Vinitaly 2011, la diretta di Scattidivino. Taglia il nastro Annalisa Zorzettig

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Il Vinitaly comincia oggi? Sbagliato. Per un certo numero di critici e operatori è iniziato ieri. Il taglio al nastro lo ha dato la friulana Annalisa Zorzettig (attenzione, pronunciare la “g” finale come quella di gioco, e non come la ‘gh’ di ghiro), presentando la nuova linea di famiglia ‘MYO’, mio in furlàn, parola refrain di antiche filastrocche tradizionali in lingua madre con cui, improvvisando a braccio, i contadini raccontavano ‘la mia terra, il mio raccolto, il mio focolare’, e via così. Antichi i versi, modernissimi (ma da vigne 30-60enni con apparati radicali da otto metri) i vini, a caccia di leggerezza e taglio minerale, favoriti dai terreni marnosi e ricchi di arenarie. Il primo giro è quasi tutto 2010 (annnata difficile e iper bagnata); ma soprattutto Ribolla (riportata al mondo originario dei 12-12,5° di alcol, acida senza asprezze, sapida e fresca a volontà) e Pinot Bianco (davvero da metterci attenzione per potenziale di naso e di avvolgenza senza eccessi) dicono già la loro. Diverso il discorso sui rossi (sentito solo il Pignolo 08) che il ‘maker’ Fabio Coser (quello della macerazione pellicolare bianca con i vinificatori Ganimede e, per intenderci, quello di Ronco dei Tassi), subentrato in vendemmia 09, ha raccolto già in strada. Da sentire poi (non pronti) Refosco e Schioppettino. L’impressione, la prima, è bella. Grezza ancora (e in questa fase di vita come non?), ma promettente.

La cucina di Perbellini? Una certezza. Anche quando, come ieri sera, the big one Giancarlo è a cucinare per Zaia und ministros y piezos grossos vari, e non è ‘in casa’, tutto va come un orologio del Veneto, cantone ameno di un’altra Svizzera possibile.

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