Paolo Poli, saluto a un amico

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A notte fonda Paolo ci ha lasciato, in punta di piedi. In pochi mesi un mostro lo ha mangiato, troppo veloce per rendercene conto per prepararci per salutarci.
Tra le altre cose Paolo è stato un amante del vino, un animatore instancabile sempre curioso e attento alle novità. Ha costruito una splendida carriera professionale senza perdere la tenerezza e il sorriso anche nei momenti più duri e difficili, quelli che oggi ricorda come tempi eroici.
A modo suo era uno sportivo, la montagna e le discese nelle grotte da sempre e il golf più di recente. Ho sempre avuto voglia di vederlo giocare. Malato di Genoa con una incredibile capacità di trovare tifosi del Gridone nei luoghi più impensati (aveva appena fondato un club nel centro di Roma!) ma non era sport, era cultura e lo diceva con la faccia seria. Genova è stata sempre al centro del suo mondo, l’amore per Fabrizio De Andrè e la folle domenica in cui la squadra tornò in serie A e lui trascinò Tatiana a Marassi!
La sua capacità straordinaaria è quella di costruire rapporti, i suoi amici sono quasi tutti diventati (più) amici tra loro, non è un caso.CI siamo conosciuti nel 1985 o poco dopo, gli anni della mia formazione e del suo arrivo a Roma e nel tempo senza progetto ci siamo conosciuti. Bottiglia dopo bottiglia, annata dopo annata. Vendute e bevute, scoperte e dimenticate, assaggiate una volta o con regolarità, che fossimo d’accordo o meno.
Sabato lo saluteremo per l’ultima volta insieme a Tatiana, Alice, Sebastiano e i ragazzi di Enopoli ma non lo dimenticheremo e mi piacerebbe che ci incontrassimo, tutti i suoi amici, lunedì 9 maggio per festeggiarlo nel giorno del suo compleanno.

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