Nuove texture per la frutta da bere

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“L’armadietto delle medicine del XXI secolo sarà il reparto frutta e verdura”. Ecco una bella citazione di Lynda Resnick per riabilitare il fast food nella versione salutista degli smoothies. Di che si tratta lo spiega Ruth Cullen, autrice dell’omonimo libro pubblicato recentemente da Astraea (160 pagg. – 8,90 euro): “Né frappé né milk-shake ma deliziosi frullati densi e profumati, freschi come sorbetti”.

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“Smoothies” è un rinfrescante libricino da portare con sé in vacanza per accompagnare, da soli o in compagnia, serate, risvegli, merende e canicole dell’estate. Il primo indizio dell’utilità del libro è la sua dedica: “Alla mia famiglia e ai miei amici, sempre assetati”. Già, gli amici assetati. Chi, all’arrivo di un invitato, di un’intera comitiva, di un gruppetto di ragazzini, non ha provato quell’imbarazzo, misto a impotenza, di non riuscire a offrire qualcosa di decente? Qualcosa che, se proprio non riesce indimenticabile, almeno non deluda le aspettative?

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Padroni di casa distratti o soltanto troppo indaffarati, questo è il libro che fa per voi. Troverete ricette di frullati, tante (98 per la precisione) e non è poco. Non pensino, i più smaliziati dei lettori, al solito bibitone di frutta stile bar di palestra, prevedibile nella sua modesta declinazione, passe-partout per qualsiasi pomeriggio, per qualsiasi stagione, per qualsiasi latitudine. L’autrice ne sa una più del diavolo. Nel libro di Ruth Cullen ci sono gli smoothies per la prima colazione, quelli per il pranzo, i frullati del pomeriggio e quelli adatti alla sera. Ma anche gli smoothies della primavera, quelli dell’estate, dell’autunno e dell’inverno. Più gli energetici, i salutari, i golosi e gli speciali corredati da un utile indice degli ingredienti a conclusione della carrellata.

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“E’ indubbio che Dio avrebbe potuto creare un frutto migliore della fragola ma è altrettanto indubbio che non l’ha fatto”. Con questa citazione di William Butler inizia la sezione dedicata alle ricette. Onore a Sua Maestà la Frutta, quindi. Del nuovo farmaco del XXI secolo l’introduzione ricorda le straordinarie proprietà salutistiche. Un po’ di sana divulgazione scientifica per entrare, gradualmente, in quella che è senza dubbio la sezione più interessante del libro. Le ricette, appunto. Poco meno di cento per tutti i gusti e tutti le occasioni. Qualche esempio non guasta. Svegliarsi la mattina appare sotto un’altra luce se è per sorseggiare un frullato a base di succo d’arancia, yogurt al lampone, lamponi e banana o una miscela al sapore dei tropici con succo di guava, yogurt al limone, ananas, banana, ghiaccio e latte di cocco. Così come saltare il pasto può persino diventare piacevole (checché un tantino straniante) con uno smoothie al latte di soia alla vaniglia, burro di arachidi, datteri e banana o con un frullato a base di pomodori pelati, yogurt magro, salsa worcestershire, sale al sedano, tabasco, succo di limone e succo di carota. Anche l’ora del thé può diventare l’occasione per esplorare nuovi sapori con uno smoothie al latte scremato, thé nero, yogurt alla vaniglia, miele, banana, cannella, chiodi di garofano, zenzero e ghiaccio o per impreziosire una merenda con un mix di caffé, latte magro, banana, gelato al cioccolato e ghiaccio. Mentre la sera diventa più dolce con una bevanda a base di latte di soia al cioccolato, banana, lamponi e gelato al cioccolato o con una “Pera in poltrona” (succo di pera, pere in scatola, melone e sorbetto al limone). Tralasciamo il lungo elenco di smoothies di primavera, estate, autunno, inverno (non possiamo certo dirvi come va a finire!) Sappiate però che la sezione Energetici comincia con una citazione di Mark Twain che è tutta un programma (“Chi assaggia l’anguria sa di cosa si nutrono gli angeli”) e che c’è uno smoothie per ogni evento della vita da sottolineare (compleanni, Capodanno, festa di laurea, incontri d’amore, promozione scolastica, primo appuntamento e party).

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Anche questo è fast food, anni luce dal junk food, con cui spesso viene confuso. Regina è la frutta di stagione, meglio se biologica (con qualche “spruzzata” di ortaggi) ma l’autrice non disdegna prodotti conservati e dell’industria alimentare, più adatti agli scaffali di un supermercato (e anche ben fornito!) che al cesto del contadino: frutta surgelata in primis ma anche in scatola(quando la stagionalità va un po’ stretta), in succo e in conserva. Insieme a cacao, gelato, spezie e persino salse. Per rafforzare il contenuto nutritivo degli smoothies, l’autrice propone derivati del latte (soprattutto yogurt), burro di arachidi, anacardi e mandorle, olio di lino, integratori nutrizionali “salutari” (proteine in polvere, polline e lievito di birra) e cereali. Tra gli ingredienti liquidi molto presente, ovviamente, è il latte, nelle sue infinite varianti (di mandorla, alla soia, di cocco, di riso) insieme a bibite, sciroppi, thé e sidro. Bandito è lo zucchero. Al suo posto l’autrice introduce miele, succhi di frutta e sciroppo d’acero. E’ lungo l’elenco di questa “Piccola guida a succhi e frullati dietetici, energetici e rinfrescanti”. Ecco il il secondo indizio della sua utilità. Frullare per credere.

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