Non siete stati al Vinitaly? E noi vi diciamo i migliori 20 vini, uno per regione

Vino

La sveglia suona, ci metto un poco a realizzare dove sono, il mio letto, casa a Roma, i bambini che urlano gioiosamente… allora è stato tutto un sogno, un delirio etilico? Questi quattro giornate di “paura e delirio” a Verona, non ci sono mai state? Poi la mente si rischiara e ricordo tutto lucidamente, è finita!

Il Vinitaly 2011 si è concluso, ieri sera sono tornato a casa, direttamente dalla fiera e oggi è martedì e diamine si è tornati alla vita normale. Ecco allora l’idea, il pensiero. Oggi compilo un’Alta Fedeltà diversa. Giuro l’ultima cosa che scrivo su questo Vinitaly, fino al prossimo anno non se ne parli più. Una galoppata eretica attraverso i ricordi, le suggestioni e soprattutto lo stivale, che mette insieme tutto: Gesù e Barabba, secondo lo stile di casa. Il vino assaggiato che più ci ha colpito (non necessariamente il più buono) regione per regione.

  1. Abruzzo, il Montepulciano d’Abruzzo Pepe 2008. Il rosso più pulito e integro mai prodotto da questa cantina, diventerà grandissimo.
  2. Basilicata, Basilisco, Aglianico del Vulture. Una bella sintesi tra tradizione e modernità. Un rosso buonissimo.
  3. Calabria, me ne scuso, il solo non pervenuto…
  4. Campania, Villa Diamante Vigna la Congregazione 2009. Adoro questo vino che profuma di fiori e inferno. Ancora un bimbo ma di grande avvenire.
  5. Emilia Romagna, Cantine della Volta, il Rimosso 2009. La nuova avventura di Bellei ci regala un rifermentato dritto e dalla pulizia chirurgica.
  6. Friuli-Venezia Giulia. Amiamo i bianchi di Manferrari, forse oggi non più tanto alla moda, ma Borgo del Tiglio ha fatto la storia dei bianchi Friuliani, il suo Ronco della Chiesa 2009 è ancora un bimbo ma che si farà con il tempo come sempre.
  7. Lazio, Damiano Ciolli Cirsium 2007 Olevano Romano Doc. nel Lazio esiste un solo vitigno, il Cesanese e questo è una garanzia.
  8. Liguria, Rossese di Dolceacqua, Terre Bianche, Ca Mancinè. Qualcuno aveva detto che non sarebbe stato presente al Vinitaly, ma sapete la nostra fissa sul rossese, come volevasi dimostrare allo stand Liguria questo vino sottile ed elegante ci ha fatto molto godere.
  9. Lombardia. Un Franciacorta che non ti aspetti, il Dosaggio Zero di Andrea Arici, tagliente e acido come ci piacciono le bollicine.
  10. Marche. Fattoria le Terrazze Rosso Conero 2007. Un rosso potente e fittissimo, dal frutto millimetrico ci dimostra che non sia la surmaturazione la sola strada del montepulciano marchigiano.
  11. Molise. La Tintilia si dimostra sempre di più la grande possibilità dei vini molisani.
  12. Piemonte. I Vini di Brezza sono quelli che più ci hanno impressionato, fortemente tradizionali e insieme puliti e contemporanei. Su tutti il semplice Dolcetto 2010, era tanto che non assaggiavamo un dolcetto così efficace.
  13. Puglia. Azienda agricola Giancarlo Ceci, il Nero di Troia felice Ceci 2007. Il vino che non ti aspetteresti dalle Murge, un vino immediato e insieme complesso.
  14. Sardegna. Un solo nome Alessandro Dettori e il suo mediterraneo Tuderi 2006, un cannonau strepitoso.
  15. Sicilia. Cubia di Cusumano, da uve Inzolia in purezza. Un bianco sorprendente dritto, affilato, elegante e piacevolissimo.
  16. Toscana. Il Rosso di Montepulciano Montalcino Pietroso 2009, un vino dal frutto vivo, vibrante, come deve essere un sangiovese da beva.
  17. Trentino-Alto Adige. Gewurtztraminer 2010 di Gumphof. Un traminer aromatico tutto giocato in profumi e acidità, praticamente senza zucchero.
  18. Umbria. Trebbiano Spoletino, Tabarrini  Adarmando 2009, agrumato e tropicale allo stesso tempo, di grande profondità, dolcezza e sapore.
  19. Valle d’Aosta. Cortese Blanc de Morgex 2010, un bianco affilato e estremo, interessantissimo
  20. Veneto. La Tenuta Sant’Antonio ci ha colpito con tutta la sua linea “naturale”, su tutti il Puro 2010.

E voi, al Vinitaly quale vino da ricordare avete assaggiato?

Foto: turismo.intoscana.it