Piatto tipico patmiota il Sucamesouvlaky si prepara tradizionalmente il 14 di Agosto, in modo da poterne consumare gli avanzi a Ferragosto con tutta la famiglia in spiaggia. Il Sucamesouvlaky è un piatto gustoso e di facile preparazione grazie all’impiego di materie prime di eccellente qualità reperibili solo localmente. Ingrediente centrale per l’esecuzione del piatto è il maiale patmiota, specie autoctona, molto simile al nostro Cinta Senese, a parte il fatto che è privo di cinta e non ha mai visto Siena. Il maiale patmiota, (per movenze e atteggiamenti decisamente assimilabile a un porco) cresce allo stato brado sull’isola di Patmos e si nutre esclusivamente di particolari ghiande coltivate alle pendici del Monte Patmos sulla riva del lago di Chora.

Qui un singolare microclima continentalmediterraneo, unitamente al misticismo diffuso, (per il quale dobbiamo rendere grazie a quel buontempone di San Giovanni che col suo proverbiale ottimismo, ivi concepì l’Apocalisse) garantiscono alle ghiande la giusta maturazione assai gradita al nostro suino. Il maiale patmiota, ghiotto della suddetta leccornia, si aggira sovente, dopo pranzo saltellando su una zampa sola, su e giù per i dirupi scoscesi del monte Patmos. Un’eccellente clinica veterinaria specializzata in ortopedia del maiale garantisce, in loco, interventi efficienti e solerti in caso di accidente nello svolgimento delle succitate, euforiche manifestazioni. Le gustosissime carni del maiale patmiota vengono quindi affettate sottilmente e passate in una speciale farina (altrettanto patmiota) prima di tuffarle in abbondante olio di cactus, altro tipico prodotto locale caratteristico per il suo sapore pungente unico e indimenticabile.

Dopo una rapida cottura (al fine di preservare le pregiate carni dal fastidioso effetto “suola di Church”) la fettina viene sistemata su un piatto di Ikea e guarnita con formaggio tipo Galbanino ma con una temperatura di fusione molto superiore e passato in forno a 900 gradi per 7 ore. Su questo dato, a onor del vero, ho riscontrato opinioni contrastanti. La scuola di pensiero più accreditata sembrerebbe quella di Grikos, favorevole da sempre alla cottura lunga, cioè di 7 ore, in netto contrasto con la versione di Chora dello stesso piatto che lo vuole identico ma pronto in 6 ore e 55 minuti. Se pur Grikos e Chora siano distanti fra loro un solo km, posso garantire che fra le due preparazioni c’è una differenza abissale. Infatti nella versione di Chora il tempo di cottura inferiore non garantisce la fusione del Galbanino. Oltre al fatto che gli abitanti di Chora rinunciano, così facendo, alla classica crosticina che rende il piatto ancor più succulento. Pertanto, malgrado lo sviluppo di diossina in cottura, per me hanno ragione a Grikos……

A questo punto sul piatto, nella versione estiva che abbiamo provato noi, si aggiungono funghi patmioti ab abundantiam, peperoni come se piovesse, una manciata di rosmarino secco tritato e per finire una grattata di tartufo rigorosamente bianco, che, sempre grazie al microclima locale, trova a ferragosto la sua giusta maturazione, liberando effluvi intensi e avvolgenti che ad Alba nemmeno si sognano. Nella zona a sud dell’isola esiste anche una variante con acciuga al posto del tartufo ma sinceramente non l’ho provata e confesso un personale scetticismo per via dell’abbinamento, acrobatico, a mio avviso, col rosmarino secco. Patatine fritte per accompagnare la pietanza e il Sucamesouvlaky è pronto. A vostra scelta potete aggiungere qualche goccia di Popparuolaky che è un olio piccante tipico patmiota che pare porti fortuna, tant’è che l’unico essere umano che è riuscito a metabolizzarlo ha festeggiato a giugno scorso (pensate!) il suo trecentoventiduesimo compleanno. Per me questo è il più grande piatto della cucina patmiota, poichè riesce a coniugare genuinità, tradizione, tipicità e grande materia prima.

