Oggi Repubblica ha dedicato un ampio spazio al concorso “Alimentarsi bene, vivere meglio” lanciato da Ideatre60, il primo social media italiano creato dalla fondazione Accenture in collaborazione con il Museo della scienza e della tecnica di Milano. L’obiettivo primario del concorso, recita una pagina del sito è “diffondere la consapevolezza che in Italia c’è un patrimonio alimentare ricco e che è importante valorizzarlo. Quindi offrire la capacità a tutti di orientarsi in questo patrimonio attraverso il valore nutrizionale dei prodotti tipici, i corretti regimi dietetici, le relazioni tra i prodotti in questione e i territori che li esprimono”.

Un successo con 115 idee arrivate alla fondazione Accenture che si era chiesta come mai le nuove generazioni fossero meno orientate ai valori della ricchezza gustativa e alla varietà nutrizionale e perché in definitiva i comportamenti delle famiglie e degli individui fossero poco virtuosi.
Due gli elementi che colpiscono dell’iniziativa della fondazione Accenture.

500-euro

Innanzitutto la volontà di fare ricerca in un settore che a tratti sembra ripiegarsi su se stesso, stretto tra l’esiguità dei numeri dei super-appassionati di gastronomia pronti a sacrifici in termini di tempo, chilometri e risorse pur di assicurarsi l’eccellenza e l’omologazione che va alla ricerca del miglior prezzo. Una volontà che si riflette anche nell’assegnazione di un premio di 5.000 euro alla persona o al team la cui idea risulterà vincente e la possibilità che l’idea progettuale che si aggiudicherà il contest venga concretizzata grazie a un budget di investimento fino a 100.000 euro. Insomma non si corre solo per la gloria.

Un-Tocco-di-Zenzero

Il secondo elemento è il concorso a tappe che vede in quella intermedia una giuria on line, formata da persone competenti nelle diverse discipline che impattano sul tema del concorso, per restringere la rosa a 10 finalisti dai 115 concorrenti. La giuria è stata composta tenendo presente il mondo variegato di riferimento dell’alimentazione e sono presenti una blogger ed esperta di Social Media (Mafe de Baggis), ma soprattutto una Food Blogger come Sandra Salerno che con il suo “Un tocco di zenzero” ha conquistato un posto di rilievo nelle classifiche della rete e oltre alle ricette è conosciuta come chef a domicilio.
A qualcuno che si chiede come possa evolvere il mondo della gastronomia si potrebbe rispondere che dopo i forum e i blog potrebbero arrivare le piattaforme multicanale in grado di fornire informazione, intrattenimento ma soprattutto di educare alla gastronomia e al gusto. Una strada che dovrebbe innalzare la media delle scelte alimentari dei consumatori italiani. Ma più che guardare in alto alla ricerca delle stelle isolate o compiacersi di essere uno degli eletti per aver detto qualcosa di significativo in un post o in un commento sembra necessario un percorso per consentire a tutti di riappropriarsi degli elementi di conoscenza che abbiamo smarrito ed evitare così i casi delle mozzarelle blu o della mucca pazza.

avatar-foodplayer-mozzarella-q

Non è un gioco anche se uno dei progetti arrivati in finale, “Foodplayer” di Rita Meloni propone un browser game on-line in cui il giocatore deve soddisfare i bisogni alimentari del suo avatar ma con un tipo di alimentazione corretta. Salendo di livello, il giocatore dovrà prendersi cura di più avatar. “Ad ogni avatar sono collegati dei parametri, il cui valore indica i risultati che il giocatore ottiene, attraverso l’alimentazione, su ognuno di essi; i principali sono: – condizione di salute; – piacere nell’alimentazione; – benessere psico-fisico; – alimentazione responsabile e sostenibile; – alimentazione come cultura del territorio”.
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

[Foto: cinematografo.it]

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