Guardate Gino Sorbillo che spiega come si salva la pizza napoletana

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A salvare la Pizza napoletana Stg, minacciata dall’intenzione della Commissione Europea di modificare il regolamento sui marchi di qualità sembrava dovesse essere la Mozzarella di Bufala Dop. “E’ il valore aggiunto che consentirà alla pizza napoletana di non mettere a rischio il marchio europeo di Specialità Tradizionale Garantita”, aveva dichiarato il Presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana Antonio Pace. Ma, ed il ma è grosso, la mozzarella di bufala non è un ingrediente della pizza tradizionale per eccellenza, cioè la Margherita (anche se è stata coniata una versione Extra che la prevede). Quindi la strada da imboccare è piuttosto quella della riserva del nome.

Il superpizzaiolo Gino Sorbillo, che si sta prodigando da tempo per arrivare a una soluzione ed evitare che un lungo percorso culminato con il riconoscimento nel dicembre del 2009 del marchio STG sia vanificato, spiega la strada da percorrere.

Video: Enrico Pietro Chelli

4 Commenti

  1. La confusione regna ancora sovrana a quanto si legge in giro. Ma mi sento di condividere un assunto: la mozzarella di bufala per la pizza è un (nobile) ripiego dettato dalle mode. Devono tenerla in frigo per abbassare drasticamente la quantità di siero che lascia. E’ un abbinamento che in questo caso non suona bene pur trattandosi di un’eccellenza del territorio. Per me Margherita semplice come si fa da 100 anni. E vai con la pizza!!!

  2. ha risposto a Gennaro Maglione: E pensare che qualche tempo fa si credeva che la mozzarella di bufala non potesse essere al 100% di latte di bufala. Poi è diventata nobile, di più del fiordilatte, e ora non se ne può fare a meno anche dove la tradizione non lo richiederebbe. Ciò non toglie che una bella base come sa fare Gino con una mozzarella a crudo e pomodori sia una bella soluzione fresca. Ma è un’altra cosa 😉

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