L’Ue approva il nuovo regolamento sulle etichette. Era ora!

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Giornate storiche per i consumatori. Due le decisioni assunte in pochi giorni in materia di etichettatura. Largo all’indicazione della presenza di Ogm su tutti i prodotti mondiali e stretta sulle indicazioni obbligatorie in etichetta.

Cominciamo dagli Ogm. D’ora in poi gli Stati potranno decidere di indicare, sull’etichetta dei prodotti venduti entro i loro confini, la presenza di Ogm. Dopo anni di dibattito, a questo accordo è pervenuta la Codex Alimentarius Commission, un gruppo di più di cento agenzie per la sicurezza alimentare creata nel 1963 dalla FAO e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’obbligo potrà essere adottato da tutti i paesi del mondo senza incorrere in nessuna vertenza legale da parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), l’organismo che vigila sugli scambi commerciali mondiali e interviene in caso di distorsione della libera concorrenza.

Hanno manifestato la loro contrarietà nazioni storicamente schierate a favore degli Ogm come gli Stati Uniti, il Canada, il Messico, l’Argentina, il Costa Rica e l’Australia. Paesi che tuttavia devono fare i conti con un’opinione pubblica in parte favorevole all’indicazione della presenza degli Ogm in etichetta. Come il Canada dove, secondo un sondaggio di Greenpeace, i consumatori favorevoli sono una quota cospicua: 80-95%. La decisione è storica anche per le ripercussioni che avrà sul volume delle esportazioni di alcuni paesi. Basti pensare che il 70% dei prodotti alimentari venduti in Canada contiene Ogm.

E passiamo alle etichette trasparenti. Dopo anni di trattative, il Parlamento Europeo ha finalmente approvato, in seduta plenaria (605 voti a favore, 45 contrari e 26 astensioni), il nuovo regolamento sulle etichette alimentari e sulla pubblicità degli alimenti.

Queste le principali novità:

Etichette alimentari più chiare. Le informazioni sui prodotti dovranno essere più dettagliate. Il contenuto di allergeni dovrà apparire chiaramente sull’etichetta. Dovrà essere indicato chiaramente il tipo d’olio utilizzato per le preparazioni alimentari (d’oliva, di semi etc).

Stretta sui cosiddetti “alimenti d’imitazione”. Non sarà più possibile, per esempio, mettere l’immagine della frutta su un prodotto che di frutta non ne contiene mentre sarà obbligatorio indicare informazioni come la presenza di acqua addizionata su pesce e pollo.

Le carni fresche dovranno indicare sull’etichetta l’origine (al supermercato come dal macellaio). L’obbligo, già esistente per la carne di manzo, viene estesa a tutte le altre (maiale, agnello e pollame ma non, a causa di un errore tecnico, al coniglio). Sulla confezione dovranno essere riportati i valori nutrizionali ed energetici del prodotto calcolati su 100 grammi o 100 milligrammi (indicazioni opzionali saranno l’apporto per porzione e l’apporto giornalieri raccomandato). Se in una confezione la carne non deriva da un intero pezzo ed è stata incollata, dovrà essere indicato in etichetta.

Abolito il semaforo sulle etichette. Abbandonata l’idea di apporre sull’etichetta uno dei tre colori  scelti tra il giallo, il rosso e il verde in funzione della presenza di grassi nell’alimento. Una misura che avrebbe certamente penalizzato la dieta mediterranea. “Ha vinto l’interpretazione degli Stati del Sud d’Europa, contraria all’introduzione sull’etichetta di un bollino con il quale si correva il rischio di bollare come dannoso un alimento di qualità”, ha detto Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo,

Resistono le vecchie etichette sulle bevande mentre restano esclusi dai nuovi obblighi gli alimenti pre-confezionati nei supermercati per la vendita diretta. “Ora l’obbligo di indicazione dell’origine va esteso anche alle carni e al latte utilizzati in alimenti trasformati come prosciutti, salami e formaggi”, ha dichiarato Sergio Marini, presidente di Coldiretti. “In Italia la metà delle mozzarelle e tre prosciutti su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all’estero senza alcuna informazione per il consumatore”.

La lista delle cose ancora da fare, secondo Coldiretti, è lunga. Mancano all’appello “latte, latte impiegato come ingrediente, carne utilizzata come ingrediente, alimenti non trasformati, alimenti mono-ingrediente e ingredienti che rappresentano più del 50% dell’alimento”. Per tutti questi prodotti l’etichetta resta “anonima”. In Italia, in anticipo sulla normativa europea, l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei prodotti alimentari (trasformati e non) e la presenza di Ogm era stata introdotta a gennaio.

Fonte: helconsumatori.it, affaritaliani.libero.it, ilfattoalimentare.it, gazzettadiparma.it

Foto: Felix Clay/guardian.co.uk

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