Come imparare la cucina francese da Julia Child, pioniera di show cooking

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Che io sappia, nessun personaggio del mondo gourmet (chef, produttore o appassionato che sia) ha avuto l’onore di essere ricordato in un museo con l’esposizione permanente della propria cucina.

Nessuno tranne Julia Child, la cui cucina è esposta National Museum of American History a Washington D.C. E scusate, anche se sento già voci del tipo: “ah, vabbè, ma quelli sono Americani!”, io credo che ciò voglia dir ben qualcosa…

Julia Child, nata Julia McWilliams nel 1912 a Pasadena in California, e morta nel 2004 a Montecito, sempre in California, è stata un personaggio di assoluto rilievo nella storia della cucina e della società americana del ‘900.

E’ ricordata soprattutto per i suoi show televisivi (iniziati nel 1963) e per il suo libro, che qui recensiamo, ‘Mastering the Art of French Cooking’. Di spirito ribelle e avventuroso, la nostra Julia incontrò il futuro marito Paul Child (un funzionario dei servizi esteri) durante i suoi viaggi in Asia.

Lo seguì a Parigi dove lo sposò e dove, soprattutto, si appassionò al mondo della cucina francese (una vera scoperta per un’Americana!) iscrivendosi prima al Cordon Bleu e poi organizzando una piccola scuola di cucina per le donne americane che vivevano all’epoca nella capitale francese.

Il successo della sua capacità divulgativa, abbinata a una presenza scenica e ad un modo di comunicare affabile e coinvolgente, la portò a scrivere il primo volume di ‘Mastering the Art of French Cooking’ (scritto a sei mani con Louisette Bertholle e Simone Beck, le due amiche con cui a Parigi aveva fondato L”Ecole des Trois Gourmandes’, la citata scuola di cucina), seguito dal secondo e poi da altre pubblicazioni sempre di grande successo.

La storia della sua vita è stata portata sullo schermo recentemente da una strepitosa Meryl Streep (il confronto delle due foto è impressionante!) che ha mostrato – a chi non lo sapeva – come al di là delle semplici ricette di cucina francese, il libro della Child ha rappresentato una vera bibbia per le casalinghe americane della seconda metà del secolo scorso, alquanto lontane dal concetto di alta cucina e più in generale di buona e sana gastronomia.

La Child ha sempre sostenuto l’uso del burro, attirandosi qualche critica ma sostenendo che il piacere della cucina francese è anche basato su questi ingredienti. Deliziose, sin dall’introduzione alla prima edizione del 1961, sono le raccomandazioni alla aspiranti cuoche: “se la ricetta dice copri la casseruola e regola il fuoco per far ridurre il liquido lentamente, fate così: all’inizio vi sembrerà complicato ma con la pratica ci riuscirete”. Onestamente ci dà anche un’idea di quale fosse il lettore medio cui si rivolgeva la Child…
La quale è rimasta sempre persona dotata di spirito e che sapeva prendersi con la dovuta leggerezza: qui vediamo una incredibile cartolina di San Valentino realizzata col marito (suo degno complice!) e famosa è rimasta la scena del suo show in cui un pollo le cadde a terra durante la preparazione e lei, serafica, commentò “ecco quello che può capitare in cucina!”.

Quanto al suo testo, io ho recupearto su Amazon una ricca edizione in cofanetto con i primi due tomi del “Mastering the Art of French Cooking”, edita da Borzoi books.
Chiaramente è in inglese: non so se esista una versione tradotta in italiano, io non l’ho trovata, e comunque la versione originale è necessaria per capire le sfumature della Child e il suo delicato modo di scrivere (mi scuseranno i non anglofoni di questo evidente snobismo…).
Il libro è ben diviso, in capitoli, per pietanze: fondi, zuppe, carne, pesce, un clamoroso capitolo sulle omelettes, considerate autentico miracolo culinario dalla Child. E poi crepes, aragoste, polli arrosto, e un ricco capitolo sui vegetali.
La scelta della ricetta è stata ardua, onestamente. Volendo evidenziare il fatto che si parla di cucina francese, e senza dilungarmi con l’inglese, propongo la Quiche Lorraine, un nome che è tutto un programma… Ah, ho mantenuto l’impaginazione del libro, che trovo molto utile, con gli ingredienti indicati in colonna man mano che servono…

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Quiche Lorraine (cream and bacon quiche)

The classic quiche Lorraine contains heavy cream, eggs, and bacon, no cheese. The bacon is usually blanched in simmering water to remove its smoky, salty taste, but this step is optional. Diced, cooked ham, sautéed briefly in butter, may replace the bacon.

For 4 to 6 servings

Preheat oven to 375 degrees
3 to 4 ounces lean bacon (6 to 8 slices, medium thickness) 

1 quart water

An 8-inch partially cooked pastry shell placed on a baking sheet

Cut bacon into pieces about an inch long and ¼ inch wide. Simmer for 5 minutes in the water. Rinse in cold water. Dry on paper towels. Brown lightly in a skillet. Press bacon pieces into bottom of pastry shell.
3 eggs or 2 eggs and 2 yolks 

1 ½ to 2 cups whipping cream or half cream and half milk

½ tsp salt

Pinch of pepper

Pinch of nutmeg

1 to 2 Tb butter cut into peasized dots

Beat the eggs, cream or cream and milk, and seasonings in a mixing bowl until blended. Check seasonings. Pour into pastry shell and distribute the butter pieces on top.
Set in upper third of preheated oven and bake for 25 to 30 minutes, or until quiche has puffed and browned. Slide quiche onto a hot platter and serve.

Julia Child, Louisette Bertholle, Simone Beck – ‘Mastering the Art of French Cooking’. Borzoi Books – 89,95 $

Foto: magazine.istopover.com, hollywire.com, montag.it

1 commento

  1. Questo video è un bel salto indietro nel tempo, a quando la ricetta di un’omelette in tv poteva durare minuti e non secondi! Ma che classe! Questa è vera divulgazione! Mi vengono in mente certi programmi della televisione spazzatura che rifilano ricette da casalinga disperata. Pochi secondi per un piatto che poco aggiunge alla routine di chi non ha né passione né tempo da passare in cucina. Interessante servizio, nelle immagini e nel testo!

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