L’agricoltura del futuro? Ogm e verde secondo gli scienziati britannici

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Non cresce, anzi cala. La terra coltivata con organismi geneticamente modificati in Europa non decolla, ma scende (-3%) e per il secondo anno consecutivo. Il dato emerge dal rapporto annuale 2010 dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications che calcola in 91.643 gli ettari ogm in Europa (soprattutto mais bt ai quali si è aggiunta da poco la patata ‘amflora’ da seme, autorizzata recentemente dall’Unione Europea). Erano 94.750 gli ettari nel 2009, già in forte calo (-12%) rispetto al 2008.

Una delle cause, spiega Coldiretti, è “la crescente diffidenza degli agricoltori nei confronti di una tecnologia considerata vecchia, insicura e svantaggiosa dal punto di vista economico. Il fatto che, anche dove è possibile la coltivazione, gli agricoltori riducano le semine è la concreta dimostrazione che per gli ogm attualmente in commercio non c’è quella miracolosa convenienza economica che le multinazionali e i loro ‘tifosi’ propagandano”.

Colpa anche delle difficoltà di trovare (per ora) uno sbocco ai prodotti ogm in un continente che non li ama. In Italia lo scarso entusiasmo per il biotech a tavola è attestato dall’ultima indagine Coldiretti-Swg (il 73% ritiene il cibo Ogm meno salutare rispetto al tradizionale).

Più possibilisti sugli sviluppi futuri degli Organismi geneticamente modificati i 400 studiosi che hanno contribuito ad un’analisi recentemente commissionata dal Governo britannico. Riduzione degli sprechi, nuove tecnologie e cioè Ogm, clonazione animale e nanoteclologie, più agricoltura verde, in particolare la produzione di energia dai prodotti agricoli (le biomasse, una delle fonti di energia rinnovabili), è lo strano pacchetto auspicato dagli scienziati britannici per contenere in futuro l’aumento dei prezzi agricoli indotti dalla crescita economica e demografica. Nel Regno Unito, calcolano gli scienziati che hanno effettuato la ricerca, entro il 2050 i prezzi alimentari cresceranno del 50% e per questo “le nuove tecnologie non dovrebbero essere escluse a priori”.

Ogm e rispetto per l’ambiente (quindi anche agricoltura bio) diventano, nella disamina degli scienziati inglesi, un binomio vincente anche per aumentare la produzione e per nutrire un numero crescente di abitanti del pianeta. La chiamano ‘agricoltura sostenibile intensiva’ e qui il bianco e il nero convivono pacificamente, almeno nelle intenzioni degli scienziati. “Dobbiamo andare al di là di questa opzione binaria. Ogm e biologico saranno entrambi importanti”. E sull’Ogm la Gran Bretagna è destinata a fare la sua parte visto che, assicurano gli scienziati, nei prossimi dieci anni nel Paese è destinata a crescere la produzione di patate, grano e barbabietola da zucchero geneticamente modificati”.

Fonte: telegraph.co.uk, coldiretti.it

Foto: coltivarcondividendo.blogspot.com, conipiediperterra.com

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