Zenzero, Cavoletto e le altre. Foodblogger meglio nude al cioccolato?

Lo premetto, Sandra Salerno la conosco per via blogosfera e abbiamo scambiato anche qualche messaggio via twitter. Non ho avuto ancora il piacere di stringerle la mano. Forse è appassionata di cioccolato, non so se di Nutella. E che c’entra? Ebbene aver letto l’articolo su affaritaliani.it “La carica delle food blogger” e vedere registrati alla voce chef cult Giallo Zafferano di Sonia Peronaci e Un tocco di Zenzero di Sandra Salerno su cui scorre il cioccolato che ricopre la donna nuda con in mano la fragola del desiderio mi ha lasciato perplesso.

L’articolo è a firma di una donna per cui non si tratta dello sciocco tocco di maschilismo del venditore di turno che si porta appresso la gallinella da esibire al ristorante come fosse un orologio di cui nemmeno riesce a regolare le lancette. Ma forse la risposta è nell’incipit dell’articolo, “Non chiamatele semplici blogger”, devono fare concorrenza agli chef blasonati e mettersi in vetrina. Chiara, Sonia, Sandra, Sigrid, Sara ecco i nomi di quelle che hanno una passione smodata (?!).  Tanto smodata che tocca metterle in intimo rosso mentre assaggiano uno spaghetto vogliose (e quando lo caleranno nel condimento che succederà???). Cavoli, fa quasi l’effetto di un elenco di Ruby, Katuscia, Selene e Jessica.

Capito come funziona la solfa? Mica sono buone le ricette o i corsi di cucina. Le nostre fanciulle diventano opinion leader del settore e quindi, cavolo, ma un po’ di cioccolata e di fragola sulle labbra vogliose dovranno pure metterla. Mica vorremo credere che la Quiche di pere in prima pagina del sito di Sandra Salerno sia stato realizzato senza un po’ di sano bunga bunga con la ricetta di Roberto Gracci….

Sono perplesso davanti alla quiche e mi chiedo se fosse stato ugualmente letto un articolo corredato con le foto (vere) di Sandra o di Sonia. Che ci volete fare, è domenica e un po’ di discorso da cristiano riformisti ci vuole! E nell’attesa di sapere machetiseimangiato.com per chi volesse sapere cosa ne pensa una foodblogger riguardo all’articolo di affaritaliani.it ecco il link a cielomiomarito 🙂

Foto: affaritaliani.it, untoccodizenzero.it



15 commenti su “Zenzero, Cavoletto e le altre. Foodblogger meglio nude al cioccolato?

  1. bhè che dirti Vincenzo … grazie!
    ed è significativo che un articolo per difendere le donne da un articolo scritto da una donna…lo abbia scritto un uomo…ciò ci fa sperare e ancora grazie!
    Giusy Somma

  2. Ho letto l’articolo e mi sono domandata:” da quando i grembiulini di nonna papera sono stati sostituiti da completi intimi in rosso e cascate di cioccolato?”
    Grazie per l’articolo…scritto da un uomo vale doppio.

  3. anche se la cosa non mi riguarda individualmente……sono contenta che c’è qualcuno che difende le food blogger……hai rivalutato questo articolo reso ridicolo da foto non compatibili …….l’inoranza di chi ha scritto il pezzo, non sa che ci sono anche uomini food blogger ……grazie.!!!!

  4. ……siamo in epoca senil pseudo testosteronica…..
    Io piccola e modesta foodblogger italiana che vive in questo momento a sud del mondo ho scritto all’autrice di cotanto pezzo perché ero un filo incacchiata forte. Ovviamente ella dice che non sapeva nulla delle deliziose foto a corredo dell’articolo.
    Che dire …l’Italia é il paese del bunga bunga quindi ormai figa libera se non sei patriottico….Evidentemente qualche cervello editoriale funziona cosí…
    Ed é una tristezza infinita, nonché magone, altro che nostalgia per i patri lidi….

  5. L’utilizzo sistematico di un certo tipo di immagine femminile ha davvero stancato. Vincenzo punta il dito, a mio avviso, su un aspetto assai interessante ovvero che buona parte delle donne, consapevolmente o inconsapevolmente, volontariamente o involontariamente contribuisce ad alimentare l’uso della porno testimonial. Un modo per eliminare questo tipo di immagine dalla pubblicità, almeno quella dedicata ai prodotti femminili, è boiccottare i prodotti perchè in fondo se la risposta del pubblicco diffronte ad un immagine pubblicitaria fosse negativa non ci sarebbe creativo, pubblicitario e testimonial che potrebbero reggere lo scossone. Per le aziende che basano tutto sulla comunicazione i numeri contano tantissimo e se sono negativi forse anche di più. Chiedete a Pagano per conferma.

  6. Questo è il bello ed il brutto del web.
    Il web deve essere cliccato. Il clic di un sincero appassionato di cucina conta come quello di un navigatore errante che si lascia attrarre dalle lucciole. E quale migliore lucciola di una bella donna…
    Certo, essendo un articolo su delle donne e avendo esclusi i male foodblogger, avrebbe avuto più senso mettere dei bei maschioni.

    Io a quella mezza nuda in cucina, cosa penso delle food blogger non glielo dico 🙂

    Il prossimo incontro tra foodblogger, uomini e donne, potrebbe essere su “Fooblogger vs. Bunga Bunga: il Gusto può battere il cattivo gusto?” .

  7. Che vergogna!!!! Sono allibita. Ma rispecchia il mondo. C’è il bene ed il male, persone oneste ed altre delinquenti. Ritengo, però, che non si debba fare ti tutte le erbe un fascio, ci sono moltissime foodblogger serie, come ad es. Daniela, che si dilettano ad interpretare ricette vere e collaudate con una sana passione per la cucina. Ciao
    M.G.

  8. Sono stata impulsiva. Leggendo l’articolo mi sono resa conto che non sono state scelte bene le foto, infatti non rappresentano l’articolo ed i blog citati che leggo spesso. Anzi ritengo che quelle fotografie mortificano le donne che con impegno e passione continuano a divulgare moltissime ricette. Ciao
    M.G.

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