Chicago | Per Avec è nato un amore. Forse più di uno…

Ristoranti

Nelle ultime tre settimane trascorse tra gli Stati Uniti e San Paolo, ho peregrinato tra mille locali e ristoranti di ogni tipo. Alcuni con due o tre stelle Michelin sulle spalle, altri inseriti in ascesa nella 50best ed altri ancora di stampo asiatico e meritato successo.

Il mio conto in banca a dire il vero ne ha risentito non poco e adesso mi attende un novembre pacato e tranquillo in casa qui a Rio de Janeiro, ossia un po’ di tempo per ragionare sul vissuto.

Pensando e ripensando non vi è dubbio che, tra le tante esperienze, quella che mi abbia più colpito sia stata la cena sgabello e bancone da Avec a Chicago. Perché? Prima di tutto perché ho visto e percepito un’idea concreta dietro a questo locale. Più vado avanti negli anni e più mi convinco che qualsiasi cosa abbia un’idea alle spalle, come ad esempio il modulo di gioco della Roma di Luis Henrique oppure una donna sfacciatamente e dichiaratamente voluttuosa alla ricerca di consensi, sia per lo meno più interessante e meriti un approfondimento rispetto ai soliti déja vu.

Iniziamo dalla carta dei vini. Piccola, solo vini del sud del mondo, etichette non oltre i 70 bigliettoni verdi, prendere o lasciare. I bicchieri sono dei calici del miglior cristallo austriaco senza stelo, e il vino, seppur a volte non eccelso, scorre comunque fluido senza troppi girotondi.

La clientela è davvero mista perché le materie prime sono le migliori sul mercato locale ed i prezzi dei piatti accessibili.

Se a questo poi aggiungiamo l’impossibilità di prenotare, i molti tavoli comuni e l’ambiente ristretto che ti obbliga a condividere l’esperienza, risulta chiaro che l’elemento commistione voglia essere e riesca ad essere protagonista, e non solo nei piatti. Ok, ma veniamo al punto che non può che non essere il cibo.

Tagliente e primordiale, i primi due aggettivi che mi sono venuti in mente mentre mangiavo. Pochi compromessi sull’ottimo prodotto, cotture e condimenti estremi dove l’estremismo non sta in forni dalle mille funzioni capaci di ogni tipo di cottura o in creme o grassi in eccesso nei piatto, ma in bruciature ricercate, spezie incalzanti, acidità e freschezze naturali. Forno e griglia a carbone of course e cucina più che a vista, al tavolo.

Cosa ho mangiato? Una focaccina croccante e sottile ripiena di taleggio ricotta e erbe. Delle polpette di chorizo, nella foto, avvolte nel bacon con una salsa spiazzante tra il dolce e il piccante a base di pomodoro e peperoncino piquillo. Dei peperoncini verdi bruciati dove il piccante e l’amaro venivano rusticamente assorbiti da un condimento a base di agrume ed un freschissimo formaggio di capra sgranato sopra, a chiudere un ottimo sale per riprendere in acidità. Piatto fantastico!!!

Poi della carne frollatissima e marinata, cotta sui carboni e aggiunta ad una insalata con lenticchie croccanti, spinaci, pomodorini verdissimi tagliati a metá, arancia e capperi fritti, il tutto condito da una salsa di midollo fuso.

Meraviglia, immediatezza e gioia nel trovare piatti di tale levatura serviti con disinvoltura al banco. Fred Flinstone ne avrebbe fatto il suo manifesto gourmet!

Se dovessi avvicinare Avec a qualcosa di già visto, non penserei ad un gastrobistrot europeo, bensì all’evoluzione meno lussuosa in termini di costo piatti e prodotti dell’Atelier di Joel Robuchon.

Arrivato a San Paolo mi è capitato di parlarne con Mattias, un food-jornalist svedese seduto al mio fianco durante una cena di gala, il quale mi ha fatto capire che nelle sue zone esistono posti concettualmente simili a questo in termini di piatti e tra l’altro mi ha anche suggerito un localino sul genere a Brooklyn che sembra stia facendo faville.

Bene, a marzo si torna a New York, e subito dopo Pasqua caro Mattias ci si vede dalle tue parti. Stort tack för råd.

Ristorante Avec. 615 W Randolph. Chicago, IL 60661. Tel. 312.377.2002