Chef al potere. Il Festival della Gastronomia, dopo il cinema. Parola di Alemanno

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Ci prova il sindaco di Roma Gianni Alemanno a puntare sul cibo e lo fa a margine della presentazione della nuova guida ai ristoranti di Roma di Repubblica. Il ragionamento è semplice: se il cinema attira tanti appassionati è plausibile che la gastronomia interessi una platea simile o anche più grande. L’aula del museo al Campidoglio con gli chef capitolini a presentare e a porre domande con Massimo Bottura, guest star, non poteva essere location migliore.

Un passo avanti rispetto al “pranzo della pace” in Piazza Montecitorio quando fu ritrovata l’armonia dopo l’infelice frase del ministro Umberto Bossi “Sono porci questi romani” a suon di polenta e coda alla vaccinara.

A proposito di tipicità, qualcuno ha chiesto se finalmente si potrà sdoganare la pajata, in pratica l’ultima ricetta ancora in castigo (anche la fiorentina è tornata) dopo la crisi della mucca pazza. Ci si lavorerà, parola del sindaco di Roma. Peccato che in un anno non sia ancora successo niente…

L’intenzione di segnare l’amministrazione della città con la gastronomia c’è. Basta pensare che Heinz Beck è diventato membro del “Comitato scientifico per il piano strategico della mobilità sostenibile” giusto un paio di mesi fa!

E vuoi vedere che alla fine Alemanno sarà ricordato per le iniziative gastronomiche che le giunte Veltroni e Rutelli non hanno mai amato troppo?

E per caso, il Presidente del Festival Eno-Gastro-Capitolino potrebbe essere Massimo Bottura?

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