Avanzano bucce di banana? Niente paura, c’è ecocucina.org

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Non state lì a menarla troppo: io lo so cosa ci fate voi con le bucce di banana: quello che ci facciamo tutti (o quasi). Se le vediamo in tempo, le scansiamo. Sennò…. psccccccccc… e lunghi giù per terra… E se invece, a scanso di equivoci e pericoli, quelle bucce lì ve le mangiaste? Prendo per il k…? Ma no!! Datemi retta: fate così. Accertatevi (o producete) che le bucce siano quelle di 4 banane (sennò la ricetta non quaglia). Poi prendete:

1 cipolla
1 cucchiaio di curry (il preferito, la prima indicazione però è per un indiano giallo)
1 peperoncino
1 bicchiere di birra (direi di medio corpo)
1 cucchiaio d’olio
Sale e pepe q.b.

E procedete così:

lavate bene le bucce e asciugatele. Tritate la cipolla e fatela appassire in una padella curva o nel wok. Aggiungete la buccia delle banane tagliata a cubetti. Lasciate rosolare mescolando per circa 5 minuti. Aggiungete il curry, il peperoncino, sale e pepe e mescolate. Bagnate con la birra e lasciatela evaporare a fiamma alta. Quindi versate 1 mestolo d’acqua (meglio se brodo o acqua di cottura) e lasciate cuocere per circa un’ora, bagnando di tanto in tanto se il curry si asciuga troppo. Servite con riso a chicco lungo cotto al vapore.

Sorpresi? Scettici? Addirittura fermamente contrari? Maddài… non fate così. Mica stiamo pettinando bambole, qui! Fareste benissimo a non fidarvi di me. Ma la ricetta è, nientemeno, che del cuoco Alex Gares, chef del Soneva Fushi by Six Senses alle Maldive, già ospite a Identità Golose, e anche (dicunt mulieres) gran figo… Che usa per giunta solo bucce ‘bio’…

Più convinti? E allora, adesso che avete rotto il ghiaccio, perché non provate le lische di sauri tostate? Vi ci fate un bell’aperitivo… Come? Aaah, ma siete de coccio! Facile.

Prendete le lische dei sauri (si ve mancheno, vanno bene puro sarde o alici, lische piccole di pesci piccoli, insomma).

Munitevi di:
un pugno di farina
olio, sale e pepe.

E dateci dentro. Passate le lische nella farina. Ungete leggermente una padella o una piastra. Quando sarà calda tostateci le lische, girandole dopo un paio di minuti. Dopo circa 4 minuti le lische saranno pronte. Afferrate un po’ di maionese (fatela, meglio!) e conditele con la suddetta, e qualche foglia di sedano. Come croccano! E sanno di mare…

Se poi volete un aperitivo più ricco e variato, possiamo suggerirvi di metterci su (come fa lo chef Sandro Mesiti) anche, chessò, una tempura di bucce (arieccoci!), ma stavolta di carote, rapa rossa e patata, e delle caramelle di scorza d’arancia. Piace?

Se sì, e prima di segnalarmi al vostro terapeuta di fiducia (se siete su Scatti, dovete pure averne uno, che diamine…) o di inviarmi un killer bulgaro spacciandomi per il figlioccio di San Woytila, provate a collegarvi con ecocucina.org, cioè con quella geniaccia di Lisa Casali (in società con Tommaso Fara), autrice del volume (imperdibile, e ovviamente riciclabile ;-)) ‘La cucina a impatto quasi zero’, manuale di recupero goloso di avanzi e azzeramento di sprechi furbamente edito da Gribaudo.

Vi assicuro che trattasi di lettura divertente, creativa, utile, saggiamente ‘ecolo’. Ma siccome voi siete klikkaroli, intanto che vi scappa di regalare il libro a qualche cartivoro/a di vostra conoscenza, collegatevi, linkatevi, e sfiziatevi. Inviando un grazie mentale a Lisa & Tommaso. E ricordando (meglio che ve lo dico piuttosto che darlo per scontato, che voi non siete tanto per la quale…) che per essere gastro-eco-correct, recuperate bucce e lische, NON E’ NECESSARIO buttare via banane e pesce… Potete mangiare anche quelli! O magari, se avete fantasia e compagnia giusta, dedicarvi insieme a simpatici giochini extralimentari…

Foto: slowear.it, cucinaeco.wordpress.com, Vincenzo Lonati

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