L’ho accompagnato con un vino rosso locale: Strofilia 1990 magnum, un Montepulciano autoctono simile al nostro Abruzzese, per la cui coltivazione Patmos è zona indiscutibilmente vocata. Il vino ha 18 gradi, fa 13 anni di barrique e altri 7 di affinamento in bottiglia. È appena uscito sul mercato e l’ho assaggiato per voi in anteprima, niente male davvero. Un po’ giovane. Parola di Black Mamba!

41 Commenti

  1. c’è anche il referto dell’ospedale? povera black mamba, non era meglio un giro in borgogna a vedere come stanno vigne e cantine? buon ferragosto a tutti!!!I

  2. Grande ritorno che sorpresa. Mi aspettavo il pranzo della sora Franca ma li’ te la sarai dimenticata. Bella schifezza quel piatto. Il nome e’ divertentissimo. Portami un cadeau, una bottiglia di quell’olio ai poparuoli. Buon ferragosto a tutti! Io lavoro, sigh! Ma a Settembre…

  3. E’ evidente che la Vulcanizzazione, intesa come tecnica di trasformazione del Galbanino, non ha ancora raggiunto quel grado di perfezionamento che si aspettava Charles Goodyear . Ma anche applicare il Raku al maiale mi pare azzardato.

  4. invece penserei davvero ad un anatema della Sora Franca poichè hai “bucato” il suo invito sulla spiaggia di Torvaianica con degustazione di pollo coi peperoni e gassosa sgasata…..

  5. Devo provare la ricetta, assolutamente. Visto il piatto finito ho una voglia di provarlo che non ti dico. Devo venire a Patmos. E non escluderei se ti trattieni di portarti la sora Franca, anche perche’ mi sembra che di crotali e Pergole li’ non se ne parli. Al massimo qualche vipera, ma che volgarita’. Baci a tutti!

  6. Diciamo che la cucina greca non e’ un granche’ ma la tua ricetta e’ veramente fetente. Molto divertente. Buone vacanze BM!

  7. Io pero’ sullo sfondo dell’ultima foto scorgo un’insalata di polipo che potrebbe essere annoverata tra i piatti dell’anno…
    Black Mamba, dacci notizie!

  8. Tutto esatto, tranne la distanza fra Grikos e Chora: sono un paio di km abbondanti abbondanti. 😀

    Bella la foto delle Gemelle!

  9. ha risposto a Nicola Massa: piatto dell’anno??? Be’ se paragonato ad altro qui, direi che e’ il piatto del secolo. Quello in particolare era del secolo scorso, doveva essere bollito ma alla fine era marinato…una fetecchia! Comunque a parte i miei soliti cazzeggi, ci sono piatti buoni anche qui e la cucina greca per certi versi e’ interessante…adesso cerco di trovare i versi e poi te lo dico. Grazie Nicola! 😉

  10. ha risposto a Riccardo I.: 2 Km? Puo’ darsi, sono andata a occhio, percorro la strada col mio morino rosa (che vedi nella foto) svariate volte al giorno, ma facendo tutto su una ruota sola (quelle che a Roma si chiamano “pinne”) non posso distrarmi per guardare il contakm…ammazza che precisino sei! Sei grande pero’, hai riconosciuto la foto delle gemelle. Uno dei miei luoghi preferiti per il bagnetto. Subito dopo i Cancelli…magari sei a Patmos anche tu, ora.

  11. ha risposto a Riccardo I.: Riccardo ma anche tu sei un patito di patmos!? Io parto la prox settimana… Non sono abbastanza ricco (come BM) per andarci a ferragosto 😉

  12. ha risposto a Alessandro Bocchetti: ah!ah!!!!!!!! Secondo te se fossi ricca starei qui? Sarei altrove piena zeppa di crotali da fare schifo…altro che birra Mythos… ;-))) Patmos vi aspetta…me too! P.S stasera comunque, al tramonto, Dom Perignon e profeta Elia…tu e Riccardo potete capire.

  13. ha risposto a massimiliano: no polipo in insalata. Una delle poche cose mangiabili qui. Quello della foto in verita’ non era particolarmente fresco, l’avevano trovato nella calza della befana, mi han detto. Ciao!!!!!

