Un marziano a Roma/29 Il pesce al ristorante La Baia sul mare di Fregene

Tempo di lettura: 3 minuti

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla. (Ennio Flaiano)

Diamine! Non ci si può distrarre un’attimo che qui arriva l’estate. Non solo i giorni corrono uno dietro l’altro, ma anche i mesi, gli anni rotolano a velocità incontrollata. Siamo a Pasqua e oggi di nuovo arriva Qwerty, tra l’altro sta infoiatissimo, mi ha chiamato già tre volte, sulla linea rossa che ha fatto instalare tra monteverde (casa mia) e Alpha Centauri (casa sua), ultimamente ho cercato di sbolognarlo ad amici e anime pie,  che l’hanno preso in carico, portandolo in indirizzi sceltissimi.

Ma hanno sopravvalutato il piccoletto, che è sì un fine gourmet, ma di desideri semplici e fame ancestrali. E mi rinfaccia: “Portami in un posto vero, che ultimamente tra grandi chef e design… tutto buono per carità, ma voglio magnà!”. E ora dove lo porto? Guardo dalla finestra e il sole e il caldo mi accendono una lampadina. Voglio il mare! Lo porto a Fregene a mangiare al sole, come tutti i romani che si rispettino al primo caldo.

Io però sono un pesce di Adriatico, una rapida verifica telefonica e il nome è servito: La Baia, sul lungomare più famoso della città eterna. La ricetta è sempre quella: sole, sabbia, pesce, cotture semplici e molta confusione. Il tempo di comunicare a Qwerty l’indirizzo, Via Silvi Marina (l’Adriatico c’entra sempre) e mi avvio in macchina, lui arriva direttamente li, con tutta quella spiaggia non c’è problema di atterraggio.

Il locale è semplice, un anonimo casottone di cemento sulla spiaggia. Ma la terrazza affacciata sul mare è piacevole e profuma di estate. Ci fanno accomodare, per nulla stupiti dal colorito del marzianino, ma qui non vanno per il sottile sono abituati a grandi calche e pubblico eterogeneo. Il servizio è rapido ed efficace, la carta quasi non serve, tanto la ricetta è codificata: giro di antipasti, primo di mare e se c’è posto un pesce alla griglia. La scelta dei vini semplice e convenzionale, con qualche sorpresina dal ricarico gentile. Tutto come in decine di locali lungo questa spiaggia, ma diverso per qualità.

Alici fritte. Semplici e efficaci, nel loro profumo di frittura casalinga. Le alici sono fragranti, sanno di rena e chitarre sulla spiaggia. Guascone

Frittelle di carciofi e seppie. Un gioco divertente tra tradizione e innovazione. Ricordano i gagliardi carciofi alla giudia, ma con in più il profumo marino delle seppie. Peccato per la frittura che, viste le alici, ci saremmo aspettata più leggera. Glocali

Polipetti affogati. Serviti tradizionalmente nel coccio, semplici e efficaci. Intensi nel profumo di pomodoro che invita alla generosa scarpetta. Peccato per le olive snocciolate e banali del sugo. Casalingo

Spaghetti alle telline. Spaziali, da soli varrebbero il viaggio. Mantecati al millimetro, senza troppi inutili fronzoli e manierismi. Ma quello che debbono essere, profumano di sciabicate all’imbrunire, persino quel poco di sabbia che scricchiola sotto i denti, ci piace (e finiscono prima di fotografarli). Buonissimi

Paccheri con Astice. Un grande classico della cucina di questi ristoranti. Ma qui con un’aria diversa. Il pomodoro è fresco e piacevole, l’astice generoso e fragrante. Mantecati al millimetro, con quel bel tono guascone e pescatore. Golosi

Orata alla piastra. Un pesce di grande taglia, scelto tra i molti proposti, che sa di mare e di semplicità. Il punto in più, che non ti aspetteresti. Veramente notevole per qualità e cottura semplice e precisa, basta un giro d’olio per goderne. Marinaro

Tirami su. Non poteva mancare in un posto così, un grande classico dei dessert romani. Fresco e fatto in casa. Peccato per l’aroma di cannella che sovrastava inutilmente. Sbagliato

Finiamo con il convenzionale caffè e ammazzacaffè, appena in tempo per buttarci pieni e satolli sui lettini al sole. Questa si che è vita!

La Baia. Via Silvi Marina, 1. 00054 Fregene (Roma). Tel. +39 06.66561647

Foto: Andrea Sponzilli

21 Commenti

  1. ah come ti invidio, un pranzo da re in un posto al mare altrettanto notevole. la cannella nel tiramisù noo 🙁 Magari se ci vado mi prendo il tartufo al cioccolato affogato al caffè, altro finepasto classico romano 🙂

  2. Più romanità di così è difficile trovarla tutta insieme!
    Una piccola nota, sono tornato a La Baia poche settimane fa e, ahimè, le telline non era disponibili causa fermo biologico (e questo fa molto piacere).

