Cipria di mare. Anima genuina per la pescheria con ristorante a Teramo

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Lascio una scia bianca e inquieta, acque pallide, facce più pallide, dovunque passo. Le onde invidiose si gonfiano ai lati per sommergere la mia traccia: facciano, ma prima io passo. (H. Melville, Moby Dick)

Cipria di Mare, un nome che è un ossimoro, che unisce due concetti che non stanno insieme. Ma qui a Teramo tutto è possibile, anche un ristorante Gourmet, nato da una pescheria. Si officia il sacro rito del mare a queste tavole garbate e eleganti. Ce ne avevano parlato molto. Amici dei quali ci fidiamo. E poi la conoscenza con il giovane chef ha fatto il resto. Ci siamo detti perché non andare a visitare l’ennesimo indirizzo lungo l’Adriatico?

Allora eccovi, una sera abbiamo bussato alla porta di questo ristorante, nella semiperiferia anonima dell’ultima provincia abruzzese. Appena varcata la soglia si capisce immediatamente che qui ci si prova sul serio. Il giovane Alessandro De Antoniis è un cuoco di sicuro talento, che tenta la mediazione tra la cucina marinara e una dose di ambizione e creatività. il locale tutto giocato sui toni del rosa (cipria?) è lindo e molto curato, con qualche ricercatezza ingenua (ma piacevole) di design. Le sedie Ghost di Starck, nel loro trasparente nitore, alleggeriscono una sala già molto soffusa. I piatti e i bicchieri giusti, ci fanno subito comprendere la giusta ambizione del giovane chef

Ma siamo venuti qui per mangiare e per raccontare, ci diciamo, non per valutare il design e le stigliature. E allora namo, che avemo magnato?

Amuse en bouche: si inizia, una golosissima oliva all’ascolana di pesce, un salmone selvaggio norvegese al burro normanno di grande qualità e piacevolezza e l’immancabile ostrica di vaglia. Potremmo essere seduti ovunque nel mondo. Internazionale

Tartare di Scampi con caviale, da urlo. Tutta giocata in una dialettica moderna tra sapido, dolce e acido. Elegante

Tartare di tonno con arancio candito e aceto balsamico. È di assoluta qualità, ma un po’ convenzionale. Tra l’altro, sarà una posizione personale, ma l’aceto balsamico lo voglio solo a cucchiaino e il tonno ha fatto la fine della rughetta di qualche anno fa. Modaiolo

Calamaretti crudi con maionese di pomodoro. I calamaretti sono un cavallo di battaglia di adriatico, sanno di rena e mare. La maionese di pomodoro è tecnica e ben fatta, bella la nota sapida scissa sulla grassezza della salsa. Gourmet

Tiepido dell’Adriatico. Un grande boccone di mare. Mare, territorio, fragranza! Ma tutto interpretato in una chiave contemporanea. Il misto di crostacei nella sincerità del vapore. Glocale

Scampo croccante al lardo su purè di ceci. Mah, un bellissimo scampo sprecato… Il piatto risulta convenzionale  e poco territoriale. L’insieme tra grassezza e vigore è per noi un poco scolastico. Convenzionale

Involtino di sogliola con mandorle. Una portata dalla grande dialettica, tra il verde della clorofilla della salsa, il morbido della passata di ceci, la dolcezza delle mandorle e la delicatezza del pesce. Composito e intenso

Mazzancolla grigliata con la liquirizia. Il crostaceo sa di grigliate d’estate e divertimento, la nota di liquirizia che temevamo pleonastica, invece sostiene e rinfresca. Goloso

Crespelle’n Puss di mare. Un grande piatto della nobile tradizione teramana, letto in chiave nuova. una crespella di uovo, ripiena di mare, corroborata da un intenso brodo di pesce. Tra tradizione, innovazione  e territorio. un bel piatto elegante e contemporaneo

Chitarra al nero di seppia, con battuto di scorfani e broccoli frullati. Che dire, il piatto sarebbe anche goloso e interessante, peccato per una cottura troppo avanti della pasta e l’inutile broccolo frullato. Una ricerca eccessiva di un morbidezza e mantecatura fuori tempo massimo. Ingenuo

Tubetti risottati ai frutti di mare. Potenzialmente un gran piatto, sapore e sostanza. Purtroppo mancava un poco di dinamica e la cottura risottata della pasta era troppo generosa. In divenire.

