Foodblogger, ci volevate voi per farmi scoprire il territorio di Pomì!

Lo confesso, ammetto la mia ignoranza. Avevo sempre pensato che il territorio di Pomì fosse uno scaffale, un carrello, una cassa di un supermercato. Lo pensavo piuttosto inscatolato, nato per partenogenesi di una latta o per gemmazione di contenitori di vetro, Colpa di quello slogan “O così. O Pomì” che mi suonava come un out out. O la borsa o la vita. Era una similitudine, un’eguaglianza e a me era sempre sembrato un mondo parallelo da evitare. Potenza dei messaggi pubblicitari.

Ora invece scopro che i pomodori sono proprio normali e vengono coltivati e lavorati dal Consorzio Casalasco del Pomodoro. Lo scopro per un’altra immagine promozionale rivolta al mondo dei foodblogger che ormai hanno assunto il profilo di una setta, di una loggia ognuna con i propri riti di iniziazione, di convivenza e appartenenza.

Sul mini-sito Pomì d’autore, da non confondere con il blog Pomì che per definizione di credibilità è superiore anche al sito Pomì (devo assolutamente rileggere il dibattito da maricler tra roberto e altri foodblogger), c’è l’invito a inviare ricette per il contest ora scaduto.

Sei un food blogger?
Libera la tua creatività con Pomí

Ti piace cucinare
e sei un food blogger
appassionato?
Al via un contest dove ci si sfiderà
tra i fornelli a colpi di ricette!

Scopri come partecipare
al Web contest Pomì d’autore!

E prima ho pensato che sfiga se c’è un bravissimo/a appassionato/a di cucina che non ha un blog. E poi mi è saltato agli occhi lo stellone promozionale Vinci un weekend enogastronomico x 2 nel territorio di Pomì.

Ecco lì mi sono inceppato, sul territorio. Non ho pensato alla formula del 3×2 da supermercato e nemmeno ai gradi di credibilità e trasparenza del prodotto garantiti dalla partecipazione di 111 foodblogger che hanno inviato 128 ricette. E ho tralasciato le vocine insidiose che vogliono le nuove leve del marketing impegnate a coccolare i foodblogger in trasferta da un capo all’altro dello Stivale che prima potevano aspirare al massimo al complimento della prozia in vena di ricostruzioni scientifiche sull’utilizzo del pan grattato. Nè a come fosse accaduto che in una comparativa di passate non fosse nemmeno menzionata.

Niente di tutto ciò. Mi sono soffermato sul territorio e sulla foto che ti spiega come sono le coltivazioni selezionate Pomì. Un po’ seppia, come in un vecchio film di cui solo ora scopri l’esistenza. E mi sono ricreduto.

PS. Per la cronaca, tre foodblogger hanno vinto in ciascuna delle tre sezioni previste i 3×2 (soggiorni-persone).

Ricette tra tradizione e innovazione

1°classificato – Tagliatelle di amatriciana, cestino di pecorino e guanciale croccante di Luca Sessa (perunpugnodicapperi.blogspot.it)

Ricette sostenibili

1°classificato – Involtini di spatola al pistacchio su burrata e pane di Altamura di Daniela Bucalo (leleccorniedidanita.blogspot.it)

Ricette leggere con gusto

1°classificato – Gelatina di Pomì di Libera Pincin (accantoalcamino.wordpress.com)



25 commenti su “Foodblogger, ci volevate voi per farmi scoprire il territorio di Pomì!

    • Categoria errori e giochi sopraffini. O O. Mi sotterro passando da latino a inglese e masticando solo poco italiano. aut aut viene meglio, grazie.

  1. A occhio, non e’ per niente un belvedere! Non e’ carino orientare cosi’ (male) l’opinione pubblica culinaria. Ma tant’e’ :-(
    Ah ah ah il controcontest dove non si vince niente e si va a mangiare cose buone ah ah ah…

  2. Scusate l’intrusione, forse sono un pò “tonta” ma non capisco davvero questo livore e questa moda di dover sempre demolire ogni cosa. Sarò ingenua o col quoziente sotto zero, illuminatemi, dal canto mio mi sono divertita a giocare con una passata che comunque nella mia vita ho adoperato e certamente non ho bisogno di POMì per girarmi un pò l’Italia in lungo e in largo e mangiare qualcosa fuori.
    Mi scuso ancora se sono stata inopportuna.

  3. Eccomi qui, la gelatina, con queste temperature, è perfetta e rinfresca :-) Per quanto riguarda il livore (forse la parola è eccessiva) mi riferivo a certi commenti, non certamente al suo articolo. In attesa che Scipione lasci le nostre terre la saluto cordialmente, Libera (è il mo nome, davvero)

    • Meno male. Io sono andato di gazpacho, molto pomodoro e tanti cetrioli. Poi lo chiamo gazpacho ma sarebbe meglio succo di pomodoro cetriolato con qualche parvenza di altre crudità come la cipolla.

      • Sempre concorso, ho accettato di partecipare, ho avuto i prodotti e mi sono divertita a crear qualcosa di nuovo (almeno per me), non so se Lei conosce il mio blog però avrà notato che non sono vittima della pubblicità e non mi metto a pelle di leone per avere un kilo di farina, faccio quello che mi piace, se mi piace e quando mi piace, POMì mi piace, si, e mi sono simpatiche le persone che mi hanno contattata senza impormi banner, scambio link o quant’altro, gli faccio pubblicità volentieri e vado volentieri a farmi il fine settimana a Parma.
        Ora passo e chiudo, siete troppi contro una ;-)
        Tornerò a leggere i post del Guardiano così allargherò un pò i miei orrizzonti e mi farò un pò di sana cultura.
        Buon pomeriggio.

        • Non mi metto a pelle di leone per un chilo di farina… Un tempo la pubblicita’ era ben distinta dai contenuti, il che non vuol dire che non si facessero pastette. Pero’ mi fa un po’ di tristezza sentir parlare di chili di farina… E mi verrebbe da rispondere: perche” per 10 chili si? :-(

          • Gentile Francesca, mannaggia, devo imparare a misurare le parole perchè la tendenza al fraintendimento e alla manipolazione è sempre in agguato dietro ogni parola.
            Forse sono capitata nel posto sbagliato nel momento giusto ma rischio ancora e Le rispondo: no, neanche per un mulino intero, per fortuna vivo in un posto dove esistono ancora i mulini, sono circondata da campi di grano e di mais, farine a volontà… pomodori no, solo dalla mia contadina di fiducia più in là.
            Come ho scritto al Guardiano, io sarò un pò tonta e non avrò la levatura intellettuale di chi mi precede nei commenti , diciamo che sono una persona “semplice” che, così rispondo anche alla signora Donata, adora le coccole che, noto con amarezza, in questo mondo virtuale sono un pò dimenticate per dare spazio all’”acidità”, difetto che non ho riscontrato nella Passata POMì mentre in altre si, ecco un altro motivo che m’indurrà a comperarla ancora, magari potrei chiederla in regalo a Parma durante il mio soggiorno ma, purtroppo vado in treno e non posso permettermi un bagaglio pesante.
            Buona giornata e, Signora Francesca, non sia triste, c’è di peggio, basta “navigare” un pò ;-)

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