Lattosio, 4 milioni tra allergici e intolleranti. Aziende fatevi avanti!

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Lattosio: è ormai un piccolo esercito quello dei consumatori che vi rinunciano o lo assumono con parsimonia. E’ il popolo degli anti-lattosio, nel quale si confondono allergici e intolleranti, più o meno gravi.

Nielsen, società di ricerche di mercato, li ha contati, utilizzando un panel di 9000 famiglie per un totale di 25 mila intervistati. Con risultati interessanti, soprattutto per gli uffici marketing delle aziende del settore, sempre in cerca di nuovi bisogni da soddisfare: sono 4,2 milioni in Italia gli individui che dichiarano di soffrire a causa del lattosio; tra questi 2,8 milioni hanno semplici problemi di digestione, 1,1 sono intolleranti e 305 mila sono invece allergici. Una situazione che per gli allergici si traduce spesso nella totale eliminazione dei prodotti a base di lattosio (il 45%), per gli intolleranti nella rinuncia (18%) o  nell’utilizzo di prodotti a basso contenuto di lattosio (il 18%) o nel consumo saltuario di latte e derivati (il 50%).

Il lattosio rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte. Quello di specie diverse da quella umana può essere digerito dall’uomo grazie all’enzima lattasi, presente a seguito di una mutazione genetica avvenuta migliaia di anni fa, mutazione però non distribuita in modo omogeneo da individuo e individuo mentre l’allergia viene scatenata dalle proteine contenute nel latte.

Di qui l’impossibilità, per tanti Italiani, di assumere latte, derivati e prodotti a base di siero di latte, o disturbi digestivi legati alla loro assunzione. Un problema che potrebbero essere le aziende a risolvere, ampliando l’offerta di prodotti dedicati. “Si identifica un target di consumatori specifico che le aziende del settore alimentare e quelle della distribuzione dovrebbero analizzare più in dettaglio per capirne le esigenze”, spiega Nielsen, “ma soprattutto per identificare opportunità di business non ancora sfruttate. Alcune delle esigenze emerse dalla ricerca in oggetto sono infatti molto chiare ed evidenziano la richiesta di un’offerta di prodotti più ricca”.

[Fonte: Nielsen Foto: besthealthnewsonline.com, siemens-caffe.ch]

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