Eataly Roma. Chiuso per folla e la prima classifica dei più gettonati

Sembra che Oscar Farinetti ci ha preso gusto a giocare con apro-non apro. Giovedì 21 giugno c’è stata l’inaugurazione di Eataly Roma e oggi ha richiuso. Nessun problema, nessuna mancata autorizzazione o varie ed eventuali. Semplicemente i Romani hanno fatto come le locuste: hanno lasciato molto poco sul campo per cui a Eataly Roma hanno preso la decisione di stare chiusi per riorganizzare le file e migliorare lì dove hanno visto che c’è qualche falla.

Da fonti assolutamente non ufficiali, i migliori risultati li hanno ottenuti:

1. Pasquale Torrente e la sua friggitoria
2. La piadineria
3. I panini di ‘Ino
4. La birreria

Sembrerebbe che le previsioni siano state azzeccate. A questo punto, si potrebbe ipotizzare un’accoglienza entusiasta dei più giovani? I più scettici del successo della mega struttura del cibo dovranno rifare i loro conti?

[Immagine di apertura: Zeno Colantoni]

Percorso consigliato: Eataly Roma



53 commenti su “Eataly Roma. Chiuso per folla e la prima classifica dei più gettonati

  1. Ci sono stata ed è bellissimo, di gran gusto….ma scarsa viabilità, scarsi parcheggi, e quelli proprio di Eatly con un’uscita troppo scomoda, mentre gli altri non di Eatly sono molto più comodi. E prezzi ALTISSIMI PER LO STANDARD DI ROMA la matriciana 13 euro non si vede neanche da Perilli che è una delle migliori trattorie romane (seduti a tavola senza il chiasso infernale e le persone che ti passano accanto). La matriciana a Roma in un buon ristorante, e ce ne sono molti massimo costa 9 € e poi in pescheria i gamberoni 60€ ma che stiamo scherzando. Sotto Natale in pescherie rinomate stanno a 48€. Ero fuori nel parcheggio e tantissimi come me dicevano bello bellissimo ma chi ci torna più non si può comprare quasi nulla, oggi ho comprato ma perchè mi faceva simpatia ma non è proprio il caso!!! Quindi tenete conto di questo Roma non è Milano New York o Tokio il romano ama mangiare bene spendendo poco….e infatti a Roma per mangiare rispetto altre città che ho citato si spende molto meno….è un semplice il romano….ma di sostanza! (io sono veneta ma abito qui da 40 anni)

    • Potresti aver ragione ma tieni presente Eataly non è pensato per il romano che descrivi tu.

      Anzi, se fossero sicuri che quel genere di avventore se ne terrà alla larga credo che potrebbero anche iniziare a festeggiare da oggi.

      • Guardate che a me è piaciuto moltissimo….e ci tornero’ e ci comprero’ perchè amo l’alto profilo che si è posto…ho fatto delle considerazioni sul fatto che non so quanto possa avere successo a Roma….e mi spiacerebbe, ho segnalato le cose che non funziona…dico anche io che è un posto non per romani….

        • Ti do pienamente ragione tiziana…. E ricordati una cosa qui a Roma piu’ ” c hanno i sordi e piu’ non spendono” !!!

          I veri clienti sono quelli che spendono “poco” ma tutti i giorni !!
          Voglio proprio vedere se festeggieranno come dice sopra fabio se il “romano di serie b ” ne stara’ alla la larga …
          A Fabio mica siamo a Beverly hills sai ???
          Siamo all’ Ostiense non te lo scordare mai …e siamo a Roma !!

          • Guarda che chi parla di romani come clienti di serie B siete voi. Continuate a nominare New York, Tokyo, Beverly Hills, dimenticando che Eataly è anche a Genova (dì la verità, quante barzellette hai raccontato sui genovesi tirchi), a Bologna, ad Alba…
            In queste città, in nessuna delle quali mi risulta esserci il quartiere di Beverly Hills, Eataly funzione bene. Siete voi che vaticinate che a Roma non funzionerà perchè i romani sono diversi. Come ha scritto Tiziana? “è un semplice il romano, ma di sostanza”.
            Preoccupatevi del vostro modo di vedere i romani e lasciate che altri romani vadano da Eataly.

          • mi ricordi un tizio romano, che si chiamaa Spartaco, conosciuto alle Maldive che diceva alla moglie : “Amo’ l’anno prossimo torniamo a Ladispoli che qui gli spaghetti sono scotti”. Ecco hai fatto la sua stessa affermazione….

          • L’estetista, la birra e il calippo, Ostia. Saranno le clienti tipo? Da Ostia a Ostiense e nnamo, fa anche caldo :lol:

        • sarà l’occasione per educare la gente all’acquisto di qualità, non bisogna accontentarsi quando si parla di cibo, e tanto meno giudicare un prodotto avendo come unico parametro il prezzo. Se ogni volta che andiamo a fare la spesa pensassimo che tutto ciò che mangiamo determina il nostro stato di salute…. tutti i discount sarebbero vuoti e ci sarebbe un Eataly in tutte le città.

          • Signori siamo ai limiti del ridicolo!

            Si apre un luogo che dovrebbe essere punto di riferimento per la diffusione della cultura del buon mangiare e :

            - lo si fa assomigliare ad un centro commerciale. luogo preferito del romano medio, salvo poi festeggiare se il romano medio non si presenta.
            - si mettono prezzi tali da diffondere la cultura del mangiare solo ed unicamente a quelli che la cultura del buonmangiare già l’hanno.
            - leggo in giro recensioni che giustificano i prezzi di alcuni dei ristoranti del centro con la presenza in sala di un modigliani: siamo li per mangiare o per guardare le opere d’arte? Non ve ne uscite, per favore, con idiozie come “anche l’occhio vuole la sua parte”…a me ad esempio modigliano fa venir voglia di tutto tranne che mangiare!

            Già tenuto conto di queste considerazioni e pur potendomi permettere quei prezzi, con certa gente in giro, preferisco stare alla larga da Eataly, prima di farmi venire un’orticaria per il livello culturale della gente che lo frequenta.

        • Direi che una cena con 2 chef stellati a 88 euro è un regalo altro che caro! E poi che a Roma si viva bene con poco è una “storiella” d’altri tempi, in verità la città offre molto per tutte le tasche, con le debite proporzioni nel rapporto qualità/prezzo, ma chi vuole l’eccellenza deve pagare come a Milano o Londra o forse anche di più.

    • ci sono stato ieri, purtroppo solo per un paio d’ore, causa pargola a casa. Fatto solo i primi due piani, saltando tutti i ristoranti. Il pane e’ straordinario, il panino con la mortazza a 4 euro te lo sogni in auqlsiasi altro posto a Roma, le mozzarelle erano stratosferiche. Eccellente il reparto libreria (svaligiato) e il reparto ortofrutta non mi sembra cosi’ caro. Per il resto ci sono una enorme varieta’ di scelte e sognavo da anni un posto simile. Se anche ci spendo XXX euro a botta mi sentiro’ comunque soddisfatto. Poi e’ ovvio che se cerco un certo tipo di formaggio vado alla Tradizione. Unico problema il “generone romano” con pargoli a seguito. Fortunatamente ci sara’ una selezione naturale. :=)

  2. Concordo con quanto scrive Tiziana sopra. Il cibo alle stelle non è cosa per Romani. Secondo me non lo è neanche per il resto dell’Italia ma questa è soltanto un’opinione personalissima. Il cibo italiano è fatto di cose ‘semplice’ — la cucina povera ricordate? — e la si vuole in qualche maniera ‘francesizzare’ … rendere chic. Ma perchè? Capisco i vini di qualità (cari). Capisco alcuni formaggi (cari) … capisco il pesce (caro) … ma il resto? La matriciana a 13 euro? Prezzandola a 13Euro diventa chic secondo voi? Evviva l’Italia, non EatItaly …. che è l’Itala da export, per gli stranieri … non è ne il Food Store di Harrods o Fortnum and Masons di Londra (per i ricchi che vivono a Londra), nè Peck di Milano, con la sua classe.
    Roma è democratica col suo cibo … ama mangiare bene tutti i giorni. Badate che ho scritto ‘bene’ … non benissimo. All’estero mangeranno ‘benissimo’ in alcuni luoghi, alcuni giorni del mese. Da noi si mangia ‘bene’ tutti i giorni. EATITALY a Roma … non è da tutti i giorni ….

