Servizio Pubblico, prima puntata. Marco Travaglio inizia l’editoriale per spiegare chi è e che cosa fa, o meglio, che privilegi ha un Senatore. Dopo aver parlato delll’Air Force Nano e delle solite olgettine arriva al momento del cibo. E al ristorante del Senato.

“Qualcuno ci accusa pure di mangiare. Ma come fai a non mangiare quando il ristorante del senato ha 9 cuochi che hanno appena fatto il corso di perfezionamento da 35mila euro al Gambero Rosso?”.

Urca, e poi dicono che si tratta di una mensa aziendale qualsiasi. Ma dove c’è una mensa operaia-impiegatizia-dirigenziale con uno chef mandato ad aggiornarsi al Gambero Rosso? Ditemelo per favore!

“Non avete idea dei manicaretti che ci servono in guanti bianchi alla nostra mensa”.

Eccolo, il dubbio mi assale come un fulmine nella notte buia e tempestosa: cucina del territorio? Tradizionale, Creativa?

No, senatoriale. Rispecchia il carattere senza nerbo di questo Parlamento.

Lamelle di spigola con radicchio e mandorle 3,34
Carpaccio di filetto con salsa al limone 2,76
Spaghetti alle alici 1,60
Risotto con rombo e fiori di zucca 3,34
Bistecca di manzo 2,68
Lombata di vitello 5,23
Lasagnette al ragù bianco e scamorza affumicata 1,59

Buvette
Panino al prosciutto 1,50
Spremuta 1,20
Cappuccio 0,70

Non riesco a mettere in ordine di priorità lo scandalo dei prezzi da mensa della Caritas o lo scandalo dei piatti preparati da 9 cuochi perfezionati a 315 mila euro. Per sfornare lombatine di vitello e lasagnette al ragù bianco. Sento orde di foodblogger in giro per il web che stanno armandosi di forchettoni e coltellacci per marciare alla volta di Palazzo Madama.

Insiste Travaglio

Per non fare la figura dei pezzenti il Presidente del Senato Renato Schifani ha dovuto comprare stock di asciugamani a 88 € cadauno e spendere 5200 euro per i nuovi piatti con la S del senato dorata.

E’ vero, taglierà le agendine in pelle umana di Nazareno Gabrielli da 260mila euro l’anno. Un po’ meno di quanto è costato al Senato istruire gli chef per cuocere alla perfezione una bistecca di manzo. Domani c’è una manifestazione e Repubblica si chiede se il successo della trasmissione sarà replicato in Piazza San Giovanni a Roma. Sarà anche la volta di #OccupyFood?

8 Commenti

  1. ha risposto a manubas: Se segui il tag #occupyfood vedrai che abbiamo provato a seguire questa protesta.

    Su Twitter e Facebook ho scritto e ripeto che Non bisogna mandare a casa un governo ma una certa idea di governo.

    Il cibo può essere un vettore di un nuovo modo di intendere la rappresentanza di una comunità? Sì, come molte altre cose che sono elevate a privilegio di un’oligarchia. Solo che il cibo è fatto quotidiano di tutti. Più di una Maserati blindata.

    E poi mi piacerebbe leggere qualche commento per confrontarsi. Oggi sono un po’ stanco 😉

  2. Perchè ce l’avete con la lombata? a me piace la lombata. a 1,60 € anche gli spaghetti con le alici! Ma non si sa di quale marca siano?????

  3. …forse voleva dire che i ristoranti del Senato sono pieni. E ci credo, con quei prezzi! Ma come ha detto quel genio di Lavitola: il Presidente è un po’ confuso ultimamente.

  4. Non mi voglio lanciare in commenti impegnati sull’attuale situazione politica e sociale; voglio solo dar sfogo al mio personalissimo sdegno per il fatto che gli stagisti – non retribuiti – alle mense pagano molto di più di quanto questi fottuti senatori paghino per i loro, seppur istituzionali, manicaretti. Di belpaese conosco solo il formaggio…

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