indovinello-neve-bottFuori nevica, finalmente fa freddo. Il termometro segna meno sette, ed io ho rimesso gli sci.

L’Interno è come sempre: Caldo, accogliente. Legno alle pareti, loden grigio e decorazioni di natale. Il menù è come al solito nuovo e insieme sempre uguale. I piatti 2011 sono buonissimi.

Io assaggio i fagotti i di zucca con fonduta di parmigiano, lardo di colonnare e tartufo nero, super! Ma anche i cavatelli con ragout di anatra di Ale non scherzano. Dalla Brace piccione e anguilla affumicata che mi ricorda che “cuochi si diventa, rosticceri si nasce” come diceva il grande Escoffier,
Che posto il St. Hub… Less is more!
Norbert mi racconta il suo desiderio di un rifugio di montagna. Piatti semplici, materie prime, sostanza… E io non posso far a meno di pensare che bel posto, questa è la modernità!

indovinello-neve

8 Commenti

  1. Ale!!!!
    Dio, che bello!!!
    Mi hai fatto sentire il calore del camino; l’odore della neve, del legno, della resina, dell’intimità di un giorno che finisce… Il sapore di cibi che vivono e si esaltano in quel contesto, in quel piccolo paradiso, e poi, la corposità del vino ed il suo ruffiano effetto euforizzante!
    Per tutto questo:
    grazie Ale’ e tanta serenità!
    Un abbraccio! C.

  2. tutti ricchi voialtri! una che beve alla pergola, l’altro che va in alta badia…Scherzo, mi è piaciuto molto il pezzo e conosco l’alta Badia, ci andavo con mia moglie un tempo, quando c’erano meno ristoranti stellati ma era comunque un posto molto interessante dal punto di vista enogastronomico. Poi si scia meglio che a Cortina. P.S st. Hubertus number one!

  3. ha risposto a Claudio Gargioli: Claudio, scusa, mentre quello sta in alta Badia, non è che mi faresti una teglia di lasagne in questi giorni che mi è venuta voglia di una bel pranzetto da voi con boccia di vino rosso, coccolata dalle vostro consueto calore? Baci!

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