    • Ma chi è che vuole francesizzare la cucina italiana?
      Pizza, pasta, panini, fritti, salumi, birra, zuppe… questo si trova da Eataly (in due non siete neanche riusite a scriverlo una volra per bene).
      Questo su 1500 posti a sedere, poi ce ne sono circa 70 dedicati al ristorante gourmet.
      Eataly è l’Italia da export? Come no, infatti le sedi di Torino, Milano, Bologna, Genova, Alba (ne dimentico qualcuna?) che funzionano tutte bene, sono tutte oltre il confine.
      Non vi piace? è lecito, non ci metterete più piede (se mai l’avete fatto)? liberissime.
      Ma lasciamo perdere le sentenze che contrastano con la più elementare lettura dei fatti.

        • Sono d’accordo, anzi d’accordissimo con Fabio.
          Ma basta, Roma ha bisogno di un posto così!
          Basta con questo perenne livellamento verso il basso, offerta scarsissima e prezzi comunque alti senza rendersene conto. Si parla senza sapere cosa si dice.
          Prezzi esorbitanti dove? Quando?
          Sabato ho fatto la spesa, verdura e frutta: qualità eccellente e prezzi in linea, talvolta anche inferiori al supermercato dove ti devi accontentare di quello che c’è… Poi un ottimo bicchiere di bollicine a 4,50… meno che altrove…
          Spero duri, mi sembra un sogno che a Roma possiamo avere tanto: apertura fino a mezzanotte, qualità… ma che vogliamo di più in una città dove è sempre più faticoso stare bene.

        • I più gettonati credo siano quelli che indica Pagano.
          Io ho assaggiato:
          selezione di formaggi: molto buona, nn particolarmente avventurosa nella scelta ma va bene così.
          Selezione di salumi: molto buona, mortadella ottima, ottimo capocollo, buoni prosciutti.
          Hamburger: buono/moltobuono. Cottura molto al sangue (a roma potrebbe essere un problema), perfetto equilibrio muscolo/grassi. Avrei preferito una grana maggiore.
          Friggitoria: buono/moltobuono. È partita alla grande, paga il caos di una partenza così lanciata. Visto Nicola Farinetti per un’ora a servire ai tavoli. Alici fritte molto buone.
          Mozzarella: buona. Già sopra la media di ciò che si trova in giro ma gli darei il tempo di perfezionarsi.
          Gelato Lait: buono. Stesso discorso fatto per la mozzarella. I mostri sacri romani rimarranno irrangiungibili.

    • Scusa Josephine temo che tu stia fuori strada. Sei proprio convinta che Harrods, F&M, Peck, Wonder Bar da Selfridges oppure, per non parlare solo del provincialismo anglossassone, Mariage Frères oppure le Bon Marché (per fare un paragone calzante con una proprietà che differenzia l’offerta) siano frequentati solo da autoctoni londinesi, milanesi o parigini ricchi?????
      Io non ho amato la prima esperienza romana. Sottolineo il miracolo la moltitudine di persone al Air Teminal non credo che fosse così pieno nanche nel 1990.

      EATALY
      IE
      R
      M
      I
      N
      A
      L

      L’impressione è stato di un posto a metà strada tra la Feltrinelli e un Autogrill. L’ho trovato un poco medio nella proposta ma troppo verso il basso per il gourmet rompino (che non sarà il cliente tipo) e altissimo (in termini di piccioli) per il romano medio. Questo mi fa capire che avrà successo. Se riuscirà a far diventare via Benzoni la Knightsbridge di Londra avrò fatto bingo Farinetti e Roma.
      Se poi riuscirà a farsi un buchetto dopo il controllo dei voli internazionali avrà fatto BINGOOOOOOO il fatto che una robina che si chiami Jet Bag campeggi ovunque al piano del beverage mi fa pensare che il BP preveda ulteriori evoluzioni.
      Che ne dici Fabiè? :-)

      • Penso che il punto vendita a Fiumicino sia nei piani e non particolarmente difficile da realizzare.
        Capisco cosa intendi nell’analizzare il posizionamento dell’offerta ma trovo che la sintesi migliore sia quella del Tenente Drogo nell’altro post: eataly è un campione di decathlon. E molti riconoscono e apprezzano questo sforzo tant’è che i gourmet “rompini” sono tra quelli che al momento ne parlano meglio. Anche in questo post riconosco gourmet rompini (me compreso almeno in quanto abitualmente rompino, per gourmet sto ancora studiando) e nei loro commenti non vedo lamentele, anzi.
        Quelli a cui ti riferisci tu non sono rompini ma rompicojoni, e la qualifica si guadagna sul campo indipendentemente dal titolo di gourmet.

        Detto ciò é assolutamente lecito che Eataly non piaccia per motivi personali ma questo, ripeto, senza la necessità di accampare motivazioni sociologiche che proteggano le proprie tesi.

        • Dove ci si iscrive ai rompicojoni? Me sa che me tocca di diritto ;)
          Certo che se la critica a Eataly è la francesizzazione… Con tutto il corollario di mozzarelle di bufala, pizze, frittini da castelvolturno a ferragosto, paste di gragnano e matriciana della Sora Anna… Me sa che sono andati da un’altra parte! I motivi di critica ci sarebbero pure, eccome… Ma sono ben altri: la solita retorica mainstream dei nomi e cognomi, un’idea di qualità un po’ residuale e resistenziale, il presidi slow food oramai un tanto al chilo, l’appericonamento generale, la ristorazione continua, la cucina figurativa… Solo per citare i primi che mi vengon in mente… Ma se sa io so’ un rompicojoni… Vero Fabio ;)

        • Che intendesse spettacolarizzazione attraverso l’aumento del prezzo del biglietto di ingresso ovvero del piatto? Difficoltà linguistiche più che di lingua? :lol:

    • ma in quale posto sei stata? Non tornare per favore, cosi’ saremo liberi di girovagare in pace e mangiare ostriche, foie gras e tutti le sciccherie francesi che sei riuscita a vedere solo tu…..:=) :=) P.S. dire che i romani non possono permettersi un qualsiasi Peck di Milano e’ sgradevole e razzista. Non so di dove tu sia ma mi sento veramente offeso da come ci giudichi.

  3. Io penso che Eataly sia più un luogo dove andare a mangiare che a fare la spesa. Quella serve per i souvenir degli stranieri. Un romano sa dove comprare a prezzi minori e a qualità uguale se non superiore

  4. Possibile che bisogna misurare sempre tutto sul costo di quello che si mangia o di ciò che si compra? Io ci sono stato domenica ed ho trovato tutto molto divertente, certo con molte cose work in progress ma mi sembra normale. Ho acquistato per il puro piacere di cucinare quello che ho scelto senza vedere se il prezzo fosse troppo alto, in questo caso andate al discount che è meglio, e poi una matriciana a 13 euro? A Roma se ne spendono anche 20 di euro per mangiarne una buona, poi certo se il parametro è il prezzo basso allora ci si accontenta di tutto……..

  5. Più di ogni altra cosa Oscar Farinetti ha fatto la fortuna di Pasquale Torrente e di Mulino Marino. E non c’è ancora Bonci con le sue lezioni

  6. Si, la matriciana a 8-9 euro l’ho già mangiata anch’io ( e non troppo distante da eataly) ma la pasta era barilla, con tutto rispetto per questa pasta.

  7. Come al solito non bisognerebbe generalizzare: il posto é attraente, é piacevole andarci, fare la spesa, visitare un ristorantino e programmarne un altro per la prossima visita. Detto questo, é chiaro che se si vuole restare nell’ ottica del risparmio ( che non vuol dire lesinare il centesimo perché allora qui é meglio non venirci) si comincianio a selezionare i reparti e i prodotti da comprare: l’ olio d’ oliva parte da 7 euro, la pasta di Gragnano costa meno che al supermercato, i pelati anche. Il reparto frutta e verdura non é caro ma senz’ altro al mercato trovi prodotti anche superiori a costi inferiori. Nessuno ti obbliga a comprare ostriche, gamberoni e fois gras.
    Personalmente sono sempre contenta quando a Roma apre un esercizio che non sia la solita pizzeria-gelateria-jeanseria. Sono stata contenta di vedere tanti ragazzi a servire e alle casse, attenti, gentili e disponibili: per loro é un’ opportunità di lavoro.

