Guarda come ti affogo il referendum dell’acqua nel nucleare

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Che vuoi che sia se affossando il referendum sul nucleare (salvo poi riesumarlo fra due anni come ha promesso il premier) finisce che uccidono pure quello sull’acqua, pericolosamente in bilico in quella zona grigia del calendario tra la fine della primavera e l’estate conclamata? Che vuoi che sia se, scampato (ma solo per due anni) il pericolo del nucleare, finisce che corri il rischio certo di un’acqua non più pubblica?

Per di più ora che non c’è più soltanto l’arma dissuasiva dell’estate a spingere una bella fetta di quorum a disertare l’urna. Un decreto legge ad hoc, destinato, tuonano le opposizioni, a svuotare il quesito referendario, è stato annunciato dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia. Si tratta di un provvedimento, da approvare entro la metà di maggio, che istituendo un’Autorità per il settore idrico promette generosamente di fissare “prima le regole del gioco”.

Che poi l’obiettivo ultimo di cotanto attivismo legislativo (prima le norme che abrogano l’opzione nucleare, ora il decreto che istituisce l’Authority dell’acqua) possa essere quello di tenere lontani gli Italiani dal terzo quesito, quello sul legittimo impedimento (“Il Governo non ha idee né sull’acqua né sul nucleare, se non quella di ovviare al terzo quesito”, ha detto Pier Ferdinando Casini) è una congettura che aggiunge solo, alle tinte fosche della più spregiudicata Realpolitik, un motivo in più per andare a votare. Sfidando i rigori del caldo, per provare a non ritrovarsi, un giorno, in una delle fattispecie così ben raccontate qui.

Fonte: repubblica.it, lastampa.it

Foto: politikos.it, sahara.it

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