Magn-to-magn/1 Michael Mina a San Francisco

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Una volta mi dicesti che in futuro ci sarà un nuovo Larry Bird. Larry, non ci sarà mai, mai e poi mai un altro Larry Bird. (Magic Johnson)

Non uno, ma ben due componenti della squadra di scattidigusto sono in terra americana. Sulla costa orientale dell’Atlantico l’indigena Katie Parla che, fedele all’adagio italico Natale con i tuoi, ha riguadagnato la terra natia ed ha già indicato dove mangiare last minute a New York per le feste (senza dimenticare la guida ai migliori hamburger nella Big Apple). Sulla costa occidentale, Oceano Pacifico, Andrea Sponzilli in compagnia di Emanuela sta girando un altro capitolo della saga Sponzilli’s food dopo le tavole italiane di Natale e Capodanno. E allora, come nelle mitiche sfide Nba Boston Celtics vs Los Angeles Lakers, Larry Bird vs Magic Johnson, Robert Parish vs Kareem Abdul-Jabbar, Atlantic Division e Pacific Division, potevamo farci mancare un coast to coast della tavola sulle due sponde oceaniche? No, non potevamo. Ed ecco allora un magn-to-magn (mangia tu che mangio io) per sapere cosa succede dall’altra parte del pianeta cibo. (V.P.)

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Trenta ore di viaggio non sono uno scherzo.

Trenta ore di viaggio sono ancor meno uno scherzo se il salto di fuso orario fa si che hai ancora nove ore davanti a te nel momento in cui in patria saresti in procinto di addormentarti.

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Il viaggio è però vacanza e la vacanza è divertimento. Bisogna sempre guardare il risvolto positivo e in questo caso ha un nome ed un cognome: Michael Mina. Michael Mina oltre ad essere il nome di un egiziano cresciuto a Washinghton e poi trapiantato in California, è anche il nome di uno dei più “chiacchierati” e controversi ristoranti della eterogenea e scintillante scena gastronomica di San Francisco, scena che lo ha insignito negli anni di diversi premi e riconoscimenti.

Previa obbligatoria prenotazione effettuata da una gentilissima concierge, ci dirigiamo sotto una pioggia battente al 252 di California Street, civico sul quale si affaccia la grande porta di ingresso in cristallo con su impresse le due M di Michael Mina.

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La sala è di quelle “fashion”, luci soffuse, lungo bancone del bar sulla destra e sala che si apre ampia su più livelli come a creare tanti piccoli ambienti, su tutto dominano i colori del legno scuro e grandissimi specchi incorniciati. Accomodati alla tavola, apparecchiata “ovviamente” senza tovaglia, una gentile e sorridente cameriera ci consegna il menu, consigliandoci i piatti a suo avviso più interessanti.

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Le danze hanno inizio con un simpatico appetizer gentilmente offerto, teso a ricreare l’estetica di una tipica colazione intercontinentale: cappuccino e sandwich, ovvero una crema di mela verde, cheddar cheese e cannella accompagnato da un piccolo toast farcito di formaggio e prosciutto stagionato.

Ogni così qui è pensata per essere anticonvenzionale, al classico binomio cestino del pane – panetto di burro, qui preferiscono delle belle e rustiche fette di pane di grano duro ben tostate e dorate sulle quali spalmare un formaggio fresco, che per consistenza e sapore può ricordare la nostra ricotta, ricoperto da un leggero strato di miele.

La cena vera e propria inizia però con il servizio delle due entrèe.

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Crispy Wolfe Ranch Quail succulenti quagliette disossate e ricomposte in una leggerissima pastella, salsate da un’aromatica e pungente salsa harissa ed accompagnate da una “panzanella” composta da diverse cruditè che, con il tocco croccante dei pistacchi iraniani, completava il gioco delle acidità/dolcezze e delle consistenze in modo sicuramente riuscito, rendendo il piatto molto goloso e divertente.

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Pork Belly & Geoduck Clam Salad ovvero come unire ingredienti comuni ed ingredienti pregiati ed insoliti in unico piatto di estrema eleganza e piacevolezza meccanica-gustativa: insieme alla comune pancia di maiale resa croccante dopo l’ordinaria cottura a bassa temperatura, Mina ha abbinato la Geoduck Clam, particolare e pregiatissima vongola gigante tipica delle coste nordamericane il tutto servito insieme a dei fondenti cubi di zucca gialla ed adagiato sul tipico butternut squash purèe impreziosito dal più “aristocratico” dei curry, il Vadouvan.

La scelta delle due portate principali, espressamente suggerite dalla solerte cameriera ci ha permesso di scoprire due tipici piatti della cucina di Michael Mina

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Braised Pork Short Rib golose costolette di maiale brasate, servite su una setosa polenta di mais Anson Mills ed accompagnate da spicchi di mela cotogna per bilanciare il piatto in acidità.

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Brandt Farm Beef Rib Eye, forse il piatto più “canonico” ed impersonale tra quelli provati, anche se di ottima fattura e di sicuro impatto gustativo: filetto di manzo “affogato” in un profumatissimo burro ai porcini servito in accompagnamento ad una patata fondente e ad un’ottima insalatina da taglio impreziosita da una salsa al foie gras; particolarmente gustosa la “strisciolina” di grasso posta sulla sommità del filetto ed atta a bilanciare, secondo i propri gusti, la magrezza dell’ottima carne del filetto.

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Contenti di aver finalmente raggiunto “l’orario minimo sindacale” per concedersi il meritato riposo, più che soddisfatti della modalità scelta per l’attesa, degustiamo un divertente gelato allo yogurt con mela verde ed aria al lime, quindi fermiamo il primo taxi e salutiamo la San Francisco gastronomica almeno fino alla colazione dell’indomani mattina.

Michael Mina. 252 California Street. San Francisco, CA 94111. Tel. 415.397.9222

Bandiera: il cacciatore.com


- lunedì, 3 gennaio 2011 | ore 9:00

5 commenti su “Magn-to-magn/1 Michael Mina a San Francisco

  1. Michael Mina….sono orgogliosissima di farvi sapere che una ragazza di nome Alana Joy Eckhart si è formata da me e ora…lavora da lui! Michael Mina’s sous mi ha contattato per referenze su Alana (eh si, li lo fanno…!) pochi mesi fa e poi l’hanno assunta, come comis. Alana mi parla benissimo di Mina e del suo ristorante. Lo so, non ve ne importerà nulla, ma io ve l’ho detto!

  2. Grande Andrea, sono felice che ci sieti andati da Michael Mina. Il ribeye “affogato” di burro e’ un suo trademark e forse, si’, sembrano un piatto cannonico con rispetto agli altri. Aspetto con ansia la prossima puntata! Buon viaggio!

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