che si fa, porta il linguaggio indignato della parte lesa.
    La parte lesa, o la parte che si percepisce lesa, acquisisce così, involontariamente, un potere di interdizione assai squilibrato.
    In un bloc di cinephile, se ad un articolo polemico sul cinema italiano, un regista dicesse vi invito alla proiezione del mio film, quelli risponderebbero, giustamente, senza alcuna reticenza, ma chi se ne frega del tuo film: qui, noi, parliamo di idee, non siamo in un’aula di tribunale dove dobbiamo portare le prove.
    Aggiungo, e sottolineo, anche se l’ho già fatto, che idee e interessi commerciali sono entrambi ambiti sacri e puri, quando si esprimono ciascuno nel suo ambito.

  95. ha risposto a umberto: Umberto hai perfettamente ragione. Diciamo che facciamo una deroga per creare una giornata di divertimento e accogliamo la tua “raccomandazione” sul Cartizze.

    Io sarò sempre per la pace davanti a un piatto di carbonara che per la guerra a colpi di commento su un sito 🙂

  96. ha risposto a Vincenzo Pagano:
    Tranquillo:
    io ho detto al mio amico produttore:”caro Francesco, secondo te, mi dite voi produttori indignati cosa devo bere? O bevo qual cazzo che voglio e dico quello che voglio? Come tu puoi sctiverei che tutti i film italiani degli ultimi vent’anni ti fanno letteralmente cagare, senza che per questyo ti mandi una letterina da cineasta indignato e preoccupato degli incasi del proprio film. Con amicizia schietta, Umberto”

  97. ha risposto a umberto: Hai fatto bene a chiarire l’autenticità, la cifra schietta della tua amicizia, perchè non mi era chiaro…Ah!ah!!! Rido Umberto, la tua sagacia, la levatura e lo stile dei tuoi scritti incantano.

  98. (non parente di alessandro D.)
    Cristiana , pare esplosa una bomba;
    confermo che l’alternativa non è così lontana,
    ma se si parla di prezzo e di qualità offerta…..
    quell’alternativa si chiama Cava e risiede in espana;
    buone feste, ale

  99. Ho riletto con cura i vostri commenti di ieri sera. Avevate alzato il gomito? Per dirla schietta secondo lo stile di Umberto, qualcuno era ubriaco fradicio. Non è un giudizio, solo una considerazione, ma vedo che oggi la polemica si è riportata sui binari. E mi sembra vada meglio così, lo dico da lettore, che vi segue con interesse e divertimento.

  100. ha risposto a Cinzia Canzian: Mi sembra che le acque si siano calmate, proverò ad agitarle di nuovo. Abbraccio la tesi di Black Mamba, non me ne abbiano i produttori che hanno partecipato alla discussione, pechè e parlo da operatore, spero attento e preparato, vivo il proseco come qualcosa di confuso difficile da spiegare e da interpretare. Mancano delle linee guida canoniche che possano creare una sentiero che accomuni i produttori. Non mi riferisco al disciplinare perchè non vorrei ridere. Possiamo parlare di territorio per il prosecco, certo, possiamo parlare di tecnica, certo possiamo palare di stili, certo. Possiamo dire che esistono dei produttori che interpretano il prosecco in modo straordinario certo. Posso esser libero di dire ch se devo spendere 20 euro per bere un prosecco strarordinario preferisco destinare i miei quattrini in una spesa che possa emozionarmi di più. Penso di poterlo fare.
    Percepisco il Prosecco come qualcosa di vago e confuso, tipicamente docino e spesso troppo evanescente.

  101. Mi è capitato di leggere questo post e ho dovuto iscrivermi per innato senso del dovere.
    Dovere che è quello di non lasciare che certi articoli diano la sensazione di affermare qualcosa di vero.
    Se uno vuole affermare che non ama il prosecco può benissimo farlo ma giustificare questo sentimento con delle cazzate mi pare un’operazione meschina.
    Questo modus operandi mi fa venire in mente le maldicenze che fuoriescono dalle ragazze bruttine dopo che
    il figo della scuola ha scelto le loro rivali.
    Il Prosecco buono esiste, la ciofeca pure, basta saper scegliere ed essere disposti a pagare il giusto prezzo.
    Il Prosecco inebria la mente, è leggero, limpido, fresco, profumato, fruttato, soave, gradevole. Io lo preferisco secco. Il Franciacorta anche è un ottimo spumante molte volte, c’è il momento per l’uno e per l’altro.

