Lavazza sbarca in USA e sfida Nespresso per il Paradiso

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Conoscevate Lavazza come sponsor dell’alta cucina? Del mitico Ferran Adrià, tanto per cominciare o del cucchiaino bucato progettato insieme allo chef Davide Oldani? O semplicemente come il concorrente di George Clooney, ormai di stanza in Paradiso con la coppia Bonolis-Laurenti? Non è tutto e non da oggi.

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L’azienda torinese (da vent’anni nel mercato del caffé porzionato, 1093 milioni di euro di ricavi nel bilancio 2009 e un aumento del 5% del fatturato nei primi quattro mesi del 2010 rispetto all’anno precedente) è sbarcata infatti nel promettente mercato nordamericano delle cialde da caffè acquistando il 7% di una società leader del settore in Nord-America, la Green Mountain Coffee Roasters (Gmcr), quotato al Nasdaq, la Borsa elettronica di New York. L’accordo potrebbe essere il primo passo verso future sinergie operative nella realizzazione di macchine da caffè espresso con cialde monoporzione insieme all’azienda nordamericana che già le produce attraverso la sua divisione Keurig e verso la commercializzazione in Nord-America di macchine da caffè Lavazza per uso domestico. L’acquisto potrebbe rappresentare anche il trampolino di lancio verso la scalata al 15% di Gmcr (con l’accordo dei giorni scorsi la partecipazione è al 7%) che le consentirebbe di diventare il più importante socio del gigante americano. Soddisfatti i vertici aziendali al di qua e al di là dell’Oceano. “L’accordo rappresenta una grande opportunità per cogliere appieno il potenziale dell’espresso italiano in Nord-America”, ha fatto sapere Gaetano Mele, Amministratore Delegato di Lavazza. “Abbiamo sviluppato un’efficace collaborazione”, gli ha fatto eco Lawrence J. Blanford, Presidente e CEO di Green Mountain Coffee Roasters, “e, sulla base dell’altissima qualità professionale e delle conoscenze tecnologiche di Lavazza, siamo convinti che esista un forte potenziale per un’alleanza commerciale tra le due aziende”.

L’acquisto, perfezionato a 250 milioni di dollari, è l’ultimo di una serie di operazioni che hanno visto Lavazza impegnata in uno shopping in giro per il mondo con l’obiettivo di rafforzare la presenza dell’azienda sul mercato internazionale e di raggiungere, secondo quanto ha dichiarato la stessa società torinese, il 40% dei ricavi all’estero. A marzo Lavazza ha acquistato la Ercom, leader italiano nella cioccolata calda in tazza, nei preparati per sorbetti e nelle creme fredde e presente in novanta paesi del mondo con 4000 dipendenti e un fatturato di oltre un miliardo di euro. L’acquisizione di Ercom si affianca a quelle della società Onda Coffee Break, la più grande catena di coffee shop della Bulgaria e dell’argentina Coffice che opera nel settore delle macchinette espresso per ufficio. L’interesse per i paesi emergenti ha già spinto l’azienda torinese ad entrare nel difficile mercato colombiano con il sistema BLUE (espresso a cialde + design italiano, rivolto principalmente ai ristoranti). A Bogotà è prevista l’apertura, nel 2011, di un’accademia “per l’educazione al gusto e la diffusione della cultura dell’espresso”, rivolto a professionisti e appassionati.

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L’azienda, leader in Italia con il 47% del mercato retail, è stata fondata a Torino nel 1895 ed è di proprietà della famiglia omonima da quattro generazioni. E’ presente in 90 paesi del mondo anche con una rete di 350 coffee shop tra Europa, Stati Uniti e Asia.

Chi finirà in Paradiso, George Clooney o Carmencita?

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