Julia Roberts, pizze da star o star per una pizza?Tempo di lettura: 2 min

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Dieci pizze in tre quarti d’ora. Le ha mangiate Lei, Julia Roberts, l’attrice che piace tanto anche alle donne. In meno di un’ora di riprese sul set napoletano di Eat, Pray, Love, la tentazione era troppo forte. E allora bando alla controfigura e al cestino dove gli attori depongono i resti del cibo ingerito per dovere professionale. “Le ho mangiate senza il bordo”, spiega l’attrice che dell’Italia culinaria è fan di vecchia data, “ma le ho mangiate! Durante e anche dopo le riprese!”

Julia Roberts non è nuova alle pizze, anzi. Il suo debutto cinematografico come attrice protagonista è nel film Mystic Pizza (1989) dove interpreta Daisy Arujo, una cameriera di una pizzeria del Connecticut che diventerà famosa grazie ad un importante critico gastronomico curioso di assaggiare la pizza alla portoghese (!?) che si prepara nel locale.

Con queste premesse, potrebbe volare alle stelle la fama della pizzeria Da Michele a Napoli dove sono state girate l’estate scorsa le scene del film che sarà nelle sale americane il 13 agosto (ad ottobre in Italia). Insomma, una Julia Roberts testimonial della pizza dopo una dichiarazione così appassionata: “Ho una storia d’amore con la pizza. Diciamo che è una specie di pane, amore e carboidrati.”

Non resta che chiedersi se l’onda mediatica generata dal film scuoterà il mondo pizza napoletano con le prime posizioni del podio che sembrano saldamente nelle mani di Enzo Coccia de La Notizia (volato a New York insieme all’esperto di forni Stefano Ferrara per una consulenza a Donatella Arpaia – a proposito, ma si sa qualcosa della pizzeria che doveva aprire a fine luglio?) e di Gino Sorbillo (autore della pizza verde dedicata a Bossi) qui in uno strepitoso video con traduzione in francese?

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Che lo star system pizzaiolo funzioni non hanno dubbio nemmeno a Giungano. Nel piccolo paese nell’entroterra cilentano, hanno invitato a far da madrina alla manifestazione che promuove la pizza cilentana (differente da quella napoletana) Barbara Chiappini, madrina anche della festa della bontà di bufala e reduce, raccontano le cronache, dalla trasmissione Prima Colazione la cui missione, spiegava il presentatore e produttore Roberto Onofri, “è di dare lustro, nel panorama ampio delle trasmissioni dedicate alla cucina, sia alle colazioni più tradizionali che a quelle in uso nei vari paesi esteri passando per quelle famose dei divi del cinema di tutti i tempi”.

Va bene. Una pizza da star. E’ questo che ci aspetta in autunno?

[Corriere del Mezzogiorno, NYT, Matinella.it]

4 Commenti

  1. “mi è piaciuta la bruschetta con molto aglio, le penne alla vodka, l’insalata di radicchio…”

    TG1 del 30 luglio min. 0:48

    Vincenzo, il rischio maggiore lo correremmo se decidesse di scrivere una guida.

  2. @ Fabio la bruschetta con molto aglio bisognerebbe chiederle dove l’ha apprezzata 🙂
    E mi era scappato il commento dell’intervistatore: “Sei una di noi”. Saranno aumentate le richieste dei tre piatti????

    @ Bocchets nun te preoccupà, la recensione del film te l’affidiamo volentieri :-)))

  3. Mai fidarsi delle star! Non ti puoi distrarre un attimo che da un credo passano ad un altro alla velocità della luce.

    E’ bastato un cambio di set e Julia Roberts si è convertita dalla religione della pizza a quella dell’Induismo con la quale ha dovuto, giocoforza, rinnegare la prima. A leggere Repubblica, le cose sono andate così. Dopo il set napoletano e le 10 pizze, l’attrice americana è passata sul set indiano e qui sarebbe scoccata la scintilla per l’Induismo.

    Che l’avrebbe spinta, oltre che a promettere di dimenticare il cibo e l’amore, a ridare un nome ai suoi tre figli (non più Hazel e Phinnaeus, nomi strani in partenza, per la verità ma Laxmi e Ganesh, per i due gemelli di cinque anni. Non più Henry ma Krishn Balrm, per il più piccolo di due anni).

    Oggi la Robert, intervistata da Elle, assicura di essere un’induista praticante. Una superstar confusa, la definisce il Daily Mail. Sicuramente troppo incostante per diventare, senza far danni, ambasciatrice della cucina italiana nel mondo. A prescindere dalle penne alla vodka….

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