  102. ha risposto a alessandro dondi: Posso dirti una cosa in confidenza? Ma sei impazzito???? O hai solo un coraggio da leoni??? Mi hanno crocifissa, lapidata, sono diventata il Salman Rushdie di Trastevere, mi guardo le spalle quando esco di casa e tu, con il candore di una giovinetta inviolata osi scrivere che l’alternativa sono i Cava spagnoli? Diventerai Belzebù su tutti i blog, soprattutto su Intravino, sempre se la smettono di passare le giornate a leggere noi. Guarda che ci sono persone strane, gente che non scherza, sarai costretto ad eleggere domicilio presso il tuo avvocato che dovrà essere di grido, deve aver salvato Andreotti dalle accuse pesanti di collusioni mafiose, devi cercare un luogo, un’isola deserta dove rifarti una vita, come sto facendo io….Ho l’atlante in mano da due giorni, google map, il meteo per essere sicura di non fuggire dalle ire dei lettori per infilarmi in qualche altro guaio, uragano, terremoto, incessanti diluvi monsonici. Insomma Alessandro, per dirla col poeta, mo’ sò affari tua! In alto i calici, amico mio! …P.S Grazie per avermi chiarito il dubbio se tu e Alessandro D foste la stessa persona.

  103. ha risposto a jovica todorovic (teo):
    Che bello, quando un esperto e un appassionato, trovano una lingua comune…
    Dice Teo
    “vivo il proseco come qualcosa di confuso difficile da spiegare e da interpretare”

    Io dicevo “… perchè è il Prosecco che contiene in sè l’ambiguità della mia terra.

    Guardate che interessante, Teo arriva al concetto di indefinitezza attraverso una disciplina rigorosa, io ci arrivo senza alcun rigore e senza alcuna disciplina codificata.

    Bello.

  104. ha risposto a jovica todorovic (teo): Infatti Teo, quello che non riesco a far capire a tutti, a parte qualcuno come te che ha le idee già chiare è che il problema è di percepito e questo per me è un problema, un argomento di discussione, ma per i produttori che vogliono smarcarsi da questa generalizzazione, diventa un vero e proprio guaio. Che sciocchezza è chiedermi se ho assaggiato tutti i prosecchi? Ma perchè qualcuno di voi ha mai assaggiato tutti i vini di Bordeaux? Io quasi tutti…li ho bevuti…Ah! Ah!!!! Insomma Teo, la percezione del Prosecco è quella che ho descritto io, e non metto in dubbio che in mezzo ci siano alcuni prodotti interessanti, ma sono pochi e dice bene Trimani quando menziona i banchetti di nozze, perchè ahimè (ahivoi!) il Prosecco è percepito come un vino da banchetti di nozze, quindi qualcosa nella comunicazione non va, se parliamo di qualità percepita e non intrinseca. Come ho scritto nel post, apprezzo il lavoro di Nino Franco e di Bellenda, insieme ad altri, che faticano come bestie per sgomitare in un mare di bevande. La verità è che sono sorpresa, quando ho scritto il post, prevedevo il favore di alcuni produttori, invece mi hanno coperta di insulti personali, cosa che io mi sono ben guardata di fare, non avendo alcuna motivazione per metterla sul piano personale. Sai una cosa Teo? Se fossi un produttore di Prosecco, come quelli che sono leggittimamente intervenuti qui, sarei incazzato quanto noi, ma starei su questa barca, non prenderei le difese di chi ha operato questo tipo di comunicazione. Ha fatto vendere milioni di casse di vino è vero, però o l’una o l’altra…Milioni di casse e vino buono faticano a convincermi, un ossimoro direi…E vorrei dirlo senza ricevere minacce perchè in altri tempi avrei inviato i miei padrini a dirimere la vicenda, oggi chi mando Carmela e Bettina? P.S Sono i miei cagnolini, due pinscher nani che insieme non fanno il peso di un barboncino…temerarie come Don Abbondio…Mammolette, ballerine di fila…Baci!

