Roma | Gabriele Bonci cambia menu e musica all’Open Baladin

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“Roma ad Agosto non è un bel posto”, recitava un gruppo rap capitolino che asoltavo da “giovine”. Come al solito però crescendo i punti di vista cambiano; e in una città afosa che tarda a “desertificarsi” (nonostante la stagione), i bei posti per mangiare si trovano eccome. Le giornate invogliano infatti a godere del centro affollato di turisti “camuffandosi” da uno di loro e consumare un “fast-lunch” al riparo dal caldo. Scegliamo un indirizzo vicino Campo dei Fiori; locale molto noto per l’offerta bevereccia che proprio in questo mese comincia a sfornare belle “news” anche dalla cuina: l’Open Baladin.

Il “gastro-pub” (inizialmente curato nelle preparazioni da Gabriele Bonci), aveva regalato interessanti proposte agli esordi, per poi lasciarsi un pò andare sul lato gastronomico in favore delle birre. Ora che però Bonci Bò sembra aver ripreso le redini della cucina, nei piatti dell’Open si respira già un’aria tutta nuova. Noi non ci siamo fatti scappare le novità del “menù zingaro” per il Lunch, aperto ogni giorno dalle 12:00 alle 14:30. Bonus per la location davvero unica, in grado di mixare ambienti informali e moderni con deliziosi salottini e poltrone stile vintage. Sempre in agosto inoltre, potrete trovare all’entrata l’ambientazione “Open Garden”, che espone occasionalmente opere di artisti conteporanei romani.

La nuova impostazione che Bonci sta conferendo al menù Open, è quella molto “contestualizzata” da Pub “inglese/americano”, con un immancabile tocco capitolino e valorizzazione della materia prima. Idea che ci è piaciuta molto, in particolare per il target del locale e per la dinamicità delle proposte, arricchite con onnipresenti “fuori-carta” della lavagna.

Gasto-Pub romano appunto; quindi in menù Club-Sandwich, Hamburger e panini fantasiosi (con pane di Bonci e carne de La Granda), Patatine stile Sforno e Bir&Fud; ma anche insalate ricche, ali di pollo, supplì, cibo da strada e molto altro…

Seduto sugli “inaspettatamente comodi” sgabelli dell’Open, ho così provato un bel panorama di assaggi quotidiani e improvvisazioni del pranzo; rivelatosi ottimali per qualità/prezzo (la materia prima è sempre al Top secondo la filosofia Bonci) e per l’ottica di pranzo veloce. Servizio cordiale e simpatico; apprezziamo inoltre la selezione musicale in sottofondo 😉

La Solita Caprese: Esordio a sintonizzare l’ottima mozzarella in arrivo giornaliero da Caianiello: saporita e dalla filatura compatta, con una piacevole acidità. La bufala è declinata in più versioni nella carta dell’Open (con prosciutto, cicoria, capocollo etc…), ma questa veste stagionale affiancata da pomodoro fresco è sicuramente la più idonea per cominciare il pasto.

Caesar Salad con Bacon: La prima “incursione straniera” dove Bonci si diverte con un classico americano reinterpretato. La tipica insalata caesar (disponibile semplice, con pollo o bacon) è fresca e croccante, delineata da uno sprint vegetale immediato. I crostini di ordinanza si “trasformano” in “briciole” scoppiettanti, che arricchiscono il gioco di consitenze insieme al notevole gianciale umbro reso croccante. Il dressing di yogurt ed acciughe infine, completa un gran “piatto unico” internazionale, con la sua presenza fresca, intensa ed avvolgente.

Patate di Avezzano al naturale, prosciutto cotto San Giovanni Grigliato, cialda di Parmigiano e Mayonnaise al Basilico: Altra proposta stile Pub, dallo spessore “importante”. Le patate in purezza fungono da compagne perfette per l’imponente prosciutto di San Giovanni in tutto il suo splendore (senza alcun tipo di conservante). La materia prima quì è esaltata al massimo, stemperata puntualmente dalla deliziosa mayonese al basilico. (La nota fresca che potrebbe mancare, non presente in questo assaggio, è rappresentata dall’insalata segnalata in carta).

