Registro Dop e Igp. Attenzione, la Cina è tornata! (nove volte)

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C’è una Cina che copia la qualità e una Cina che fa qualità. Della prima, principale protagonista del mercato mondiale della contraffazione, sono piene le cronache. Più inedita la seconda che due mesi fa ha messo a segno il colpaccio con il riconoscimento della pasta alimentare Longkou Fen Si come IGP e ora chiede di entrare nuovamente nel salotto buono dell’agroalimentare con nuove richieste di iscrizione al registro europeo delle DOP IGP STG.

In assenza di opposizione da parte degli Stati Membri, a marzo entreranno nell’elenco dei prodotti agroalimentari certificati dall’Europa altri nove prodotti tra cui la mela Shaanxi ping puo (Dop), l’agrume Guanxi Mi You (Dop), il tubero Lixian Ma Shan Yao (IGP), il Té verde Longjing cha (Dop) e l’aceto di riso fermentato Zhenjiang Xiang Cu. Sono state inoltre presentate domande per altri tre prodotti ortofrutticoli/cerealicoli e per uno della classe pesci, molluschi e crostacei.

La normativa europea prevede che possano essere iscritti nel registro DOP IGP STG anche prodotti di Paesi non europei ma finora, oltre alla pasta cinese, l’inserimento era toccato solo al caffé di Colombia Igp.

Ora la speranza, come ha ricordato Mauro Rosati della Fondazione Qualivita, “è che la Cina possa tornare utile all’Europa nell’affermazione delle Indicazioni Geografiche in sede di Wto” e nella richiesta di uno standard internazionale di protezione più elevato per le denominazioni geografiche.

Nell’attesa che il commercio mondiale offra protezione certa alla qualità, molti dei prodotti cinesi in lista d’attesa passano già l’esame quantità essendo presenti nei mercati internazionali o avendo le carte in regola per farlo. E’ il caso del pomelo Guanxi Mi You, l’agrume venduto fresco e utilizzato per produrre oli essenziali, già presente nei supermercati europei o della mela Shaanxi ping puo che, come fa notare il sito Il Fatto Alimentare, mostra una “resistenza al magazzinaggio e al trasporto che le rendono adatte al commercio internazionale”.

[Fonte: ilfattoalimentare.it, Qualivita]

Foto: whatsonxiamen.com

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