Gallinella di mare. Abbiamo chiuso con un grandissimo pesce di mare aperto, intenso e semplicissimo. Così tanto per ricordarci da dove proveniamo. Buonissimo

Una galoppata interminabile, di sapori e profumi di adriatico. Dei dessert non scriviamo, perché sopraffatti da tanto mare. Un ristorante in crescita guidato da Alessandro De Antoniis chef giovane e solido, che si farà ancora di più con il tempo e la passione che si intuisce nella sua cucina. Piatti solidi, materici. Si nutrono tanto di tradizione, quanto di innovazione. limata qualche ingenuità di troppo e registrato qualche dettaglio diventerà sempre più un indirizzo sicuro.

Carta dei vini interessante e con una giusta attenzione al prodotto locale e ai bianchi.

Ristorante Cipria di Mare. Via L. Badia, 30. 64100 Teramo. Tel. +39 0861.411988

10 Commenti

  1. Le mie cenette da Alessandro, quando torno a Teramo e mi voglio far coccolare con piatti che trasmettono tutta la sua passione nel mondo della cucina…..ed un caro amico!
    Credo abbia davanti un bel futuro professionale!
    Bravo Alessandro!

  2. Complimenti ad entrambi gli Alessandro. Quello Magno non finisce mai di stupirmi.. Alessandro…Magno… Lo so’ la battuta è stupida :))) A parte gli scherzi…grandissima materia prima e un cuoco giovane (e una squisita persona) di cui sentiremo parlare. Qualche piccolo appunto non può che aiutarlo. Certe volte la cosa più moderna che mi capita di mangiare è un piatto di tradizione perfetto eseguito con tecnica all’avanguardia. Ciò non toglie cha Alessandro (non il Magno, l’altro) sperimenti e provi perché so che è tutta farina del suo sacco e della sua voglia. Noi facciamo un gran tifo…Ciao!!!

  3. ha risposto a Roberto DV: invece mi sembra adeguata… la battuta!
    Hai ragione Rob un cuoco destinato a crescere e per cui facciamo un gran tifo…
    Certo che stupirti ancora dopo tanti anni…

  4. Sig. Bocchetti,ho appena letto il suo articolo sul Ristorante Cipria di Mare di Teramo.
    Lascio perdere i suoi commenti sulla qualità della cena,tra l’altro contestabilissimi,ma mi preme insegnarle che Teramo non è l’ultima provincia d’Abruzzo,anzi è la prima geograficamente,economicamente e soprattutto storicamente;Interamnia praetutiorum,capitale PREROMANA degli aprutini da cui il nome Abruzzo.Cortesemente prima di dare certi giudizi,studi meglio ciò di cui parla.

  5. ha risposto a PAOLO: Gentile Paolo, ultima intendevo geograficamente, da sud a nord prima delle marche! Dopo di Teramo si abbandona l’Abruzzo e forse anche il meridione. Il Tronto è uno spartiacque!

  6. ha risposto a alberto: Alberto la logica dei flash è la seguente. Noi con il flash premiamo solo i ristoranti positivi, quelli dove si mangia bene. Cipria è un buon posto ancora al principio, con ampissimi margini di miglioramento… Il talento innegabile del giovane chef e la sua voglia di fare ci fanno scommettere su di lui. Dunque un flash!

  7. Ringrazio sentitamente la tifoseria,prometto di impegnarmi al massimo,anche per Teramo,dove ho scelto di lavorare e dove ho scoperto una tradizione gastronomica meravigliosa.
    grazie a tutti.

  8. Complimenti ad Alessandro per la sua cucina, il suo ristorante e le sue sfide quotidiane. Riguardo i commenti sulla posizione geografica mi è piaciuta molto la pezza a colori sud verso nord con fiume Tronto sbarra Padania. Non se la prenda, ma è poco credibile il ragionamento… 🙂 un abbraccio e buon lavoro a tutti!

  9. ha risposto a Flaviano: Poco credibile o no…. È quello che sento, e la padania nun c’entra niente… Si parlava di meridione! Da abruzzese so bene che la mia terra sa di sud magico, le marche di altro, Teramo è lo spartiacque… Basta vedere la sua cucina.
    Ps le pezze le metto rigorosamente a contrasto, quando è possibile lascio il buco…

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