Ritorno di fiamma. Si fa presto a dire cotto di Marino Niola

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E’ vero: il libri qui recensiti sono in genere consigliati. Non occupo spazio su Scatti di Gusto per stroncare dei volumi in uscita e non … Ma il libro di oggi lo consiglio veramente perché è colto e spassoso insieme, in sintesi interessante, nel senso più ampio della parola.

Marino Niola, l’autore, è un antropologo della contemporaneità. Eclettico senza meno, è docente universitario di Antropologia dei Simboli, Antropologia delle arti e della performance e Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Editorialista per La Repubblica, cura sul Venerdì di Repubblica la rubrica Miti d’oggi, e collabora con numerosi giornali.
Il libro è “Si fa presto a dire cotto – Un antropologo in cucina” che, detto così, può spaventare o sembrare una deriva di Quark. Invece è un libro appassionante che affronta le tematiche dell’alimentazione da un punto di vista forse definibile antropologico (non vorrei sconfessare l’Autore!) ma sicuramente piacevole e inaspettato.
Non nuovissimo, è del 2009, il libro raccoglie testi in parte già apparsi su La Repubblica, qui comunque organizzati in modo sistematico e nuovo.

Il libro è diviso in cinque parti. La prima, dedicata alle regole del mangiare, ci illustra le diverse regole di vita che interagiscono, nei popoli, nella storia, con l’alimentazione. Scopriamo così i divieti di mescolanza, da quelli noti kasher a quelli Indonesiani (no a crostacei e uccelli insime!), oppure la simbologia del cibo nel cinema (con rimandi al grande Ugo Gregoretti o alla famosa Ricotta di Pasolini).

Spiazzante, la seconda parte è dedicata ai simboli del cibo, e la descrizione di come le diverse cotture rappresentino un diverso approccio al cibo da sola merita la lettura. Chi di noi ha mai considerato la frittura come un modo di prendere alla sprovvista il cibo? Lo diceva Brillat Savarin, ma noi ce ne rendiamo conto ancora? E che la tempura derivi dal latino tempora e che sia figlia delle frittelle dei Gesuiti che colonizzarono l’Asia? Insomma storia, alimentazione, tradizione.

Poi due sezioni sono dedicate a terra e mare, ovvero ai loro prodotti. Olio, cipolla, il carciofo (che è femmina… scoprite voi perché!), e poi la zucchina, fortunata perché scarsa di sapore. E, nel mare, molluschi poveri, pesci di famiglia (quelli del popolino, il pesce povero) e l’astuzia del polpo.

Quinto e ultimo capitolo è quello dedicato all’italianità. E qui si gioca in casa, e Niola gironzola allegramente per i miti italiani, dalla pizza, al caffè, ai maccheroni, alla colazione, per raccontarci molto di quello che siamo e che abbiamo, con fiero orgoglio italico, esportato nel mondo.

Si fa presto a dire cotto – Un antropologo in cucina. Marino Niola, Il Mulino.  12,00 €

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