  105. temo black mamba (una paura fottuta, come indiana jones) ma adoro la lauro e come scrive, mi piace da pazzi il prosecco (“ragazzo” semplice!) ma NON l’indignazione di umberto cosmo… come si fa?

  106. ha risposto a Luigi: Quelle che tu definisci “cazzate”, con una sgradevole, plebea locuzione, per me e per altri sono sacrosante verità. Ma ognuno ha il diritto di esprimere la sua opinione, con lo stile che più gli si conviene. A me non piace il Nero D’Avola, però ho partecipato a una verticale di Sàgana di Cusumano qualche tempo fa e l’ho trovato fantastico. Tutt’ora però, alla domanda: ti piace il Nero d’Avola rispondo NO! Perchè in genere a me il Nero d’avola non piace, ne scriverei male se avessi una rubrica, poi lo so che il Nero d’avola di Pachino è diverso dal nero d’Avola di Ficuzza, ma non sto a menare il torrone con l’ossessione per il dettaglio in una cornice dove la minuzia non è richiesta, non è centrale al discorso. Fuori dalla rubrica Black Mamba, ci possiamo divertire (o annoiare a morte) con la tecnica, i territori, i minimi particolari e la retorica di chi si spacca la schiena in vigna. A noi la scelta, lo spazio c’è.

  107. ha risposto a mdc: Benvenuto fra noi mdc! Vedi, si può dire mi piace il Prosecco e complimentarsi nel contempo con una bella signora…Costa poco e scuce un sorriso. Ah!AH!!! Grazie mdc!

  108. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: certo che la organizziamo… nun vedo l’ora! Allora la penso così: una tecnica da Trimani wine Bar con la nostra commissione di assaggio di SdV, aperta a chi vuole intervenire. doppio fly coperto e scoperto… poi a seguire festa da Dino a L’incannucciata (che si è reso disponibile9 con ampia libagione ludica e mangereccia, perchè che diamine… ogni tanto bisogna spassarsela 🙂
    Chiunque sia interessato mail a info(at)scattidigusto.it sono ben accetti suggerimenti
    Ciao A

  109. Accidenti, lascio il computer per due giorni e guarda che casino ritrovo. Tutto questo per il Prosecco? Black Mamba, ricomincia a parlare di vini seri, di Pergole dell’Hilton, di Dom Perignon, di Peck, di Crotali che è meglio. Consiglio da ammiratore amico.

  110. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Finalmente! Seguiamo i suggerimenti di Luca e le indicazioni tue sulla doppia gestione coperta e scoperta. Sono invitati anche i produttori! Grazie agli amici dell’Incannucciata! Gentili e disponibili come sempre…Sai Alessandro che l’altra volta prima della Genovese stavo per fare un frontale mortale? Pensa che bello, non avrei scritto il post sul Prosecco, avrei evitato questa canizza e avrei assicurato a Tomacelli un Natale sereno…

  111. Buonasera a tutti, leggo da alcuni giorni la vostra simpatica discussione che a tratti mi ha molto divertito. Io ho l’impressione che qualcuno stia cercando di difendere una posizione indifendibile. Evidentemente indifendibile e portando argomenti che non aggiungono nulla se non il fatto scontato che per parlare di un vino bisogna comprendere il territorio e tutte queste belle storielle che mi fanno sbadigliare ogni volta che mi siedo a una degustazione guidata da un produttore o da un sommelier o peggio ancora da entrambi. Il linguaggio del vino ha stancato e la ricerca della serietà sempre, ovunque anche. L’articolo è divertente ed è stato scritto, almeno così l’ho percepito, con grande ironia a sostegno di una tesi che l’autrice ha il diritto di difendere, così come si è resa disponibile al confronto e lo ha fatto civilmente, in modo urbano, a differenza di qualcun altro. Chi ascolta e conosce bene la musica classica, spesso è in grado di parlare anche di musica leggera. Quasi sempre non la apprezza, ma non ne parlerebbe mai criticando la banalità di un accordo di DO maggiore, sarebbe superfluo entrare nel particolare specialistico perchè il problema non è tecnico. E non è il gergo tecnico che risolve la questione. Spero di essermi spiegato, non sono abituato a scrivere in rete.

