Dopo Orso e Toro a Piazza Affari arrivano i maiali

Maiali a piazza Affari. Una volta in Borsa c’erano solo il Toro o l’Orso (quotazioni in rialzo o in calo). Ora in uno dei luoghi sacri dell’economia, già in parte sconsacrato dalla scultura del gigantesco dito medio alzato di Maurizio Cattelan, può capitare di veder sfilare anche ineleganti maiali. E non per definire un’altro andamento dei mercati azionari.

L’idea di portare questa mattina i maiali davanti alle architetture marmoree della Borsa titoli è di Coldiretti e l’obiettivo attirare l’attenzione sulle difficoltà degli allevatori nel far fronte alle spese dopo gli ultimi aumenti dei mangimi per animali e “affidarli” simbolicamente alle “cure” degli operatori finanziari nella speranza che siano loro a salvare gli allevamenti (e i salumi del made in Italy) da sicura rovina.

“Un’iniziativa a sostegno dell’economia reale” e contro “la globalizzazione senza regole che tratta il cibo come i frigoriferi” e che ha fatto balzare a 28 euro il quintale il mais utilizzato per alimentare i suini e a 260 euro al giorno il costo di produzione per ogni suino, al di sopra delle quotazioni di mercato (1,62 euro euro al chilo contro 1,40). Con il risultato, denuncia Coldiretti, che decine di aziende hanno chiuso e che il buco finanziario nel settore raggiunge ormai i 300 milioni l’anno.

Di qui l’idea di “inscenare” il sit in suino. Hai visto mai che, più che un mano dagli operatori della piccola Wall Street, l’insolito défilé non sortisca l’effetto di attirare l’attenzione dei politici. Che dopo aver perorato in Europa la causa degli agricoltori danneggiati dall’Escherichia coli e aver sfidato l’Ue con la sospensione del pagamento delle quote latte, potrebbero accorgersi anche di loro, i salumi del futuro.

Fonte: coldiretti.it, repubblica.it

Foto: arcadiaclub.com, blog.panorama.it, piazzaffari.info, Photomasi/Corriere.it

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