Eataly si pappa lo Smeraldo e gioca con le date. 25 a Milano, 21 a RomaTempo di lettura: 2 min

Oscar Farinetti è un asso della comunicazione, non c’è che dire. Dopo aver mandato sugli schermi televisivi il poeta Tonino Guerra a spingere le vendite dei prodotti Unieuro e il comandante partigiano Felice Marino ad esaltare le qualità del vino di una volta che si faceva fresco prima di Natale (eh, Già come mai tutti se lo erano dimenticato), ha dovuto mettere una toppa ad un’anticipazione di Ornella Vanoni che al Piccolo di Milano, nel corso della mattinata dedicata al prossimo Salone del Mobile, ha fatto la frittata.

Rivolgendosi a Farinetti scandisce: “Tanto possiamo dirlo che nello Smeraldo ci entri tu. A noi toccherà esibirci da qualche altra parte, speriamo al Lirico”. Farinetti conferma la trattativa con Gianmario Longoni e conferma di essersi pappato (manca solo la firma) lo storico teatro messo in ginocchio da lavori avviati nel 2006 per un parcheggio sotterraneo e di risistemazione della piazza soprastante. Persi 100mila spettatori e tre milioni di euro che fanno sembrare uno scherzo il buco del parcheggio.

Ma il vero coup de theatre Farinetti lo fa con la data possibile di inaugurazione: “Visto che siamo in piazza XXV Aprile, ci piacerebbe aprire il 25 aprile del 2012 nella città medaglia d’oro della Resistenza” e poi si rifugia in calcio d’angolo. Considerato che ogni Eataly ha un richiamo simbolico, verrà lasciato un palco in ricordo delle esibizioni di Bob Dylan e Ray Charles e in vista di prossimi concerti.

Il 25 aprile 2012 segnerà una nuova svolta per la cultura gastronomica italiana. E intanto da Roma si ventila che per l’altra data del 25, cioè Natale 2011, Eataly al Terminal Ostiense potrebbe non essere pronta al decollo. Poco male, si andrebbe al Natale di Roma del prossimo anno cioè il 21 aprile del 2012. Diavolo di un Farinetti: finisce che ad aprile del prossimo anno scrive un altro capitolo della saga di Eataly. Roma chiama, Milano risponde!

[Fonte: corriere.it, ziogiorgio]

4 Commenti

  1. Eataly è un buon posto dove comprare gastronomia. Non avrà tutte punte di eccellenza ma ormai ci vuol poco per superare un supermercato. Le strategie di comunicazione di Farinetti sembrano molto efficaci, vedremo se sfonderà anche con la bottiglia pesante di Già.

    Piuttosto i numeri sempre più alti mi fanno pensare alla parabola della rinascente che era addirittura luogo di innovazione negli anni del dopoguerra e poi è scesa di tono.

    Ma può darsi anche che Farinetti stia già pensando al prossimo settore merceologico dopo informatica e gastronomia. Staremo a vedere.

  2. Ci sono milioni di posti a Milano per fare un gran bel supermercato, più bello di Esselunga magari.
    Che bisogno c’era di distruggere un teatro storico come lo Smeraldo?
    [moderato – per cortesia, concetti senza insulti, grazie]

  3. speculazioni immobiliari che viaggiano parallele al mondo del cibo….nulla di male….nulla di nuovo, Eataly a Torino è in un bel posto e lo sarà anche a Milano, gli artisti hanno perso una bella e storica location, il Re cibo ne ha guadagnata un’altra attraverso un’imprenditore che ha fatto fortuna con tutt’altro…significa che cresce il fascino del food.

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