  112. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: Dovremmo disporre l’accompagnamento coattivo davanti al tribunale :-))

    Luca, dopo tutta la baraonda che hai combinato tra cielo, terra e mare se manchi ti meniamo!

    @Andrea. Attento che Black Mamba è velenosa come un cobra e un crotalo messi insieme 🙂

    @ Cristiana Faremo un film: “La stagione dei cetrioli volanti” con e di Black Mamba. Puoi scegliere lo sceneggiatore :-))))

  113. ha risposto a Umberto Cosmo:

    Caro Umberto,
    non ho il tempo e nemmeno la voglia di leggere tutti i vari post, ci sarebbe da stare incolati alla tastiera una giornata intera. Io ho capito ( in generale , non dai suoi interventi ) che :
    il prosecco non piace a tutti, non c’è niente di scandaloso, diverso invece è dire che tutto il prosecco non è buono. Personalmente NON sono amante del lambrusco e del prosecco, però ci sono dei produttori che lavorano molto bene e quando mi capita li bevo volentieri. E’ chiaro che me li risparmio per la stagione calda, mentre in queste giornate cosi’ fredde ci dirottiamo su Amarone, Brunello, Primitivo ecc. vini da 14 ed oltre che d’estate difficilmente riusciresti a degustare o a bere a tavola.
    Tanto per non fare nomi, ma solo i cognomi, qualche produttore che mi è rimasto nella memoria ( tralascio Luca ma il suo è un buon prosecco ) :
    Marsuret
    Pederiva
    La Tordera
    Col Vetoraz
    Malibran
    ecc.
    Tutti prodotti ottimi dall’altrettanto ottimo rapporto Q/P
    Auguri ancora

    P.S. ) Conosco la Vs azienda di nome ma non di fatto…sorry

  114. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Be’ anche tu mi chiami Gianluca mentre il mio nome è Gianluigi ;-))
    E’ un problema il linguaggio del vino, non se ne può più, davvero, Umberto ha ragione…Contenitore vitreo non si può sentire!

  115. ha risposto a Vincenzo Pagano: Ma guarda, io sullo sceneggiatore non ho dubbi, l’ho citato nel mio post, è il numero uno, Umberto Contarello. Chissà se ci segue…Certo il titolo fa schifo, tocca cambiarlo!

  116. ha risposto a umberto: ha risposto a Cristiana Lauro:
    Io terrò , se verrò invitato, una lezio magistralis, sull’ambigutà etica del Prosecco. come specchio dell’ambiguità debole della mia terra.

    E sul rapporto tra l’esplosione del Posecco e quella delle piccole flute e del marmorino nei bar e delle banconiere abbronzate

  117. ha risposto a umberto: Il problema non è la magnata, ma la bevuta! Io non vengo, ma solo per non svelare la mia identità. Adoro la clandestinità, vecchi ricordi degli anni ’70…Quelli sì erano bei tempi, altro che le vostre boiate sul Prosecco sì e Prosecco no, e andiamo!…Si fa per scherzare, nessuno si offenda.

  118. ha risposto a Cristiana Lauro: CRI, ricordo benissimo… Come ricordo benissimo le tante valpolicella di Quintarelli che abbiamo bevuto, tutte buonissime, ma la valpolicella è un’altra storia… 😉
    Ciao A

  119. ha risposto a Alessandro Carlassare: Saremo lieti se un rappresentante del vostro circolo prenderà parte alla Giornata Romana del Prosecco.

