Austria in bici/2 Sacher? No, Anna Torte

Tempo di lettura: 3 minuti

Se pensi a Vienna e subito ti viene in mente la Sacher, benvenuto nel regno di un’amante non della Sacher ma della Anna Torte. Non è la torta di una misconosciuta Anna e non un concorrente di Sacher. Qui parliamo di altro, di una Konditorei (pasticceria) che non perde il tempo a gareggiare con Sacher, ma che ha costruito il suo nome e reputazione con cura e competenze. Nonostante le diatribe sull’origine della Sacher Torte, che potrebbe venire dalle sapienti mani e creatività di un Demel, la Konditorei Demel è la Konditorei di Vienna. Mentre Sacher è un ristorante.

Demel-interior-Vienna

Ho scoperto Demel nel 2005, al termine del primo giro in bicicletta lungo il Danubio. L’Anna Torte fu scelta per caso e da allora occupa un posto speciale nei ricordi “di famiglia”. Tornando nel 2010 avevo timore di subire una cocente delusione, considerato che ora un po’ di più ne capisco di dolci e cucina. Invece, l’ammirazione è aumentata.

demel

Non sono ancora uno Stammgast (habituè) del locale anche se lo vorrei essere. Da quanto ho letto per diventarlo dovrei frequentare questo paradiso per diciannove anni. Ma le cameriere mi hanno trattato sempre con una gentilezza e professionalità commovente. Forse noterete che non portano rossetto o smalto rosso, ma questa è la regola. Fino agli inizi del Novecento provenivano persino da una scuola religiosa. Tutto questo non a testimoniare una certa inflessibilità mentale, ma a conferma della volontà di porre il cliente al centro di tutto. Lui (o lei) non deve essere semplicemente soddisfatto, deve invece essere felice di essere da Demel. E ce la fanno benissimo a farti sentire un beato. Tale beatitudine sta alla base dell’espressione “E’ Demelish”, una sorta di appellativo per indicare che tutto è perfetto. E come aspirante Stammgast posso confermare che vi verrà da esprimervi così dopo poco.

insegna-demel

Fondata nel 1786 ha rapidamente guadagnato i favori della corte viennese grazie all’ingegno di Ludwig Dehne. Ma si è passati a Demel solo nel 1857, quando il primo assistente del nipote di Demel acquisì il locale. Un altro protagonista Demelish è Maria Schwiegertochter Anna a cui oggi è dedicata una torta a fronte dell’impegno profuso durante la guerra e la crisi economica nella prima metà del Novecento.

demel_cucina

Tornando all’oggi. Spettacolare è la parte di cucine a vista, dove i turisti e appassionati si possono fermare a filmare e fotografare. Ti lascio immaginare l’invidia. Vedevo circolare impasti che emanavano una sensazione tattile di morbidezza. C’era chi era impegnato a tagliare biscotti (parola riduttiva) e chi a modellare statue golose. Tutto col sorriso sul volto e la concentrazione massima possibile.

Demel-esterno-Vienna

Ti invito a non fermarti ai tavoli fuori, entra, c’è una sala fumatori e non fumatori. Le cameriere non cacciano nessuno nonostante l’eleganza sobria e particolare insieme. L’angolo shopping lascialo per l’uscita. Per ora concentrati sulle torte. Posso garantire per la Anna Torte e la Mozart Schnitte. Consiglio anche il Hauskaffee con della Sahne (panna). L’ho assaggiato sia col latte che con la panna, ma con la panna diventa ancora più perfetto. Nota anche che col caffè, come anche da Diglas, ti servono un bicchiere di acqua.

Invito anche a comparare il prezzo di una fetta di torta di cotanta qualità col prezzo di un tiramisù di un qualsiasi locale romano. Della serie, sei alle porte della pace dei sensi con un ottimo rapporto qualità prezzo. Ho visto anche passare una Wiener Schnitzel cotta benissimo, questa ha un altro prezzo, ma sembrava valerlo appieno.

All’uscita, un salto all’angolo shopping è d’obbligo. Io non resisto a non comprare la cioccolata. Se, invece, proprio non vuoi sentir parlare di torte e di andare in una Konditorei, se torni in Italia con un aereo Niki, sappi che trovi Demel comunque. Demel effettua, infatti, il catering ed è responsabile dei pasti a scelta e pagamento sulla linea aerea di Niki Lauda. (2. continua)

Demel. Kohlmarkt 14. A-1010 Vienna. Tel. +43/1/535 17 17-0

Rossella Di Bidino. Foto: Gryffindor, Rossella Di Bidino

La precedente puntata la potete leggere qui

3 Commenti

  1. ha risposto a Daniela (SenzaPanna): Clinica svizzera? 🙂
    Che fantasia deviata. Io volevo essere dall’altra parte del vetro. C’erano di quegli impasti …e tutti che sorridevano ai turisti scemi che facevano foto su foto. Che impegno! Sapessi io sorridere così al lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui