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La mozzarella blu sta alla Nutella come il novellame sta alla pubblicità progresso. Sembra un’equazione folle. Ma non lo è. Questo mese è iniziato con l’avvio della crociata contro gli infedeli della UE che vogliono privare l’Italia di tanti piatti tipici della pesca mediterranea. Dall’Adriatico al Tirreno tutti a inveire contro i burocrati che mangiano innominabili schifezze e vogliono salvare i pesci con una nuova legge. Falso, il Regolamento Mediterraneo è del 2006 e l’Italia ha speso tutta la deroga concessa fino al 1 giugno 2010 riuscendo a produrre solo un fax per chiedere impossibili deroghe. Finisce con il Ministro Galan che spiega come non sia possibile una strategia di rinvii. Ma la polemica si placa perché arriva la legge anti Nutella che in realtà è una prima votazione per approvare il divieto di fare pubblicità ingannevole: se un alimento ha più di 10 grammi di grasso ogni 100 grammi non può essere pubblicizzato come salutare o sportivo. Alla Ferrero hanno speso 40 anni a costruire l’immagine del cioccolato e delle merendine che fanno bene ai campioni dello sport partendo dall’iconografia anni ’70 del bambino che dopo la partitella e gli screzi mangia il pane spalmato e continuando con i dispenser fino al cuoco della Nazionale Italiana. Andrebbe tutto in fumo, proprio come la pubblicità dei tabaccai che non possono più mettere le loro sigle su auto di Formula Uno e Moto. Galan scende in campo con una dichiarazione padano/nazionale: “Difendo la Nutella e lo faccio perché difendo la grande nobilissima arte dolciaria del mio Veneto, ma non solo. Infatti, c’e’ tanta straordinaria industria dolciaria a Verona e dintorni che mi sentirei un traditore della Patria se non mi schierassi con l’esercito delle generazioni di bambini felici o di adulti depressi che hanno visto nella Nutella una divinità ineliminabile dalle loro esistenze. Ma soprattutto nessuno si permetta di toglierci Panettoni e Pandori”. Un traditore? Avvisare milioni di mamme che un prodotto deve essere assunto con attenzione per gli effetti sul peso è un tradimento? Ma come, l’Italia si spende in progetti per migliorare la nutrizione a scuola e poi a casa chiude gli occhi? Galan alza il tiro allargando paure e perplessità ad altri prodotti. Il regolamento in discussione mette a rischio alimenti con troppi grassi, sale e alcol. Intanto vuole l’approvazione al più presto della legge sull’etichettatura che è al Parlamento (italiano) per difendere dall’Europa i prodotti tipici. Con la recente normazione europea il vino si può zuccherare o “invecchiare” con la segatura e finisce che le imitazioni potrebbero diventare la prassi. La Coldiretti ha scoperto il Parmezan romeno che si aggiunge al Parmesan e alla Fontina svedese.

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E l’etichettatura di origine appare ancora più necessaria dopo l’ultima emergenza: la mozzarella blu. Fortuna ha voluto che Elisa Sorzato abbia dato l’allarme avvertendo i NAS che hanno sequestrato solo a Torino 70 mila confezioni di mozzarelle della Land che si trovano nella catena Eurospin (tra l’altro la signora 76 anni, vive con il marito di un’unica pensione e compra all’hard-discount per risparmiare e probabilmente non possiede un costoso smartphone). Ora l’attacco è alla Germania dimenticando che grandi quantitativi di latte e di cagliata per i latticini nostrani provengono da oltralpe. Quindi cosa vogliamo? Regolamentazione o deregulation? Griglie e paletti per il vino o il parmigiano e mano libera per gli alimenti potenzialmente dannosi per la salute e per devastare il mare? Due pesi e due misure? Probabile. D’altronde chiacchierare di mozzarella invece che di fiordilatte dimostrando di non comprendere la differenza tra latte vaccino e latte bufalino e relative tradizioni, aggirare le regole di spedizione dei latticini giocando sull’anonimato garantito dai corrieri, affidarsi a venditori di chincaglierie a piede libero per promuovere un marchio sensibile per settore e situazione contingente, vestire i panni del vate di Bacco, gestire territori, associazioni e critica in un regime di conflitto di interessi costante significa voler sguazzare nel fango per i propri affarucci. Non significa progredire. Non ad Alba nè a Paestum, non a Bargecchia nè a Torino o dove ci sia un’emergenza da affrontare, un sequestro da compiere, un imbroglio da scoprire. Prendere posizione in maniera chiara ed univoca, muoversi in una griglia di legalità curando gli interessi generali è affare più difficile. Io non voglio che sparisca la Nutella, ma ricevere tutte le informazioni necessarie per poter decidere se e quanto mangiarne. Non voglio un mare deserto, ma spero che dai divieti nasca un nuovo modo di fare gastronomia. Voglio che la pubblicità progresso sia una porta sul futuro, di prevenzione oggi per un miglioramento domani. Utopia? Folle equazione? Mettiamoci in ottica europea e vediamo cosa succede alle porte di casa nostra.