  3. Ci sono stato a pranzo martedì scorso, e confermo la buona impressione (chissà se il suggeritore è stato lo stesso). Ai piatti indovinati aggiungo la trilogia di antipasti caldi, gli spaghetti alle vongole e la frittura presa dal mio amico commensale.
    Non sono in grado di garantire che la materia prima non fosse surgelata, ma posso invece certificare che in questo caso la frittura era leggerissima.
    Una nota di merito interessante, in posti dove il personale sembra improvvisato anche in giorni di grande afflusso, in mezzo alla settimana di un neanche troppo solare aprile, c’erano 4 camerieri nessuno dei quali dava l’impressione di essere di passaggio. Tutti sorridenti e sicuri quanto basta del loro lavoro.
    Io la carta l’ho vista e in due con due piatti a testa più dolce ce la siamo cavata con un onorevole 65 euro totali vino escluso.

  4. Indirizzo sicuro da anni, bravi, competenti e simpatici. Benni vive il proprio lavoro con passione fanciullesca. E’ un piacere andarlo a trovare.
    ps Viva l’estate!!

  5. ha risposto a Fabio Spada: fabio, credo che il suggeritore sia lo stesso 😉 ma hai centrato il punto! Talvolta nel nostro continuo fondere l’atomo della golosità, dimentichiamo che la gente vuole mangiare… e questo è uno dei sensi di Qwerty, ricordarcelo. questo posto ce lo ricorda alla grande!

  6. ha risposto a Fabio Spada: dimenticavo sul conto io ho speso di più, ma giustamente… in due persone con due bottiglie di winkl di terlano e tutta quella roba, 130 € ad alto tasso di piacevolezza 😉

  7. ha risposto a Patrizia Mattei:

    “Utilizzo personale di mezzo pagano” mode on.
    Sei la Patrizia che guarda Roma dall’alto 🙂
    Se sei tu un caloroso abbraccio.
    “Utilizzo personale di mezzo pagano” mode off.

    E’ vero la sensazione che si respira è di un posto dove si lavora con allegria e questo dà profumo alla vita e ai piatti.
    W l’estate concordo.

    Piccola info, giusto per inquadrare da quanto mancassi da Fregene, quand’è che hanno smantellato l’eterno (ormai non più) provvisorio ponte di legno, una cui trave ha lasciato un segno indelebile sulla mia coscia sinistra in una umida notte dell’estate 2000?

  8. ha risposto a Fabio Spada: Fabio mi hai fatto venire in mente una cosa demenziale con il mezzo pagano.
    Paganesimo = la non religione che ha come divinità la sacra Panza.

  9. Quando sono andata, un paio di settimane fa circa, queste meravigliose frittelle con carciofi e seppie non c’erano….peccato! E peccato anche per la frittura un po’ pesante. Concordo con te con le alici e ottimo anche il “dittico” di tartare. Ti devo dire che forse è l’unico ristorante, tra quelli che conosco, che esula un po’ dai soliti menù di pesce “Fregene-Maccarese” . Mi permetto di segnalare un particolare( viste le polemiche che ci sono sempre su pane, coperto e quant’altro): il servizio del 10%, un po’ anacronistico direi. Soprattutto perchè viene applicato anche sul vino, che ha già il suo giusto ricarico!!

  10. ha risposto a silvia:

    Il servizio non ricordo se ci è stato applicato, concordo che sia un po’ anacronistico ma una volta deciso di aggiungerlo è normale che sia anche sul vino.
    Normale nel senso che per prassi e per regola è così, o su tutto o niente.

  11. Ma che è una novità che alla Baia a Fregene si mangia bene e si spende meglio?!!!!???!!!
    I più lo sanno e risanno….
    Questo marziano mi aveva fatto sognare i primi tempi con indirizzi poco noti (almeno a me!), ma da un po’ invece … 🙁

  12. Mi ci hanno portato due anni fa ed ora è l’unico posto dove vado a mangiare a fregene, anzi … sulla costa nord di roma.

    Punto a finirgli i pochi ma gradevoli riesling tedeschi in carta prima di giugno.

  13. ha risposto a silvia: Io sono dell’avviso che se in qualunque ristorante o negozio o attivita’ commerciale c’e’ scritto che si paga il servizio, gli elefanti, le bombe a mano e qualunque tipo di attivita’ e’ arbitrio da parte di chi riceve, accettare o meno.
    Nun marisurta? marzo, marisurta? me fermo:-)))) e compro o consumo.

  14. salve, io ci passo spesso alla Baia e non solo per mangiare, è un posto che conosco bene e non mi risulta che ci sia un casottone di cemento ma una struttura marinara di legno.
    posso anche spezzare una lancia a favore della carta dei vini abbondante con ricarichi onesti.
    recentemente ho mangiato un buon baccalà in guazzetto e pepe rosa.
    il problema è che per mangiare nei giorni festivi alla baia devi prenotare 2/3 giorni prima.

  15. Salve, ho pranzato alla Baia sabato scorso ed ho mangiato un ottimo fritto di paranza, ho chiesto un vino laziale e mi hanno proposto il “Buono Due Volte”, un vermentino fatto dalla cantina La Rasenna a base di vermentino…poi mi hanno spiegato che si chiama così perchè oltre ad essere buono, il ricavato viene devoluto a sostegno della fattoria onlus di Palidoro impegnata nel sociale; e questa è una bella cosa

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