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L’evento è di quelli giusti. Palcoscenico la grotta che Ali Babà/Raffaele Vitale ha disegnato a Marcato San Severino nella cantina dalle volte importanti. Tempio del pomodoro (e non solo) cui accorrono in tanti richiamati dalle sirene del Papero bonilliano e dalla sua spalla Maurizio Cortese. I due, in procinto di lanciare il media che, assicurano i meglio informati, farà traghettare la gastronomia dal web 2.0 al web 3.0, hanno pensato ad un confronto tra i pizzaioli a metro di Vico Equense capitanati da Gennar(in)o Esposito e il testimonial Gino Sorbillo.

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E ovviamente si è iniziato subito a mangiare appena sceso l’ultimo gradino della scala che porta alla sala. Un po’ di pasta, qualche pezzo della pizza a metro che la squadra vicana ha portato qui. E un po’ di saporite palline che andavano giù accompagnate da un frizzante Santacosta di un mio omonimo bevitore, Andrea Pagano.

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L’occasione però era più che doppia perché Raffaele Vitale, che lo ricordiamo a beneficio di tutti è architetto, ha realizzato il bistrot – punto di vendita cui mi aveva accennato. E le rotondità del luogo annunciate dalla proiezione del vetro alle spalle del bancone di sala per continuare nella bianca cella frigo (con un maiale che ha cambiato concept per il piacere di chi sarà alla tavola di Vitale) sono ben distribuite al piano superiore con accesso indipendente. Grande bancone, sala di degustazione e offerta di prodotti per la spesa tipica, anzi topica, corroborata dai pomodori San Marzano che qui sono come i ceri accesi al protettore del sugo più buono che mente umana possa rappresentare.

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Rotondità come quella del quasi terzigno in cui riposano le alici sotto sale della premiata ditta Torrente. Alici di Cetara che Luigi mi fa assaggiare accompagnata dalla mozzarella del Casolare. Il posto giusto per applicazioni WYSIWYG (What You See Is What You Get) nel senso che mangi quello che vedi e te lo puoi anche portare a casa. O per scambiare 4 chiacchiere in santa pace (ascoltando, ad esempio, da Bonilli quanto sia gustoso un certo pesce nero che un altro profeta del mangia ciò che è esposto, Roscioli, sta proponendo). Una bella alternativa alle rustichelle da autostrada per quanti si trovano a percorrere l’A 30, Caserta – Salerno.

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E la gara pizza vs pizza chi l’ha vinta? Gino Sorbillo sembra destinato ad essere irraggiungibile poiché l’incrocio tra l’allenamento quotidiano (1200 pizze giorno circa) e la sua capacità di adattarsi a qualsiasi buco in grado di ospitare della legna accesa lo rendono imbattibile. La grande distesa di materie prime che espone con tanto di cartellini accanto ai piani di lavoro testimonia la sua volontà di diventare messaggero di bontà. Comunque, la disfida avrà una replica il 5 dicembre a casa dei contendenti di Vico Equense. Sfide tra università e professori, insomma!

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A questo giro non mi sono fatto mancare gli spicchi con qualche condimento davvero particolare come certe frattaglie e alcune salsiccette di Mario Carrabs (che ha upgradato con un “forte” indimenticabile una sua proposta da chiusura di serata).

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Ma la mia palma d’oro della serata va a questo tranciotto delizioso che pure è finito a rimpolpare i sapori delle pizze sorbilliane. Trattasi di un prosciutto cotto di bufala (sì, va bene sarebbe di carne di bufalo ma va in assonanza con la mozzarella). Si tratta di un beta-test e le sperimentazioni continuano. Direi con successo.

Casa del Nonno 13 Corso Francesco Caracciolo, 13 – 84085 Sant’Eustachio di Mercato San Severino (SA). Tel. +39 089 894 399.

8 Commenti

  1. ha risposto a Francesca: La pizza non è in carta. Questo era un evento dedicato.

    La sala è proprio la cantina, mentre il bistrot-negozio permette un break rapido e soprattutto di fare la spesa.

    La formula bistrot è in avviamento al pari del negozio con Raffaele Vitale che sta selezionando i prodotti da porre in vendita. Sicuramente testeremo quando la macchina avrà eseguito il minimo di rodaggio 🙂

  2. Che figata, io c’ero e mi sono divertita con quel bendidio di pizze! Date un’occhiata alla foto delle zeppole…le migliori mai assaggiate. Ne ho ingerite un paio di dozzine poi ho smesso ma solo perchè qualcuno mi ha guardata male.

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