Ricette di Carnevale. Semla svedesi, cioè i panini dolci ripieni di panna

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Paese che vai, dolcetto di Carnevale che trovi!

E così mentre lungo la nostra Penisola è tutto uno sfrigolare di frappe, bugie, intrigoni, castagnole, fritole e frittelle, i nostri cugini d’Oltralpe si dedicano alle bugnes, nient’altro che sfoglie fritte paragonabili alle nostre chiacchiere, i calienti spagnoli si accontentano di churros e cioccolata calda, i portoghesi si rimpinzano dei papas de Anjo – pancine degli Angeli, ovvero golosi dolcetti di mandorle affogati nello sciroppo di zucchero – e ancora i belgi si ingozzano con i smoutebollen, bignè di mele fritti nello strutto e spolverati di zucchero a velo…

E gli svedesi? Non ci crederete, ma in Svezia non ci si dedica esclusivamente alla creazione e realizzazione di quei mobili facilmente montabili che oggi invadono le nostre case. E per la festa di Carnevale in tutte le case si sfornano i semla – anzi, al plurale, i semlor.

Questi panini (il nome è collegato al latino semilia, semola, pane), diffusi in tutti i paesi nordici, venivano tradizionalmente preparati per il martedì grasso; oggi sono diventati il dolce da consumare a colazione o merenda a partire dai primi giorni dell’anno. Un po’ come da noi chiacchiere e tortelli iniziano a comparire nelle pasticcerie dopo la Befana…

Si tratta appunto di panini lievemente dolci, ripieni di pasta di mandorle e abbondante panna montata, da gustare con un caffè nero bollente o, come fanno molti svedesi, affogati in una ciotola di latte caldo.

Ma vediamo insieme come prepararli.

La ricetta dei Semla

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Ingredienti

Mulino Caputo

per i panini
50 g di burro
150 ml di latte
25 g di lievito fresco
½ cucchiaino di cardamomo in polvere 
250 g di farina
40 g di zucchero
sale 
1 uovo

per il ripieno
100 g di marzapane
50 ml di latte
250 ml di panna
1 cucchiaio di zucchero

per completare
zucchero a velo

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Procedimento

Versare il burro in una casseruola e farlo sciogliere a fuoco lento.

Aggiungere il latte e portare il tutto a 37° C.

Sbriciolare il lievito in una ciotola capiente, unire il cardamomo in polvere, aggiungere il composto di burro e latte e mescolare il tutto fino a quando il lievito sarà completamente sciolto.

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Unire la farina, lo zucchero e un pizzico di sale e lavorare l’impasto per circa 15 minuti fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.

Lasciare lievitare l’impasto per circa 1 ora o fino a quando avrà raddoppiato di volume.

Dividere l’impasto in parti di circa 40g, formare delle palline, sistemarle in una teglia rivestita di carta da forno e lasciarle lievitare fino a quando avranno raddoppiato di volume.

Spennellare la superficie dei panini con l’uovo sbattuto e cuocerli in forno a 225° per circa 10 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare.

Tagliare la calotta superiore dei panini e tenerle da parte.

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Svuotare i panini di circa 2 cucchiaini di mollica.

Sbriciolare la mollica ottenuta, metterla in una ciotola capiente, unire la pasta di mandorla grattugiata e il latte e amalgamare il tutto fino a ottenere un composto omogeneo.

Riempire i panini con il composto ottenuto.

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Montare la panna, versarla in una sac à poche e guarnire i panini.

Richiudere i panini con le calotte, spolverizzarli di zucchero a velo e servire.

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E se qualcuno ci trova una vaga somiglianza con i Fiocchi di Neve di Ciro Poppella (recentemente importati anche a Milano) – beh… non ha tutti i torti (qui però ci sono uova e cardamomo che là non ci sono…).



giovedì, 16 febbraio 2017 | ore 11:15

4 commenti su “Ricette di Carnevale. Semla svedesi, cioè i panini dolci ripieni di panna

  1. @ Semla svedesi. Anche a me piace il gioco delle somiglianze (e delle differenze) nell’ambito della cucina, come fa l’autrice in chiusura.
    (Ma lo faccio sempre anche se l’oggetto della conoscenza è un altro)
    Questi dolcetti mi ricordano altri nostri dolci e mi sono piaciuti molto.
    .
    PS
    Scusate se li aggiungo qui ma non riesco a visualizzare la sezione in cui si commenta in altri 2 post.

    @ Hovorost russi. Quello che mi ha colpito delle frappe russe è la forma che si vede anche nel video specialmente quella arrotolata.
    Cosa mi ricordano? Mi ricordanouno dei miei dolci preferiti, le cartellate perché le strisce di sfoglia sono arrotolate entrambe.

    Tutto il momdo è paese. Spesso dimentichiamo quello che ci accomuna per esasperare le differenze(sto facendo un discorso oiù ampio)

    @ Osteria Dentro le Mura.
    A Termoli si mangia bene o almeno io non sono mai stato deluso. Questa Osteria non la conoscevo se non di nome.
    Signori/e, merita i complimenti.
    Piatti di mare cucinati bene, in una bella posizione e dove nessuno ti mette fretta perché devi lasciare il posto dove hai consumato…una pizza.
    Un rapporto QUALITA’/PREZZO ottimo. E non le solite prese per c… che abbondano sui food blog.

    Bravi, non cambiate: alla lunga resterete mentre tante mode effimere spariranno.

    • Infatti.
      OT. Paola, facci sapere, in uno dei mille post sulla pizza, se a Milano vale la pena fare la FILA per una PIZZA.
      O, detto in altre parole, se c’è una pizza che meriti di far la fila per gustarla perché non c’è una pizza alternativa buona(e senza fila).
      Perché lo chiedo a te?
      Perché abbiamo gli stessi gusti in fatto di pizza napoletana classica.
      Perché non mi fido più di nessun food blogger: anche quelli milanesi sulla pizza napoletana sono ormai stati fagocitati in logiche commerciali…come i food blog mainstream(?).

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