Santi Santamaria, la cucina tradizionale e la dieta mediterranea (rip)

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Martedì scorso, mentre era Singapore nel suo ristorante, si è spento improvvisamente, forse per un infarto, Santi Santamaria.
Santi ricevette le tre stelle Michelin nel 1994 per il suo “Can Fabes”: promotore della cucina catalana, era avversario della cucina chimico-innovativa e fondava la sua offerta sul cibo della tradizione.
Rimangono di lui le battaglie con Ferran Adrià, ormai celebri come i duetti Coppi Bartali. Santi ripetava “Non capisco la cucina di laboratorio”, e difendeva la dieta mediterranea come un antesignano del “km zero”, ora tanto di moda; il messaggio di benvenuto al “Can Fables” era “essere locale per diventare universale” (“You must be local to become universal”).
Ci abbandona “la Rolls Royce dell’Alta Cucina” mondiale, come lo aveva definito il presidente della Reale Accademia Spagnola di Gastronomia, Rafael Anson. Con lui, ora in Paradiso non si berrà solo caffè… Che la terra gli sia lieve.

[Fonte: Nexta]

2 Commenti

  1. Ricordo con simpatia una cena del 97 al Raco… Sapori netti, puliti, riconoscibili… All’epoca mi ricordò moltissimo la nuova cucina italiana degli anni 80. Marchesi e co… Ricordo una lunga chiacchierat tra il mio spagnolo maccheronico e un suo italiano e la sua affabilità… Ricordo altri incontri nei congressi per il mondo…Mi ero ripromesso di tornarci dopo le polemica (per me non così sbagliata) con Adrià… Ho fatto tardi!
    Ciao Santi!

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