Ogni maledetta domenica (come crescere)

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Che brutta cosa arrivare a quarant’anni e scoprirsi ingenuo. Che brutta cosa avere una passione alla quale si è sacrificato molto e scoprire che quelli che giocano nel cortile intorno a noi non seguono le stesse regole.

Mah, mesi fa scrissi senza saperlo un vaticinio. Come un aruspice in un domenicale anticipavo inconsapevolmente quanto sta succedendo oggi e lascia basiti tanti uomini di buona volontà: parlavo tra le altre cose del brutto, bruttissimo vizio della società gastronomica (almeno quella che ambisce ad esserlo) di schierarsi tosto in squadre, come in una moderna via Pàl. Purtroppo malgrado le malversazioni nella storia umana, il dualismo continua ad essere un grande male ed a avere tanti seguaci. Sarò ingenuo, amici miei, ma trovo veramente incomprensibile questo difendere l’orticello (non importa quanto piccolo sia, e credetemi è minuscolo) con le unghie e con i denti, malgrado tutti e tutto! La logica dei “compagni di merende”, del branco, dell’accolita, del clan: veramente non la capisco. La trovo propria di società primordiali, poco evolute: non della rete 2.0. che vorrebbe indicare quale sia il futuro.

C’è chi scomoda McLuhan, chi citazioni straniere, chi scenari politici, chi la morte delle guide, chi la supremazia di queste, chi purezze adamantine, infine c’è chi addirittura parla di Interpol… Sembrano tutti impazziti e non si rendono conto che in questo modo mandano in vacca quel poco che si era faticosamente costruito!

Non capisco e quando non capisco mi irrito… e ho il brutto vizio di iniziare a rimuginare: che senso ha tutto ciò? A chi porta acqua per l’orto? Perché, amici miei, solo una cosa mi è chiara: gli interessi in gioco debbono essere necessariamente sentiti come corposi per giustificare tutta questa pugnace veemenza! Non importa che secondo noi il concetto di interesse corposo si attaglia a altri scenari ed altre cifre. Dimenticano che esiste una categoria di appassionati che va in giro a mangiare, bere e si sbatte per passione e che questi sono quelli che tengono vivo questo sport. Se ne “fottono” e non si accorgono di riacutizzare una frattura che rischia di essere esiziale per il nostro piccolo mondo. Loro guasconi e maramaldi continuano a dare questo spettacolo e a complicare ulteriormente un rapporto già compromesso con la società civile, incuranti di tutto e tutti con la baldanza di giovani adolescenti nel canneto che si sfidano a chi la fa più lontano. La cosa ancora più grave è che tutto ciò accade in un momento in cui si si sbatte per il necessario…

A molti potrà apparire folle, ma sono quasi trenta anni che vado in giro a mangiare, fulminato in giovane età da una visita di Mario Soldati alla cantina di mio nonno. Trent’anni in cui ho girato i migliori produttori e cuochi di Italia e del mondo, per passione e piacere, senza mai pensare di ottenere nulla in più. Poi tredici anni fa un amico, che non ringrazierò mai abbastanza, mi fece iniziare a collaborare per le guide, per me fu una gioia indescrivibile e un onore! Da allora continuo, con passione e senza spirito mercenario, non preoccupandomi se il saldo è in attivo o passivo, tanto ho un lavoro vero 🙂 .

Lo stesso spirito mi ha portato sulla rete, la voglia di condividere le storie di gusto che andavo vivendo. Oggi mi rendo conto che non è così per tutti, che le variabili sono tante e spesso le più convenzionali. La sola preoccupazione, e non da poco, è che questo clima insopportabile degli ultimi mesi, questo “Estote parati” permanente, contamini come un virus la rete. Altro che 2.0 qui siamo alla guerra del fuoco, quello che vedo intorno a me sono riti tribali, consumati con incoscienza e sprezzo del pericolo. Sapete cari amici qual’è il rischio? Che questo agone lascerà solo devastazione e che il futuro sarà più antico del vecchio, altro che rivoluzione internet!

Noi qui su scattidigusto.it, continuiamo la nostra vita. Senza farci troppo turbare dal “venticello della maldicenza”. Continueremo a raccontare nelle nostre storie di gusto per i pochi o molti ci vorranno seguire. Onorati di questa attenzione. Consci e grati di fare la cosa che più ci piace al mondo, la sola che sappiamo e vogliamo fare!

E’ il football, ragazzi. E’ tutto qui. Allora che cosa volete fare? (Tony D’Amato)

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