    Per la foto di Cristiana Lauro la trova qui http://www.scattidigusto.it/2010/10/06/in-alto-i-bicchieri-nasce-scatti-di-vino/

    Forse di cassette di uva non ne ha portate, ma di bottiglie mi sa tante 🙂

    Infine, se ci tiene agli articoli più a favore del prosecco, qui ne legge uno
    http://www.scattidigusto.it/2010/11/04/colfondo1-la-rete-evolve-il-prosecco/

  120. ha risposto a Vincenzo Pagano:
    Grazie mille delle segnalazioni Vincenzo, e grazie dell’invito: farò il possibile per esserci!
    Non ho dubbi sul fatto che Cristiana abbia portato “tante bottiglie” ed abbia quindi corretta conoscenza: ho sottolineato più volte nel post la sua bravura.
    Infine non cerco articoli più positivi sul Prosecco, vorrei solo che fossero obbietivi….
    PS per fortuna la foto che avevo trovato era giusta: sul fatto sia una bella donna non c’è da nulla da obbiettare!
    Tanti auguri di buone feste.

  121. Mi scuso del ritardo del mio intrvento ma il Natale è frentico e il tempo per leggere ed informarsi non sempre si trova.
    Non sono riuscito a leggere tutti i commenti ma fortunatamente molti aprezzano il prodotto delle colline di CONEGLIANO E VALDOBBIADENE e DI ASOLO, cioè delle DOCG storiche del Prosecco.
    Bravo a Luca Ferraro che risponde sempre puntuale e preciso.
    Mi permetto di aggiungee una cosa semplicissima e riguarda la precisione sulle provocazioni!
    -la nuova DOC PROSECCO abbraccia le provincie che da sempre coltivano Prosecco, eccezione fatta per Venezia, e quindi la zona di produzione non è così cambiata
    -la nouva DOC PROSECCO è stata istituita per poter avere la riserva del nome ma molti altri sono gli aspetti meno noti ma molto importanti. Ad esempio è vietato usare altri recipienti diversi dalla bottiglia, il tappo a corona è permesso, come pratica storica, ancora per altri tre anni, finalmente anche la produzione del PROSECCO base ha un disciplnare di produzione, gli igt non lo hanno.
    -si nominano produttori eccelsi della zona di VALDOBBIADENE e poi si parla della DOC PROSECCO.
    -si confronta la qualità dello CHAMPAGNE a quella del PROSECCO, credo che l’esperienza di chiunque porti a dire che nel nostro mondo sia meglio consumare prodotti che vengono consigliati o che si conoscono, eccezion fatta per i pochi noti, in quanto la fregatura si nasconde tanto in Italia quanto in Francia (di CHAMPAGNE si vendono oltre 300 milioni di bottiglie in un anno, ma sono tutte così eccelse? Lo chiede ironicamente un appassionato di questo vino).

    Il resto sono gusti personali e come tali vanno rispettati anche se credo che la provocazione debba rimanere tale senza attaccare così direttamente un prodotto.

    Come avrete capito sono un produttore di Valdobbiadene DOCG e molto volentieri, se invitato, verrei ad argomentare le tesi anche nelle vostre manifestazioni.

    Marco Spagnol

  122. ha risposto a marco spagnol: La ringrazio per l’intervento e la squadra di scattidivino la contatterà al più presto per la Giornata Romana del Prosecco.

    Le sottolineo (ripetendo il concetto) che la rubrica Black Mamba è scritta con la katana e non con la limetta delle unghie.

    Il risvolto della riserva del nome è importante (penso alla questione della pizza napoletana STG che salterà), ma anche alla nuova DOC Abruzzo che diventerà larghissima e in un certo senso perderà di significato.

    Mi fa piacere la sua apertura al confronto Champagne – Prosecco, che come dice Cristiana non sono alternativi, per mettere in luce un altro punto della questione: evitare di nascondere dietro a un nome illustre prodotti scadenti e quindi a rinverdire una delle tesi di questo sito. La filiera CERTA e quindi la conoscenza del buono.

    A presto 🙂

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