La notizia è fresca e ghiotta: Antonio Galloni ha assegnato al Monfortino 2004 di Giacomo Conterno il massimo punteggio della newsletter The Wine Advocate fondata da Robert Parker jr. Questo riconoscimento si aggiunge all’en plein già più volte realizzato sulle guide nostrane.

La scheda trabocca d’entusiasmo e riferisce di ripetuti assaggi dalla botte (beato lui!) e tre prove dalla bottiglia. Per essere un vino che sta iniziando a uscire sul mercato Mr. Galloni ha accumulato un bel vantaggio, perfino su Black Mamba! 🙂

Più interessante dei superlativi riservati alla 2004 è la classificazione proposta da Galloni sulle annate recenti di Monfortino: le classiche 1996, 1999 e 2002, l’opulenta 1997, le ancora misteriose (“dark horses”) 1998 e 2000 e per finire le adorate 2001 e 2004 (la più sexy di tutte).

Vale la pena ricordare la straordinaria esperienza di Antonio Galloni sui vini piemontesi, per diversi anni autore del Piedmont Report, per apprezzare il valore di questo risultato. Purtroppo si tratta solo del quarto vino italiano a raggiungere questo livello insieme a Sassicaia 1985, Bruno Giacosa Collina Rionda Riserva 1989, Tua Rita Redigaffi 2000.

Una severità verso i nostri prodotti che risulta poco comprensibile se paragonata, solo per fare un esempio, ai 20 vini australiani che hanno raggiunto la vetta. Che ne pensate?

A Roberto Conterno vanno le nostre felicitazioni per questo ulteriore successo che premia la continuità e l’impegno che da sempre contraddistinguono la sua famiglia.

[Foto: naplenews.com]

12 Commenti

  1. restrittivi o no il monfortino è un grande vino! Sono molto curioso a questo punto di assaggiare il 04! L’altra sera ho bevuto un formidabile 2001

  2. Bel pezzo Paolo e una grande notizia per l’Italia… Una battaglia quasi vinta se anche gli americani si accorgono dei nostri vini tradizionali, fino a non troppo tempo fa vinoarkerizzato era sinonimo di vaniglia, archetti e potenza… Lontanissimo dall’idea del monfortino 😀

  3. ha risposto a Alessandro Bocchetti: hai ragione e a ben guardare i due piemontesi che hanno preso 100 sono Barolo tradizionali, i toscani invece appartengono alla nouvelle vague
    penso comunque che 4 italiani a 100 dal 1985 ai giorni nostri siano veramente troppo pochi vista la generosità (a volte esagerata) dimostrata con altre zone

  4. ha risposto a Cristiana Lauro: dovresti provare il 2002, veramente uno straordinario successo in un’annata quasi tragica
    a mio parere il 2004 avrà bisogno di qualche anno per esprimersi in pieno

  5. …li assaggio con regolarità ogni anno fin dalle botti , grazie all’amicizia che mi lega con i Conterno da più generazioni. Io non avevo dubbi, anche se oggi trovo più espressivo il 2001 e gourmant il 2002. Questo 2004 è materia prima grezza di gran valore da attendere , però , non più di una cinquantina d’anni. Quest’anno abbiamo bevuto in Bue House 1943-1958-1961-1964-1967-1970-1978 e 1987 (punteggi rispettivamente: 99+/100-95/100- 99/100- 100/100- 97/100-98/100- 98/100-96/100)con sempre crescendo d’emozioni. E’ il vino più buono d’Italia assieme alle Riserve storiche di Biondi Santi … ma non mi sembra di dire niente di nuovo né di originale…

  6. ha risposto a vinogodi: bella verticale! oltre alle annate da te citate (purtroppo non le ho bevute tutte) ricordo un’entusiasmante 1985 e una sorprendente 1974
    solo una volta ho incontrato una bottiglia stanca, sei anni fa una 1955 aperta da un amico

  7. Faccio le congratulazioni al vino premiato. Credo che scalfire l’animo di Galloni non sia facile. Noi che viviamo e siamo produttori del Collio abbiamo avuto modo di confrontarci due giorni fa con lui. E credeteci che con noi e’ stato impietoso! Mi chiedo se abbia capito qualcosa del nostro Collio. Persone che credetemi hanno dato e danno l’anima per la viticoltura.

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