Auditorium: cancellata la mostra del gusto a Roma

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Roma. E tutto finì senza tarallucci, vini e nemmeno la musica. Il programma I Sapori si Roma, interazioni di gusto che si sarebbe dovuto svolgere sotto l’egida di Slow Food Roma il 12 e il 13 giugno all’Auditorium Parco della Musica a Roma è stato cancellato in un batter d’occhio. Il Comune di Roma doveva mettere a disposizione 60mila euro per consentirne lo svolgimento, ma sembra che più di 15mila euro non siano stati resi disponibili. Niente cibo di strada in mostra (l’evento avrebbe avuto diversi momenti) né tanto meno ristorazione di punta che sarebbe stata rappresentata da Cristina Bowerman (Glass Hostaria), Arcangelo Dandini (L’Arcangelo), Riccardo Di Giacinto (All’Oro), Luigi Nastri (Settembrini), Giulio Terrinoni (Acquolina). Valerio Borgianelli Spina ha dovuto quindi rinunciare e comunicare la mancanza di fondi e il rompete le righe ai cinque chef che erano stati segnalati da Marco Bolasco come rappresentanti di punta della ristorazione romana. Grande la delusione espressa sia da Cristina Bowerman che da Arcangelo Dandini. “Sembra che in questa città sia difficile fare qualcosa che riguardi una visione un po’ diversa dalle bancarelle che affollano manifestazioni come l’Estate Romana”, ha detto l’oste ‘romano de’ Roma’. Sicuramente un’occasione persa per offrire ai romani una visuale sull’alimentazione di qualità nella Capitale nello stesso momento in cui a Parma si celebrano i riti della trasparenza in favore di una cucina migliore da certificare con un bollino blu.

14 Commenti

  1. debbo dire che è un colpo… L’estate romana nun esce dall’accoppiata birra e patatine… Tristezza, sarebbe bello un momento cittadino per pensare alla cucina di roma, a quello che era, che è stato, che è e che sarà…
    Pensiamoci…
    ciao A

  2. Siamo alle solite logiche degli interessi comunali, dove i fondi stanziati sono solo per pochi e soliti volti dell’estate romana….tutto molto triste, molto grigio.
    Tentativo di portare una decente cucina da strada naufragata ,poiche’ piegatasi alla logica perversa del ragionare sui numeri da circo e del folklore….Mi viene in mente, visto che sta cosa la facevamo anche “aggratise”, che il comune di roma sta bene cosi’, molto bene…e dia il via al festival della birra di quartordine e cibo improbabile…venghino signori venghino!!!!!

  3. Mah, chevvedevodi… L’enogastronomico (nel suo complesso) è la terza voce del bilancio statale, mica pizza e fichi, il comune di Roma pensa di trattarlo così… Nano bene! Tanto che ce frega c’avemo Er Colosseo e i fori, che ce frega der resto… Fino a quando si ragiona così, non caveremo un ragno dal buco. Fino a quando accetteremo futto?
    Ciao A

  4. ha risposto a Alessandro Bocchetti:
    Personalmente e’ da tempo che non accetto tutto e ne pago spesso le conseguenze ma come me penso siano in tanti.
    Partecipavo volentieri perche’ era la giusta occasione per stare insieme ad altri 4 colleghi con cui, consciamente o meno, stiamo lavorando per costruirci il futuro. era l’occasione per vedere all’opera 7 operatori di cucina etnica da cui magari imparare qualcosa, era un modo divertente per passare due giorni fuori dalle nostre catacombe.
    il tutto, come dice arcangelo, aggratis.
    Anzi, avremmo dovuto affittare a nostre spese macchinari, frigoriferi, stoviglie…
    L’unica cosa che l’organizzazione ha chiesto al comune (almeno per quanto riguarda i nostri stand) erano le utenze. i soldi servivano a garantire il carico elettrico e la messa a norma degli impianti. Non ci hanno dato neanche quelli ma non c’e’ da stupirsi.
    Non accetto tutto dicevo all’inizio, ma questo comporta in primo luogo il tagliare i ponti con le istituzioni, non voglio avere niente a che fare con amministrazioni, municipi, uffici comunali e assessori.
    Sono passati 3 giorni da quando ho stretto l’ultima volta la mano a Bordoni che presenziava alla consegna dei premi al wine festival, e anche in quel caso i discorsi sull’impegno del comune per la valorizazione… bla…bla…bla.
    Sono chiacchiere.
    Ringrazio Valerio (che e’ il piu’ incazzato di tutti immagino) e Marco che ci ha segnalato, ma dobbiamo trarre una conclusione da tutto cio’: dobbiamo farci le cose da soli. Siamo in grado autonomamente di realizzare un’iniziativa? bene, allora facciamola. Non siamo in grado? allora lasciamo perdere.
    L’estate romana e’ il frutto della sedimentazione di anni di appalti in mano ad alcuni distributori di bevande romani. Io non ci voglio avere niente a che fare. Ma questo deve valere sia quando a comandare sono gli “altri”, sia quando sono i “nostri” altrimenti… ma che parliamo a fa?

  5. ha risposto a fabio spada: Non è una novità che noi di scattidigusto insieme ad alcuni amici ristoratori romani stiamo provando a immaginare un percorso che consenta di dire la nostra. Con Fabio, Arcangelo, Dino, Riccardo ed altri abbiamo scambiato qualche idea e penso che riusciremo a imboccare una strada anche divertente. Il coinvolgimento di altri appassionati che frequentano scatti e le realtà romane potrebbe rendere ancora più interessante il percorso. L’importante è riuscire a costruire una piattaforma aperta a tutti quelli che hanno intenzione di partecipare condividendo alcune regole basiche. E tra queste non penso che siano annoverate le sedimentazioni…

  6. ha risposto a fabio spada: fabio, concordo e sottoscrivo al 100%… Non so chi sia più incazzato , ma so che io che non c’entro niente so molto incazzato… e mica solo per questo! 😉
    In questo paese sembra impossibile qualsiasi ragionamento pacato e laico, ma serio sulle cose. Sullo stato dell’arte e sul futuro… Perchè sia chiaro, di questo stiamo parlando del futuro del nostro piccolo modo…
    Ciao A

  7. Di base una grande tristezza che ci dimostra “come molti di voi hanno già fatto notare” che solo con certi “sponsor” si riece a portare avanti un mondo… ma non sarebbe fatto con il modo che accomuna gli appassionati di questo settore… Certo è che chi è veramente appassionato aspetterà l’organizzazione di un simil-evento libero da certi schemi.

  8. ha risposto a Vincenzo Pagano:
    sperare che l’ente pubblico foraggi qualcuno solo perchè è bravo e lo merita è veramente utopistico.
    Propongo agli chef e affini una riunione carbonara (scusate il gioco di parole…) per costituirsi come ente associativo dell’eccellenza culinaria romana.
    Come diceva Giobbe Covatta, “basta poco, che ce vò?”
    Roma ha tanto e noi (appassionati o addetti al settore) credo possiamo fare da soli senza chiedere aiuto a sindaci e/o affini.
    Sono a disposizione! Armiamoci e partiamo…!

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