  8. Solo per aver recuperato l’Air Terminal Eataly merita un monumento. Poi può piacere o non piacere, la friggitoria a me è piaciuta. Il gelato di Lait meno (ma de gustibus). Il ristorante Italia … bè, non spariamo sul pianista, per ora, ma ha bisogno di ben più di una semplice regolatina.

  9. Bello e divertente. Credo ci andrò molto spesso a fare la spesa. Anche se i prezzi sono leggermente alti, per altro non tutti, c’è il vantaggio di avere gran parte delle cose che ti vengono in mente tutte disponibili in un unico posto. Per altro prodotti spesso particolari che richiederebbero una ricerca in giro per roma.

    • Idem, ci tornerò spesso a fare la spesa, il vantaggio di avere tutta quella roba di qualità in un unico contenitore è straordinario. Se devi organizzare una cena vai lì e ai tutto, mentre prima dovevo fare il giro delle sette chiese. Invece non ci mangerò spesso, anzi credo raramente. La formula Eataly per me è troppo fast food, troppe file e la gente che ti gira intorno, a me non piace, ho un’altra idea di mangiare fuori. Ma sono gusti

      Sui prezzi: c’è di tutto, alto e bbasso. Io so solo che ho comprato degli ottimi plin ripieni di robiola di Roccaverano a 2,10 euro per una confezione da 250gr. Per intenderci, al supermercato i ravioli Giovanni Rana, stessa quantità, costano dai 2,60 ai 3
      Poi ho preso gli hamburger della Granda, prezzo al chilo 13 euro. Quelli che ero solito prendere, in macelleria tra le più note di Roma li pagavo 15 euro. E anche la birra che ho preso costava meno che nei normali negozi
      Poi ho visto anche cose a prezzo troppo alto, ma per troppo alto intendo allineato alle gastrogioiellerie tipo La Tradizione o Volpetti, non certo di più (anche perché di più sarebbe da arresto). Molto semplicemente non le ho prese :-D

      • Antonio, comincio a preoccuparmi: non solo sono ancora una volta d’accordissimo con te, ma anche io tra tutti i tipi di pasta fresca che cerano ho preso i plin ripieni di robiola di Roccaverano! :-) Non so se li hai assaggiati, sono buonissimi.

    • A me sembra un gran bel Luna Park del cibo per adulti e bambini. Con alcune cose da migliorare è vero.
      :-)

      e comunque la chiusura di alcuni lunedì era stata preannunciata alla presentazione per la stampa quindi niente paura è tutto sotto controllo mi pare :-)

      Quello che non capisco è questo accanimento di chi non trova interessante il posto… che vadano altrove, Roma offre molto, e qui ci andiamo noi… con i pregi e i difetti che ha. eheheheheheh!!!!

      • Beh, se prima di stasera, tra pranzo e pomeriggio, ne ha fatti altri 2500 (e credo siano molti di più) direi che ci siamo abbondantemente. Lui esprimeva la speranza di farne 7000 al giorno, finora sono stati molti di più
        Del resto ne fa 2000 a Torino….
        Mia moglie è andata alle 21,30 a fare la spesa e mi ha detto che neanche si camminava per la folla che c’era

  10. salve a tutti,
    io credo che sia un posto BELLISSIMO e ROma di posti così ne ha bisogno. Premetto che vivo a Milano ma sono di origini Romane, la Capitale l’ho lasciata solo 3,5 anni fa. Roma a mio avviso commenta troppo, e spesso i commenti sono sgradevoli. Quando leggo SEMO ALL?ostiense.. mi vengono i brividi, visto che a detta di architetti, attori, registi… ad oggi è il quartiere + quotato per investire, ed è l’unico degno di nota “figa” il resto di Roma è noioso, palazzoni, ruderi e ordate di verde incurato.
    Io non credo che a Roma i prezzi siano bassi, anzi.. un piatto di spaghetti mangiato ad Ostia l’ho pagato molto.. ! ok la frutta è economica.. ma che frutta è?? quanto dura.. è sana… certo che NO. Eataly non vuole sostituirsi al supermercato sotto casa, tutt’altro.. è un’esperienza, che diverte, stimola, stuzzica. Il suo scopo è questo. Poi credo che non ci sia romano di serie A o B, una cosa è certa però, certi commenti letti fanno pensare che di certo ci sono romani di serie C.
    Roma è ferma e dovreste un minimo ringraziare Farinetti per l’idea.. immensa e redditizia che porta in quella bellissima e vecchissima valle di lacrime.
    Saluti un Milanese acquisito.. con poca nostalgia di Roma.. (verrò giusto per Eataly)