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In Francia, l’Inpes, l’istituto nazionale di prevenzione e di educazione per la salute, ha lanciato nel gennaio 2001 il PNNS, programma nazionale di nutrizione e salute. Il PNNS 1 ha coperto il periodo 2001-2006. Ora è la volta del PNNS 2 (2006-20010). In dieci anni tra le tante cose il Programma ha messo su una campagna “mangiare-muoversi” che coinvolge non solo adolescenti, donne incinte, adulti, genitori, anziani, ma anche scuole e imprese con iniziative, materiali informativi ed educativi, comunicazione, sito e prescrizioni. Che appaiono in pubblicità. Con l’indicazione obbligatoria di uno degli slogan della campagna e il rinvio al sito. “Per la vostra salute, evitate di mangiare troppo grasso, troppo zuccherato, troppo salato. www.mangerbouger.fr”, “Oltre al latte, l’acqua è la sola bevanda indispensabile”, Per la vostra salute, mangiate almeno cinque porzioni tra frutta e verdura ogni giorno” sono alcuni degli slogan che vanno indicati in pubblicità.

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Il mangerbougisme fa proseliti, simpatizzanti e ovviamente detrattori. Ma è figlio di una strategia avviata 10 anni fa. E non è la sola campagna di prevenzione. Siamo in estate e il pericolo è il sole. La cartellonistica ricorda la necessità di proteggere soprattutto i bambini anche nei paesi in Bretagna e Normandia dove penseresti che il sole non è eccessivo. Ecco allora che con un gioco transnazionale tutti sono chiamati a rispettare le regole per pubblicizzare il proprio prodotto. Qualche giorno fa è volata per il web l’immagine di Gerard Depardieu nuovo ambasciatore del frico, il piatto tradizionale friulano a base di formaggio Montasio Dop, che ha inserito nel menu del suo ristorante parigino La Fontaine Gaillon. Ho ricercato una pagina pubblicitaria della Frico olandese apparsa sulla stampa francese nel 2008. Oltre il casino che nasce dalla sovrapposizione con il marchio registrato della società olandese, è interessante vedere come il capitano Van Heythuyzen, che divideva il bottino con il suo equipaggio ma non il suo formaggio Old Dutch Master, debba piegarsi al mangerbougisme e invitare a ricordarsi della propria salute. Secondo voi, Nutellà in Francia come fa con la pubblicità? E vi risultano sparite le crêpes alla Nutellà?

Suvvia, lasciate le finte uova senza filiera e le mozzarelle a rischio batterio ai soliti venditori di bassa manovalanza. L’Europa è una cosa seria. Come la nostra salute.

E' senza alcol ma deve inserire la raccomandazione per l'alcol. E' birra, non acqua.
E' senza alcol ma deve inserire la raccomandazione per l'alcol. E' birra, non acqua.

1 commento

  1. Il problema non è recente. Cominciando già dalle cose semplici: il latte di oggi non è quello di trent’anni fa e non credo sia solo per questioni di allergie o intolleranze al latte.

    Sul frico non mi addentro in discussioni, la sovrapposizione c’è nel nome non nella sostanza.

    Il problema è, giustamente come accennato,nel fatto che campagne alimentari non raggiungono la pratica casalinga.

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