Alta Fedeltà. Sanremo gastronomica. Cinque canzoni per cinque piatti

In attesa dell'avvio del festival di Sanremo, ecco una selezione di canzoni e di piatti da far girare sul vostro ipod o sul giradischi. Buon divertimento!

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La macchina rotola silenziosa sull’asfalto, se avessi un centesimo per i chilometri che percorro sarei ricco… I bambini dietro rumoreggiano, guardano, per l’ennesima volta, alla ricerca di Nemo, lo so a memoria, e oggi è lunga. Ad occhio e croce oltre 700 km, arriverò a casa a San Cassiano alle dieci di questa sera. La sola soluzione per ingannare un poco il tempo è calzare le cuffiette bianche ed accendere la musica.

Adoro l’Ipod! Il primo che comprai anni fa era bianco e grosso e qualcuno mi disse “ma che ce fai?”, dopo fu tutto diverso. La cosa che più apprezzo è la funzione genius che ti regala delle vere perle. Accendo, seleziono la canzone di cui avevo voglia e premuto un tasto ecco una fantastica selezione in mood. Ieri sono partito da un pezzo di Johnny Cash e poi è stata meraviglia. Guidare, ascoltare musica e pensare ad alcuni piatti assaggiati recentemente è stato tutt’uno. Una pausa di pace e tranquillità, complice la Pixar per il babysitting.

Non so perché, ma ascoltare alcuni classici della mia libreria musicale, mi ha fatto venire in mente altri miei classici, della recente memoria culinaria. Ed ecco comporsi automaticamente, come premendo il tasto genius di un ipotetico ipod mangereccio, la lista di questa settimana. Se a voi divertirà un pizzico di quanto ha divertito me, sarà un successo!

1) Hurt, Jonnhy Cash, e Gel di vitello, mandorle, tartufo bianco e porcini di Niko Romito. Un piatto solido, compatto, che non si concede subito, ma profondo e dolce come la voce del man in Black, nel pezzo più elegante e raffinato degli ultimi anni. Un piatto perfetto per la canzone più bella del mondo.

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2) The future, Leonard Cohen e Tortellini alla superpanna di Max Bottura. Perché nel passato c’è tutto il futuro e nel futuro tutto il passato. La voce di Cohen è affascinante e confortante come la panna di parmigiano e i tortellini dal ripieno seducente. Un’accoppiata illuminante sul futuro.

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3) Limit to your love, James Blake e Carota arrosto, giuggiole e tonno, di Pier Giorgio Parini. Se ascolti questo pezzo non capisci se è modernissimo o antico. Lo stesso mi è capitato con il piatto all’Osteria del povero diavolo. Pier Giorgio Parini è la semplicità e l’efficacia e la poesia come questo menestrello elettronico. In entrambi i casi un nuovo classico.

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4) Love will Tears us apart, Joy Division, e Ricciola con lemon grass, porro e viola del pensiero e amaranto fritto di Moreno Cedroni. Ian Curtis fu un colpo al cuore per noi ragazzi dei primi ottanta. Romanticismo, irruenza, ritmo e rigore. Le stesse cose le ho trovate quest’anno nel piatto del cuoco pop marchigiano, che credo stia passando una fase magica, questo piatto è veramente straordinario, irruente e elegante, molto diretto e immediato come la voce di Curtis.

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5) Perfect Day, Lou Reed e Antony, e spaghetti alle vongole con pomodorini affumicati di Mauro Uliassi. Semplicemente perfetto, un grande classico vestito con un abito nuovo e moderno, ecco una definizione azzeccata per entrambi. La canzone è quella che tutti adoriamo, ma rinfrescata dalla voce insondabile di Antony. Il piatto è semplicemente il più famoso primo dell’Adriatico, ma rinfrescato di nuovo sprint e freschezza.

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“Papà debbo fare pipì” ecco poche parole che mi distolgono dalla musica e dai pensieri, in un attimo la musica è lontana, i piatti anche. C’è ancora strada da percorrere e desideri da eusadire. Ma fra me e me sorrido, pensando a questo 3d che scriverò ed alle vostre segnalazioni. Musica e Cibo… cosa chiedere di più dalla vita?