  14. Per chi volesse mangiare del souvlaki buono o segnarsi qualche altro indirizzo di Patmos trova in questo post di Alessandro qualche indicazione.

    ha risposto a Cristiana Lauro: Non ho capito, vai a bere Dom Perignon guardando il panorama dal colle del Profeta Elias o innaffi il pesce della baia di Diakoftì con le bollicine? Non ci fa stare in ambasce :-)))

  15. continui a scrivere imprecisioni sui luoghi che affermi di frequentare
    il sospetto di una totale mistificazione è sempre più forte

  16. e ssò proppio contenta che te sei dovuta magnà sta schifezza greca, così te mpari a ffà la spocchiosa quanno te nivitamo noi
    a parte li pomodori coriso scotti (no la marca, li pomodori) e poi er pollochipeperoni pieno de ossi de cane, sulla spiaggia de focene semo stati proppio bbene e a gasspsa era calda ar punto ggiusto penza che a ncerto punto se semo messi a tiracce le meduse, na ficatassoluta

    e mmo cor cazzo che te rinvito a capodanno!

  17. cara BM,
    faccio parte ormai a anni del comitato della platia nella suddetta isola, e non a caso dato che vengo qui dal lontano 1959..
    Insieme alle mie allegre colleghe ti scriviamo per sollecitare almeno due recensioni immancabili:
    il mezcal pollo ghiro e l’oratina gnam-gnam.
    Qualora non conoscessi ancora queste specialita’ o non sapessi dove trovarle (entrambe vanno ordinate con un certo anticipo) ci trovi in piazza al porto a fare la calza, siamo quelle col fazzoletto nero in testa.
    buona permanenza!!!!

  18. Si si siamo proprio noi, porto o piazzetta la caviglia e’ proprio quella!!
    Suggeriamo anche la ricetta della manza alla pizzaiola, tipica agostana, anche se greve, ancora presente su molte tavole non troppo raffinate..
    Al prox Agosto!!

  19. ha risposto a Alessandro Bocchetti:
    Rispondo con un po’ di ritardo perchè fino ieri ero…nelle Cicladi. 🙂
    A dire il vero sono un appassionato delle isole greche in genere, che giro da 15 anni. A Patmos sono stato tre volte -l’ultima nel 2009, proveniente da Agathonissi- e devo dire che la considero sciccosa e bella quanto Folegandros e Symi.
    Consiglio a Black Mamba di portarsi il vino e mangiare un piattone di ricci (αχινόι), che incredibilmente sono pieni anche a fine Agosto, all’ouzèri To Kiliomodi, nel vicolo subito dopo il supermarket sulla strada da Skala alla Chora. Una chiacchierata con l’anziano, azzimato, fighissimo Elefterios vale da sola il prezzo. Altro che soukamesouvlaki a Km Zero… 😀

  20. ha risposto a Riccardo I.: Ci sono stata, lo conosco bene…non è più così buono. In verità il miglior ristorante a Patmos è a fianco a casa mia, greco vero! Sempre a Skala, lo conoscerai di certo, però verso il porto turistico, poco prima di Billi’s…quel grand’uomo che mi affitta il motorino rosa. Che chic! Ciao Riccardo e grazie!

  21. @Cristina: ti riferisci a Vegghera ( o come caspita si chiama…)?
    E’ la mia (nostra) prima volta qui a Patmos, molti posti (come quello da me qui citato) sono costantemente vuoti, mentre altri ( testati e non
    Così validi) sono presi d’assalto e non capisco il motivo.
    L’isola e’ davvero bella, anche se andrebbe valutata (gastronomicamente e non) fuori da questo periodo che si presta agli “spennagrulli”….

  22. Grazie!
    Diciamo che fin qui (fatta eccezione per la prima sera, dove abbiamo purtroppo sperimentato lo tsipoura…..) abbiamo seguito esattamente gli appunti di viaggio che hai indicato ora…. 😉
    Come dicevo, e’ la prima volta che veniamo qui… Ma siamo rimasti sorpresi dai molti, moltissimi locali praticamente vuoti….
    Effetto Merkel?
    Ottimo George Place, la taverna di Lampi l’ho trovata un po’ cara (ma credo sia sempre caro se ci si ostina a cercare il pesce qui, credo)….
    🙂

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