Luna rossa, 5 ristoranti per guardare a cena l’eclisse più lunga

Tempo di lettura: 2 minuti

E ‘a luna rossa mme parla ‘e te,
Io lle domando si aspiette a me,
e mme risponne: “Si ‘o vvuó’ sapé,
ccá nun ce sta nisciuna…”

(Luna Rossa)

In questi giorni non ci capisco più niente, giro come una trottola per le guide di ristoranti e vino. Marche, Abruzzo, Alto Adige ecc. Oggi mi sono svegliato in un letto siciliano e non mi ricordavo dove stavo. Figuratevi se mi posso preoccupare dell’eclissi di luna di domani. Ma arrivato a casa e collegato al computer, mi sono accorto che la rete non parla d’altro. Sarà la più lunga eclissi lunare degli ultimi 10 anni. In Italia inizierà alle 21,40 e finirà alle 22,30, giusto il tempo di una cena!

E infatti mia moglie, di ritorno a casa dal tennis, mi chiede: “Domani dove andiamo a vedere l’eclissi?” Ma allora è un complotto e poi che me ne importa della luna rossa? Per me è solo una canzone napoletana. Ma il tarlo si è insinuato e la vertigine della lista si impossessa di me. Dove andrei se potessi a guardarmi la luna rossa? In quale ristorante della penisola?

La prima idea che mi salta in mente è la più ovvia: La Pergola dell’Hilton, la cucina di Heinz Beck, solida e materica è quella che ci vuole per una serata romantica, poi la terrazza è strepitosa e Roma ai miei piedi tinta di rosso deve essere spaziale.

La seconda mi riporta in un lampo a Vico Equense, la terrazza davanti al mare della Torre del Saracino. Nel piatto il risotto ai limoni canditi, davanti agli occhi il mare della costiera, sopra la testa la Luna Rossa, che flash!

Anche la montagna così vicina alle stelle sarebbe un buon osservatorio. La terrazza di Schoneck a Pfalzes sarebbe perfetta. In mezzo al bosco, da questa latitudine la luna deve essere vicinissima.

Beh, anche sulla spiaggia davanti Uliassi, non si scherzerebbe. Adagiato sulle chaise lounge sulla spiaggia di Senigallia, alla luce delle candele, una flute di champagne in mano e i frittini squisiti di Mauro a portata di mano. Che sballo!

Per ultimo nel mio Abruzzo, mi arrampicherei fino a Civitella Casanova, nel giardino de La Bandiera, a destra la Maiella, a sinistra il Gran Sasso, il cielo rosso sopra la testa e la bolla di Mattia, dolce e croccante, nel piatto!

Mi sveglio da questi sogni e mi ricordo che debbo partire per un nuovo giro e che ho mille schede da scrivere. Mi sa che quest’anno queste cinque saranno le sole Lune Rosse per me…

Foto: ibtimes.com

11 Commenti

  1. io non ho dubbi, la terrazza delle Paillottes, dove alcuni buontemponi qui sopra hanno scritto nel post su pescara che si mangerebbe male… per me è una meraviglia ed ho già prenotato.
    Sabbia vellutata, mare piatto, luna rossa e la cucina di Antonio, che meraviglia….

  2. ha risposto a Giustino:

    Rispetto i gusti di tutti, ma che qualcuno possa sostenere che a Les Paillotes si mangi male mi sembra davvero incredibile

    Per quanto riguarda il presente post, quoto 4 proposte su 5. Ma la Torre del Saracino proprio no: un buchetto di terrazza, circondato da mura e con vista sulla pizzeria O’ Saracino non mi sembra degno di stare in una top five 😀

  3. …Infatti io domani sera sarò alla Pergola dell’Hilton!!! Ovvio! Dalla Terrazza della Pergola ho già assistito a una eclissi meravigliosa alcuni anni fa, ero con mio marito…poi ci siamo separati. Ah!ah!!!!!! Comunque fu pazzesco. Era inverno e a un certo punto, tutti si sono voluti alzare dal tavolo per uscire in terrazzo ad assistere allo straordinario evento. Umberto e Simone fornirono noi signore di coprispalla in cachemire e rimanemmo tutti fuori a lungo. Il problema fu che la cucina fu costretta a preparare nuovamente tutte le portate e riorganizzarne l’uscita che fu ugualmente perfetta, impeccabile. Avete presente cosa significa per una cucina? Qualche tavolo era al primo, qualcuno aveva già ordinato il dolce, non voglio pensarci! Ecco perchè un ristorante come la Pergola merita a pieno titolo le tre stelle Michelin. Questo è vero lusso…e domani…

  4. ha risposto a Giustino:

    Buontempone un par di palle, presti attenzione al lessico: “male” non è stato scritto da nessuno.

    Per conto mio ribadisco che le migliori cene in Abruzzo le ho fatte con le gambe sotto altri tavoli.
    Tanto per restare in tema con l’articolo: ricordo ancora oggi, nitidamente, i piatti mangiati alla Bandiera tre anni fa. Cosa che mi spinge a tornarci frequentemente.
    Invece metà dei piatti assaggiati a Les Paillotes, seppur di buona qualità, li avevo rimossi già la mattina successiva. Il ché non vuole assolutamente significare che si tratti di bettola immonda: assai più semplicemente, non tocca le mie corde.

    Lungi da me tuttavia sbeffeggiare sostenitori o detrattori di qualsivoglia cucina.

    Saluti

  5. ha risposto a giulio: milord Giulio, ma che c’hai la coda di paglia? Ti invito a leggere i commenti 6 e 7, dove c’è scritto n’zaffront, secondo un buffo idiomo alla nduccio… i miei riferimenti sono flaiano, panunzio, sirone e d’annunzio, ognuno i suoi…certo che anche il tuo rimando ai tuoi testicoli, non è il massimo 😉
    Cmq ora ti saluto, cena a Roseto nell’unico indirizzo possibile, vediamo se lo becchi! e prima aperitivo da Maurizio di Thomas, sai com’è sono all’antica…:D
    Ps ai tenutari di questo bel sito, perchè è sparito un mio commento in risposta a Scuteri?

  6. ha risposto a Giustino:

    sir Giustino, non faccia il finto tonto.
    sono stato l’unico ad esprimere un esplicito giudizio sulla CUCINA del ristorante in questione.
    Gli altri commenti erano, eufimisticamente, assai meno circostanziati.
    Bando alle polemiche, basterebbe ignorarsi amichevolmente.
    Approvo la Vecchia Marina, aborro l’aperitivo da Thomas, buona cena, passo e chiudo.

    Saluti

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