Risotto carnaroli ai mirtilli, cheddar e anguilla affumicata: Prima parentesi “british” del menù, con un gran risotto dagli accostamenti sorprendenti. La mantecatura senza burro (Bonci specifica “all’inglese”), preserva il chicco tenace ed un golosissimo cuore di cheddar filante. L’accoppiata formaggio/anguila conquista ad ogni forchettata, ma la differenza la conferisce il mirtillo di Monica Maggio (in gran quantità): acido, dolce, pungente; un vortice meraviglioso di contrappunti che invadono e puliscono il palato.

Trippa all’Antica Roma: Intermezzo “fuoricarta” tanto improvviso quanto emozionante. Gabriele ripropone il suo lavoro di ricerca e valorizzazione della materia prima con una cottura antica della trippa, prima lessata e poi terminata in forno con il condimento classico. Texture e consistenza della frattaglia risultano commoventi ad ogni morso; l’uso ben dosato del pecorino, arricchisce splendidamente un piatto che non mi stancherei mai di mangiare anche ad agosto.

Finto BBQ di Cinta Senese con Club Sandwich al pomodoro: Si torna in America con una preparazione provocatoria ma di gran gusto. Gli aromi e la cottura ingannano olfatto e palato, rievocando le sensazioni di un bbq mai avvenuto. La carne di Cinta, tenera e succulenta, si scioglie soavemente in bocca ed è ben sprintata dalla salsa bbq artigianale. A completare questo “spaccato d’oltreoceano”, ci pensa il goloso club-sandwich di accompagnamento, morbido e profumato.

Pomodoro Estremo (Pane morbido al pomodoro con frittatina basilico e parmigiano, pomodoro grigliato e hamburger La Granda): Un grande classico da pub in versione “mediterranea” e stagionale. Il pane al pomodoro è un “sogno lievitato”, che racchiude dolcemente il tris godurioso di frittata, hamburger e pomodoro. Un panino decisamente ricco ed appagante, che vede protagonista una carne monumentale. Unica perplessità, è che proprio la ricchezza di ingredienti, vada a “snaturare” il nome del piatto dedicato al pomodoro.

Pane azzimo di Enkir, baccalà panato, maionese ed insalata: Una richiesta personale che va a modificare un fuori carta della lavagna (normalmente prevedeva l’uso del pane morbido al pomodoro al posto dell’azimo). Chiusura entusiasmante, merito di un pane che sa di “antico” golosamente inumidito dagli umori del baccalà e dalla stupenda mayonaise “maison”. L’insalata dona freschezza e rinvigorisce il morso, per un sandwich semplice ma al tempo stesso memorabile.

Volendo a fine pasto c’è anche la possibilità di scegliere alcuni dolci al bicchiere ideati da Andrea De Bellis (opzione che abbiamo scartato per motivi di “capienza”).

Naturalmente anche una singola delle proposte testate potrebbe andar bene per un pranzo di qualità (magari accompagnandolo con le birre Baladin) e, considerate le idee che continuano a “fermentare” nella creatività di Gabriele, per il futuro dell’Open ci aspettiamo solo belle sorprese!

Open Baladin. Via Degli Specchi, 5/6. 00186 Roma. Tel. +39 06.6838989

Foto di apertura: romadabere

6 Commenti

  1. Allora dopo il Pizzarium possiamo aggiungere questo altro indirizzo? Grande, ci voleva un posto al centro. i prezzi mi sembrano buoni, forse meglio delle birrette. Bravo Bonci 🙂

  2. Io ci sono stata qualche mese fa e ho trovato l’ambiente carino, bella l’atmosfera e una buona scelta di birre. I panini, invece, li ho trovati poco appetibili e la cucina non molto accurata. Spero, come descritto nell’articolo, che l’impostazione sia cambiata!

  3. Ho provato il panino “C’era una volta”: pane azimo di enkir, cicoria ripassata, hamburger, bacon e pomodoro… esperienza da rifare quanto prima.

    Ottimo Bonci, come al solito, si conferma in forma smagliante, nonostante la recente fama acquisita.

    Speriamo non si rovini…

  4. “la differenza la conferisce il mirtillo di Monica Maggio”

    Certo, fosse stato il mirtillo di Brunella Robertetti sarebbe stata tutta un’altra cosa.

    Oh mamma mia, qualcuno fermi questa deriva da gastrogroupies isteriche.

  5. il mio ricordo del Baladin (pressappoco sempre nel periodo estivo) non è molto positivo. Ok le birre, ma la cucina proprio no.
    Capita, per carità.
    Direi che il “revamping” del menù ci voleva proprio.

    PS. Secondo me pure da bir&fud serve una messa a punto…che dici?

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