Magn-to-magn/4 California Dream in salsa vietnamita. Slanted Door

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San Francisco è una città che impressiona ed affascina per la sua eterogeneità, qui tutto cambia continuamente agli occhi di chi si muove tra strade e colline, perfino il tempo ed il clima sono “unpredictable” tant’è che gli abitanti di Frisco amano dire “se non ti piace il tempo di adesso, aspetta due minuti!”.

Maestosi grattacieli si alternano a caleidoscopiche e “old fashioned” ville vittoriane passando per architetture tipicamente orientali nella più grande Chinatown americana, ripidi saliscendi lasciano il posto a tranquillizzanti moli che si distendono sull’Oceano,  yuppies e WASP del ventunesimo secolo si mescolano ad esotici clochard in un turbinio razziale e culturale: colori, odori, sapori, lingue, pronunce, ogni cosa qui è mescolata offrendo al turista un cocktail degno di Verne e del suo “Giro nel mondo in ottanta giorni”.

All’interno del Ferry Building, tempio della gastronomia a San Francisco, c’è un locale che puntando sulla natura eclettica e multietnica propria e distintiva della città è riuscito a guadagnarsi un meritatissimo posto al sole nello scenario gastronomico cittadino: The Slanted Door.

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Prima ancora che gastronomica, quella dello Slanted Door è una bellissima storia della famiglia Phan: originari della Cina, cresciuti in Vietnam del Nord, a metà anni ’70 si sono ritrovati dispersi in mare mentre cercavano la fuga dal Vietnam, dopo essere stati salvati da una nave malese e trattenuti come profughi in un campo a Guam sono riusciti ad arrivare a San Francisco un anno e mezzo più tardi iniziando a svolgere diversi tipi di lavori. Uno dei figli, Charles, dopo aver frequentato architettura all’università di Berkely ed aver lavorato in studi di architettura  newyorkesi, rimasto affascinato dalle cucine di Zuni Cafè e Chez Panisse, ha intrapreso il percorso che lo ha portato ad essere chef e fondatore dello Slanted Door, ristorante tutt’oggi a conduzione familiare, gestito da venti componenti della famiglia Phan.

La stessa storia dei Phan e dello chef Charles, racconta la cucina che regna nel locale di San Francisco dove è più difficile ottenere un tavolo senza prenotazione, cucina che si basa sulla fortunata commistione di tecniche e ricette in puro stile vietnamita preparata utilizzando unicamente i prodotti californiani freschissimi e bio di cui il Ferry Building è l’emblema.

Il locale, ideato e progettato dall’architetto/designer Olle Lundberg, è situato nella parte posteriore del Ferry Building affacciandosi con le sue ampie vetrate sulla pittoresca Baia di San Francisco e sul Bay Bridge, scenario talmente bello e godibile da consigliarne la sosta per un pranzo in una tiepida giornata di sole californiano.

L’ampia e luminosa sala da pranzo, caratterizzata dal largo impiego di granito, acciaio e vetro, è dominata per quasi tutta la sua lunghezza da una moderna cucina a vista mentre sul lato sinistro dell’ingresso si sviluppa il bancone del bar dove è anche possibile assaporare qualche piatto dalla proposta giornaliera di Phan.

Come detto la cucina, di chiara ispirazione vietnamita, si basa su quanto è possibile reperire al mercato quotidianamente, tutto gli ingredienti provengono da piccoli produttori bio californiani ed il pesce è sempre freschissimo.

Dalla nutrita e golosissima carta abbiamo scelto:

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Slanted door spring rolls. Piatto imprescindibile che sintetizza al meglio la logica cali-vietnamita del locale: sottilissimi fogli di riso arrotolati e farciti di gamberi al vapore, magro di maiale scottato ed insalata verde arricchiti aromaticamente dalla freschezza della menta da “pucciare” all’interno di una cremosa e bilanciata salsa di arachidi. Piatto molto fresco e divertente nei contrasti di consistenze e nel bilanciamento dei vari sapori.

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Wood oven roasted manila clams. Ovvero il sautè di vongole secondo Charles Phang: vongole (di tipologia manila), cotte in forno a legna all’interno del coccio, servite con un aromatico brodetto di basilico thai, cipolle e peperoncino fresco ed arricchite da una golosa pancetta di maiale resa croccante. Gusto assicurato pescando con la vongola il sughetto ed un pezzettino di pancetta, per un intenso gioco di sapori e di rimandi dove ogni ingrediente è perfettamente riconoscibile.

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Shrimp and pork wonton soup. Rustici wonton farciti di gamberi e maiale, affogati in un corroborante e molto aromatico brodo, accompagnati da noodles all’uovo e succulente fettine di maiale alle cinque spezie, il tutto rinfrescato dalla parte verde del cipollotto e reso divertente dalla croccantezza di piccoli dadini di pane fritto. In una cucina thai la zuppa non può mancare, questa non deve mancare!

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Crispy egg noodles. Noodles all’uovo resi croccantissimi e friabili, sovrastati da pesce e vegetali leggerissimamente scottati e glassati: gamberi, calamari e capesante per quanto riguarda il pesce, carote, broccoli e funghi shitake sul lato vegetale. La filosofia del piatto si gioca sulle consistenze differenti degli alimenti che possono essere dosate componendo il proprio “boccone perfetto”.

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Sugar & spice beignets. Dessert caldamente consigliato da una gentilissima, ed evidentemente golosissima, cameriera: zeppoline fritte, croccanti fuori e sofficissime dentro, rotolate in un mix di zucchero semolato e cannella da imbibire in una lussuriosa e voluttuosa crema al mascarpone e vaniglia. Dessert per veri golosi o per italiani nostalgici dell’amata patria di cui il mascarpone è uno dei simboli.

Il pranzo è purtroppo finito qui, una lunga camminata lungo i Pier attendeva di essere portata a termine, la cucina avrebbe meritato di essere provata più e più volte ma la lista delle prenotazioni non ha consentito: ricordate di prenotare con largo anticipo, anche attraverso il sito web.

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Ultima nota sul lato “beverages”: oltre la gradevole e rinfrescante limonata assaggiata è possibile scegliere tra una nutrita lista di birre interessanti, una bella selezione di tea e soprattutto una delle migliori liste dei vini della città che vanta, tra gli altri, un’ampissima lista di Riesling austriaci, tedeschi e francesi offerti anche al bicchiere.

In conclusione il consiglio è questo: stimolare l’appetito indulgendo tra i banchi e le botteghe del Ferry Building e del Farmer Market per poi appagarlo nel migliore dei modi alla tavola dello Slanted Door, locale premiato con il James Beard Award.

Slanted Door. 1 Ferry Building #3 San Francisco, CA 94111. Tel 415.861.8032

2 Commenti

  1. ha risposto a Katie Parla: Ci siamo trovati benissimo, non bene.
    Pensa che rischiavamo di non provarlo: le prenotazioni erano tutte chiuse fino quasi a metà gennaio.
    Poi passando dal Ferry Building all’ora di pranzo, sono entrato, ho chiesto e dopo 1 ora mi hanno dato il tavolo 🙂

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