      • Vero, infatti sono proprio i migliori registi ed architetti ad aver compreso l’uso conviviale ed ironico del dialetto ed a non essersi fermati alla volgarità superata del Mastro Don Gesualdo che c’è in te! ;-)
        I romani vivono il cibo non come un esperienza di marketing e determinato cibi e prodotti, di maggior qualità, li acquistano e li degustano già a km0!
        Se sono senza tirchierie come far pagare 50 cent l’aggiunta di panna o il parcheggio del ristorante ad ora (ah già ma è un parcheggio di qualità…), ben venga! Quelli di serie C sono i maleducati e qualunquisti come, se non hai la sensibilità di apprezzare la storia e la bellezza come affermi e sei il tipico cliente target per un centro commerciale dove si consuma con la stessa atmosfera di un fast food, il problema è tuo!

  11. vorrei fare solo un rimprovero sono andato alla friggitoria a comprare un cuoppo di fritti ma sei obbligato a sederti ad un tavolo take away solo dalle 15 e 30 alle 19 mi sembra veramente una grande stupidaggine……………cmq viva eataly perche’ a roma avevamo bisogno di una cosa come questa……………e certamente non e’ per tutti i giorni anche perche’ non tutti i giorni possiamo bere vino da 15 euro e gamberoni freschi……………..

  12. Eatitaly non è obbligatorio. Non nasconde il suo non voler essere per tutti, i cibi sono-ribadisce-di alta qualità. Ergo, si paga. Per cui se uno vuole risparmiare a parità di qualità non ci va, va in una qualsiasi trattoria romana dove si mangia bene e non paghi il brand. Non capisco il lamentarsi: SI SA, È MEDIAMENTE PIÙ CARO. Ma paghi un’esperienza diversa (piacevole o meno), ci sta. Non eè solo andare a cena in un ristorante. Per cui scegliete bene prima se andare o meno, non è una necessità.
    Capisco i consigli sui posti da provare, sono anche utili. Ma quando sento commenti sciocchi sui prezzi mi vien da dire: ti ha costretto qualcuno? Puoi anche fare un giro e non mangiare necessariamente!

  13. Scusate, molti commenti parlano di Eataly come un posto per persone di qualità… Ma se sembra un centro commerciale e si consuma con la stessa atmosfera come se si stesse in un fastfood!!!!!!! Se ci sono persone a Roma che ritengono ‘da tirchi’ far pagare il parcheggio o 50 centesimi in più per la panna sul gelato (di solito anche la doppia panna è gratis…), non vedo cosa c’entri la qualità??? Si chiama elegantemente far pagare al prossimo il proprio marketing!!!!
    La qualità mi pare buona, ma non eccelsa, personalmente una matriciana con la pasta fresca fatta a mano la trovo a prezzi più bassi in ambienti più tipici e meno ‘standardizzati’.
    Mi sento di sconsigliarlo a chi oltre al cibo vuole un ambiente ‘caldo’ e meno ‘americanizzato’ ed un servizio all’altezza del numero dei clienti che accoglie, se si sceglie un tipo di struttura si deve saper essere organizzati nel gestirla.
    @Mario, credo sia legittimo provare e fare un commento negativo sia sul cibo, che sul servizio e sul prezzo, tutto qui.

  14. Sono stata ieri per la prima volta e mi dispiace mi ha deluso perchè i prezzi sono veramente moto alti.Va bene la qualità ma mi sembrano più un business che altro,lì c’è la convizione di guadagnare il più possibile.Ma perchè ai ristoranti la gente si lamenta dei prezzi troppo alti e lì invece no.Insomma viva la qualità la genuinità e il made in italy ma a prezzi giusti e alla portata di tutti in una pasta alla matriciana gli iungredienti sono tre e nn si può pagarla 15 euro in un posto che nn è neanche caratteristico.C?è crisi così di certo nn la aiutiamo.

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